LARIO
BILANCIO 2007
Un bilancio
e qualche considerazione su quest’anno di lario-arrampicate
by Pietro Corti
Versione
stampabile
Tra un
po’ si riprende a scalare; la nuova stagione è dietro l’angolo.
Il vero climber e il boulderista penseranno ad uno scherzo: per loro la
stagione non finisce mai; mi scuso quindi per il vizio mentale di chi
d’inverno
si diverte a sfacchinare sulla neve con le pelli di foca (o con le
piccozze
in mano, dipende), e le uniche prese che tira sono al massimo quelle
del
pannello.
Fatto
sta che a breve le falesie lecchesi torneranno a riempirsi di gente,
tanto
che per stare tranquilli in certe zone bisogna ormai prendere la mezza
giornata di ferie…. E talvolta non basta nemmeno quella. E’ normale; se
un posto è bello giustamente tutti ci vogliono andare; ma spesso
mi chiedo dove siano gli effetti dell’incremento dei siti di
arrampicata,
se poi ci si ritrova sempre in mezzo al casino….
Non
è ben chiaro se nel frattempo è aumentato proporzionalmente
anche il numero di scalatori, o se l’effetto novità è così
forte da determinare una transumanza collettiva verso gli ultimi siti
chiodati,
mentre quelli “vecchi” man mano si spopolano. Mistero. Comunque per
cercare
di prevedere quello che ci riserva l’anno nuovo, nel nostro territorio,
vale la pena di dare un’occhiata alla stagione 2007.
In effetti
certe falesie, molto alla moda fino a pochi anni fa, stanno vivendo un
salutare periodo di tranquillità; salutare finchè non si
trasformerà in abbandono (anche se sarà improbabile), che
porterebbe al progressivo degrado. E’ già successo! Quindi, variare
le proprie mete potrebbe essere un buon modo per decongestionare alcune
falesie, rallentando l’usura della roccia e nel frattempo
tenendo
“vivi” quei settori che stanno cadendo nel dimenticatoio.
Ci sono
poi altri segnali che certe tendenze in atto da qualche anno non si
stanno
ancora invertendo in senso positivo. Per esempio: l’interesse delle
istituzioni
ed enti locali (a parte la notevole eccezione della Comunità Montana
del Lario Orientale) verso l’arrampicata sportiva nel territorio,
nonostante
la sua storia e la ricchezza di itinerari, non è adeguata
al numero di praticanti.
Non
sarebbe male infatti iniziare a pensare a qualche intervento di
recupero
e, perché no, a qualche infrastruttura “sostenibile”.
Pensiamo
anche alle passate edizioni lecchesi di alcune competizioni
internazionali:
ottimamente gestite dal Gruppo Ragni, un eccezionale riscontro del
pubblico…
Eppure…
Ricordo
la piazza in riva al lago straboccante di gente che faceva un tifo da
stadio;
una finale svoltasi tra uno scroscio di pioggia e l’altro, mentre gli
organizzatori
asciugavano le prese con il phon; il Marco Ballerini, mostro sacro
dell’arrampicata
sportiva a Lecco, che si riscopre speaker brillante e coinvolgente.
Ormai
è acqua passata, e di queste manifestazioni non si parla più;
ma non è un bene per il territorio.
Tornando
al tema, il comprensorio lecchese mi sembra comunque abbastanza
allineato
con quanto sta succedendo altrove: nel mucchio degli arrampicatori che
consumano gli appigli delle falesie, pochissimi si impegnano ad
attrezzare,
e, almeno qui da noi, per un chiodatore che abbandona non c’è alcun
rincalzo.
Anche
l’incredibile innalzamento del livello tecnico tra i giovani, spesso
giovanissimi,
si concentra esclusivamente nella ripetizione di itinerari creati da
altri,
mentre per un vero progresso sarebbe auspicabile che questi
extraterrestri
si impegnassero in prima persona ad immaginare le nuove linee da
disegnare
per il futuro. E’ una considerazione non mia, ma che prendo a prestito
volentieri perché rappresenta una importante chiave di lettura per
il futuro dell’arrampicata.
Ma neanche
per quanto riguarda la “massa “ non vedo all’orizzonte, per le falesie
lecchesi, alcun progetto di richiodatura pubblica, come nel caso di
Introbio-Agelone
e Grignetta-Medale. Alcune ne avrebbero bisogno, tenendo presente che
un’eventuale
intervento andrebbe fatto con la stessa attenzione riservata alle vie
classiche
in montagna. Il “metodo Grignetta-Medale” della C.M.L.O.,
caratterizzato
da quasi un anno di confronti prima di metter mano al trapano, per
cercare
di conservare al meglio il carattere originale delle ascensioni, si è
dimostrato buono. Anche se ovviamente migliorabile.
C’è
poi il fenomeno delle falesie “segrete”… Non sto parlando dei cantieri
in atto (per fortuna ce ne sono ancora qui da noi) che, è sacrosanto,
devono rimanere ad esclusiva disposizione dei chiodatori per lavorare
con
tranquillità e per godersi poi in santa pace, almeno per un po’,
il frutto della propria fatica… Mi riferisco invece ai siti chiodati
ormai
da tempo, dei quali gli autori non vogliono diffondere le informazioni.
Ogni scelta va rispettata, anche se in genere si tratta dei famosi
anacronistici
segreti di Pulcinella….
Non è
un gran problema: ci si può divertire su un tiro anche se non se
ne conosce nome e grado, tuttavia trovo che questa bizzarria finirà
per sminuire queste chiodature anonime, che di per sé sono tra l’altro
anche ben fatte.
Penso
inoltre, ma è un parere del tutto personale, che questi episodi
non contribuiscono ad un positivo sviluppo dell’arrampicata, che non è
fatta solo di quantità di tiri chiodati e di gradi di difficoltà,
ma dovrebbe anche essere condivisione, confronto, discussione aperta e
rispettosa, eccetera eccetera.
Intanto,
passando in rassegna le news 2007 più significative del Lario
Orientale,
non c’è molto da dire, anche se quello che è stato realizzato
è comunque rimarchevole: segnalo BIMBE CAPRICCIOSE al TORRIONE
BERNARDINO GIULIANA, la nuova via degli infaticabili amici degli
“Avanzi
di cantiere” sulla bella struttura scoperta da Jimmy Palermo. Poi LA
STRADA DELLA DISOBBEDIENZA, sempre degli “Avanzi”, sulla parete
granitica
della SENTINELLA DI VAL CODERA. Quindi la nuova via GINSENGG
alla
CIMA DI SENGG in Grigna Settentrionale, di Pietro Buzzoni e Stefano
Canali,
già ripetuta numerose volte. Una bella salita su ottima roccia,
con difficoltà contenute ma chiodatura “alpina”. Tranquillità
e grande ambiente assicurati.
Sempre
di Buzzoni per VALSASSINA PLAISIR alla CORNA DI BOBBIO, nel
Gruppo
dei Campelli: quattro tiri in placca a destra del liscissimo spigolo
iniziale
di Valsassina Souvenir, per poi proseguire lungo quest’ultima. Prima o
poi forniremo la topos aggiornata.
Pietro
Buzzoni in queste ultime stagioni si è dimostrato particolarmente
attivo come chiodatore sia in falesia che in parete, prediligendo la
sua
Valsassina; ma ha anche esordito come autore di guide di arrampicata
con
un’opera davvero riuscita: “CALCARE D'AUTORE, ARRAMPICARE NELLA
GRIGNA
DIMENTICATA E SCONOSCIUTA - Comunità Montana Valsassina, Val
Varrone, Val d'Esino e Riviera; Parco Regionale della Grigna
Settentrionale.
A.G. Bellavite s.r.l. Missaglia, luglio 2007”. Si tratta di una guida
della
Grigna Settentrionale, molto efficace graficamente, compilata in
compagnia
di Andrea Spandri e Giuseppe Carì, che finalmente aggiorna in modo
completo le ascensioni sulle pareti e le guglie di questa montagna. Si
scoprono ambienti selvaggi e quasi incontaminati, e vengono descritte
vicende
e personaggi poco noti della storia dell’arrampicata nel
lecchese….
Da ricordare
anche l’ampliamento del settore 5 SCORPIONI a GALBIATE da parte
del “solito” Gianni Ronchi; lo sviluppo della placca della VAL
CEPPELLINE
sopra Suello grazie a Massimo Suriano, con il contributo del Gruppo
Difesa
Natura di Suello; la riscoperta della bella struttura di verrucano in
Valsassina,
la FUSINETTA, da parte di Paolo Vitali, Sonja Brambati ed Amos
Locatelli.
Un’altra
novità editoriale a cui, ovviamente, teniamo in modo particolare,
è l’avvio della pubblicazione in rete di ARRAMPICATE INTORNO
AL LARIO, una raccolta delle migliori falesie o pareti in Provincia
di Lecco e dintorni che verrà tenuta aggiornata in caso di apertura
di nuovi itinerari o di riattrezzature. Si tratta di una guida “on
line”
e “free” che interagirà con quanto avviene sul terreno, utilizzando
il WEB per una veloce informazione che ci permetterà di integrare
il pacchetto con altre informazioni utili e novità.
Infine,
voglio portare all’attenzione dei Larioclimber l’attività dello
scalatore lecchese Luca Gabaglio, un personaggio che si aggiunge a buon
diritto al club degli ottogradisti del territorio. Gli altri sono noti
(così in ordine sparso: Marco Ballerini, Stefano Alippi, Marco Vago,
Luca Passini, Simone Pedeferri, Norberto Riva, Andrea De Martini, i
giovani
Claudio Arrigoni e Simone Riva), così penso sia cosa simpatica
aggiungere
un nome alla lista. Ormai siamo abituati alle performances dei
ragazzini
che bigiano l’asilo per spararsi i 9a on sight (vabbè; sto esagerando);
in questo caso si tratta invece di un aitante quarantenne dallo
stile
impeccabile, che tra il 2007 e l’inizio del 2008 ha messo in fila:
RAMSES
8b e PATHFINDER 8a ai Campelli (LC), PLAYTEX 8b e TUK 8a agli Scudi di
Valgrande (LC), DANZA VERTICALE 8a a Erna Sorprese (LC),
CHERUBINO
8a alla Parete Stoppani (LC) di cui aveva già fatto la prima RP,
OUTSIDER 8a+ a Cornalba (BG) e DEPENDE 8a alla Valle dei Mulini (BG), e
per concludere IL MERCANTE DEI SOGNI 8a+ CATTIVI PENSIERI 8a+ VOGLIA DI
PELO 8a e BUBUSETTETE 8a al Sasso Pelo (CO).
Da notare
che ognuno di questi itinerari è stato risolto con un assedio
relativamente
breve, e che Pathfinder e Cherubino Luca li ha ripetuti almeno 3 o 4
volte
cadauno, sempre nel corso di questa stagione. Mi piace quindi ricordare
a me stesso (così, giusto per sognare un po’…) che con un adeguato
allenamento, ma soprattutto raffinando la propria “intelligenza
motoria”,
certi obbiettivi possono essere raggiunti anche da un climber
dilettante
e non giovanissimo.
Yes,
I can ! parafrasando uno slogan di moda in questo periodo.
Buona
stagione 2008
Pietro
Corti
Buon
2008.
BILANCIO
LARIOBLOC
L’anno 2007
è stato molto importante per il bouldering Lariano, dopo un 2006
passato sul campo con nuove esplorazioni e sistemazione di nuove aree,
abbiamo raccolto il tanto lavoro fatto pubblicando una bella area
blocchi
nel cuore del Triangolo Lariano, MagreglioBloc. Questa zona è la
conferma di ciò che noi già sapevamo da tempo ma che necessitava
di una prova concreta, cercando e cercando siamo riusciti a trovare uno
spot che soddisfa il boulderista più esigente, massi belli grossi
di buona qualità con linee mai banali e difficoltà alte con
la possibilità ancora presente di realizzare boulders con difficoltà
estreme. Ovviamente con queste caratteristiche non si poteva non
organizzare
la terza edizione dello StoneColdCrazy (13 maggio 2007) che ha avuto un
ottimo successo nonostante le condizioni incerte del meteo. Abbiamo
voluto
dare un tocco di personalità in più all’evento proponendo
una gara boulder particolare, offrendo un masso enorme con tante linee
tutte da liberare per la felicità dei partecipanti, aggiungendo
perfino una mini-lotteria che ha messo in palio due crash-pad offerti
da
sponsor/amici.
Da tutto
questo ne è uscito una ricca photo-gallery
e un DVD video che è stato distribuito gratuitamente.
In seguito
al raduno ci siamo presi una meritata pausa, l’organizzazione di un
evento
(anche se piccolo) ci ha letteralmente svuotati dalla voglia di
continuare
a lavorare, così abbiamo dedicato un po’ più di tempo a noi
e ai nostri obbiettivi personali, motivo questo della lunga inattività
e assenza di aggiornamenti degli ultimi mesi del 2007 sul sito.
Bisogna
anche dire nel corso dello scorso anno si è voluto ribadire il concetto
del bouldering come disciplina a cui vanno aggiunte delle norme
comportamentali
fatte non a regolare un’attività ritenuta estremamente libera ma
a difendere le qualità degli spot e i diritti di chi viene dopo
di noi, per questo motivo si è voluto proporre una sorta di vademecum
(condivisa in diverse regioni d’italia e oltre) che si può leggere
ad inizio pagina di Lariobloc. P.Z. |