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ARCHIVIO BACHECA
 



3 Dicembre 2019. 
Manutenzione annuale falesie di Galbiate e Civate
 

Nel corso della manutenzione ordinaria annuale - 2019 - delle falesie di Galbiate e Civate (Accordo di programma per le falesie lecchesi, promosso da Regione Lombardia - Progetto esecutivo a cura della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino), le Guide incaricate stanno verificando i moschettoni di calata, effettuando con l'occasione altre operazioni utili, come piccole bonifiche o taglio di arbusti.
I moschettoni di alcuni tiri di Galbiate sono già da sostituire dopo appena un anno dall'ultima verifica, tale è la frequentazione di questa falesia, chiodata dal mitico Alessandro Ronchi & C.


Foto Luca Lozza. Archivio Comunità Montana Lario Orientale Valle San MartinoScopo di questa comunicazione da parte di Larioclimb, è quello di sensibilizzare sull'utilizzo anche del proprio rinvio nella moulinette. Cioè: la corda passa sia nel moschettone di calata con ghiera, sia nel moschettone del proprio rinvio (vedi foto). L'ultimo toglierà il rinvio e si farà calare sul moschettone con ghiera, controllando prima che questa sia avvitata (evitando di serrarla con forza).
Si tratta di un piccolo accorgimento, molto utile per allungare la durata dell'attrezzatura in parete.

 
2 Novembre 2019.

Pubblichiamo la locandina della prossima serata del mitico Zio Delfo (Delfino Formenti, Delfix) che si terrà venerdi'  prossimo nella sede del CAI Calolziocorte.
Un grande grazie al Delfo per la sua gigantesca attività a favore dell'arrampicata e degli scalatori. Una storia molto lunga, la sua, attraverso tre decenni di arrampicata sportiva, sempre da protagonista.
   


  


15 Ottobre 2019. 
Pubblichiamo il comunicato ricevuto dalla CM Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera, dove si evidenzia il divieto temporaneo di arrampicata sulla Rocca di Baiedo da lunedì 14.10.2019 fino a fine dei lavori. Non sarà una cosa brevissima!   Clicca per vedere l'ordinanza.


   
13 Ottobre 2019. 
Pubblichiamo l'ultima realizzazione del Saverio De Toffol, che con Jorge Palacios ha aperto un via al Fungo, in Grigna Meridionale. Grande "occhio" del Saverio a trovare, nel 2019, un nuovo itinerario su una delle guglie più famose della Grignetta, ultra frequentata per la combinazione del "giro del Fungo". Tra l'altro, una guglia piuttosto esile, con una stretta porzione di roccia verso sud ovest che era ormai da anni scivolata nel dimenticatoio (il luogo delle dimenticanze).
Per un ripetizione bisogna considerare l'ambiente, la roccia (in generale molto buona, ma con tratti delicati soprattutto nell'ultimo tiro) e, in questo caso, anche l'avvicinamento, che avviene su terreno molto scosceso. Quindi: solo per scalatori di provata esperienza alpinistica.
Detto questo, ci è particolarmente piaciuta la performance del Saverio, che ancora una volta, dopo la Mongolfiera e il Cecilia, ha trovato lo spazio per una via da aprire dal basso, con protezioni tradizionali da integrare. A parte le soste, su solidi Fix Inox.
Nessuna riserva da parte nostra per le vie nuove in montagna aperte (dal basso) con trapano e fix, anzi. In Grigna, addirittura, c'è anche un esempio di una bellissima via chiodata dall'alto.... . In generale ci viene da dire, però, che l' "attrezzo" andrebbe utilizzato con grande consapevolezza.
Tempo fa, il mitico Delfino Formenti ha detto: "il trapano è come un arma". Parole sante... E, come tale, va manovrato con la dovuta delicatezza, aggiungiamo noi... Questa via, a nostro parere, rappresenta quindi un ben riuscito mix di intuito e rispetto per il luogo.
Insieme alla topos, che abbiamo realizzato con la documentazione del Saverio, ci siamo divertiti a mettere insieme una condensatissima storia di questa magnifica guglia. Storia in parte testimoniata in loco dal rinvenimento di alcuni antichi chiodi nei dintorni della nuova via, alcuni dei quali, con buona probabilità, appartenengono alla misteriosa via G.A.S.

Complimenti a Saverio e Jorge .... Buone scalate.

 

 
5 Ottobre 2019. 
Attenzione: pare che sulla traccia sommitale dell'Antimedale, che si percorre come via di discesa a piedi, si sia verificata una frana, e sono presenti grossi massi pericolanti. Dovessero staccarsi, colpirebbero la zona di Pelle di Daino e degli itinerari sportivi. Inoltre, il passaggio a piedi è diventato estremamente delicato. Non abbiamo notizie più precise; non possiamo che raccomandare la massima attenzione ! Magari astenendosi di salire sull'Antimedale fino a quando la situazione non si sarà stabilizzata.

 
15 Settembre 2019. 


Il Sasso Carlano è una piccola falesia di ottimo calcare in bellissima posizione panoramica nei pressi del Cainallo; unico neo la brevità dei tiri.
La sua prima attrezzatura si deve a E. Nogara e D. Bernasconi; poi un successivo ampiamento grazie a P. Buzzoni e G. Nicoli.
Nell'estate 2019 D. Carzaniga, S. Invernizzi, N. Bonazzola, N. Melesi e S. Uberti chiodano alcune nuove linee a fix portando il numero degli itinerari presenti a 19, rendendo quindi la falesia ancora piu' meritevole di una visita.
Daniele Carzaniga ci invia la sua topos, che volentieri pubblichiamo.
Grazie Daniele per il lavoro e l'aggiornamento!


 
13 Settembre 2019. 
La Sgrignettata 2019
 


Venerdi 20: La proiezione del film "Inferno"(il film muto di Francesco Bertolini del 1911) riguarda circa 20 minuti di scene girate presumibilmente in Grigna. Sarà accompagnata da una conferenza di Pietro Corti: ESPERIMENTI DI ALPINISMO IN GRIGNA MERIDIONALE NEI PRIMI DEL '900.

Sabato 21: Stefan Glowacz
 
   
5 Settembre 2019. 
Pubblichiamo la relazione di Fragilmente, una nuova via sulla parete ovest del Torrione Magnaghi Meridionale in Grignetta. Lo stile adottato dal primo salitore Paolo Serralunga (che ringraziamo per le informazioni) è misto, adattandosi alle caratteristiche della parete: i primi 40 metri circa sono di roccia compatta giallastra, spesso strapiombante e senza particolari spazi per protezioni veloci o chiodi. Poi, compare la classica roccia grigia lavorata dei Magnaghi. Da una nota di Paolo: "senza fix io non avrei saputo come fare ... a parte non fare, naturalmente, ma dove sono riuscito a farne a meno, ho preferito fare così". Anche la notevole lunghezza del primo tiro è motivata dal fatto che il primo punto di sosta naturale è la cengia della Panzeri. La parte superiore della via è in stile Trad, utilizzando le soste già esistenti per non creare ulteriore confusione. Si avverte che la via richiede esperienza per il posizionamento delle protezioni veloci, mentre il primo tiro è senz'altro un bell'obiettivo, in libera, per qualche forte scalatore.

Cogliamo questa occasione anche per presentare l'aggiornamento degli itinerari sulla ovest del Primo Magnaghi, che formano una rete piuttosto intricata tra il diedro della via Vitali e la Spaccatura Dones. Su questa sezione di parete sono presenti anche due itinerari chiodati parzialmente dall'alto (la via Anna, del 2002) o interamente dall'alto (In my life, molto più recente): uno stile che esula completamente dal contesto storico della Grignetta.

Il tema, a nostro avviso, richiama in qualche modo quello già affrontato in passato su larioclimb, quando abbiamo parlato dei famigerati "tappabuchi" (con rispetto parlando). Allora ci si riferiva alle falesie ed alla, talvolta eccessiva, forzatura di nuovi tiri incastrati tra itinerari già esistenti, spesso così vicini da condividere appigli ed appoggi. In questo caso il terreno è diverso, si parla di una parete in montagna e quindi, a nostro avviso, si genera qualche dubbio in più.

In una occasione, la chiodatura dall'altro in Grignetta ha "prodotto" quasi 30 anni fa, Il Fantasma della libertà, una via bellissima per la linea, l'arrampicata e la roccia, ma si tratta di un caso unico. Nel frattempo, come dimostrato più o meno recentemente, si è visto che in Grignetta c'è ancora spazio per nuovi itinerari da aprire dal basso. Magari non si tratta di salite goderecce  preparate ad hoc su roccia perfetta, ma senz'altro sono più in sintonia con lo Spirito del luogo.

 
23 Agosto 2019. 
Pubblichiamo la topos aggiornata di Fahrenheit 451 al Cecilia (la recente via del Saverio De Toffol), dopo la ripetizione di Giovanni Chiaffarelli e Federico Montagna, la premiata cordata di Donna Sandra e Mauro delle Montagne al Cecilia ..... Ancora lei.
Giovanni ci ha mandato i commenti, che volentieri pubblichiamo (ringraziandolo); hanno apprezzato molto la via, e ribadiscono il carattere assolutamente alpinistico dell'itinerario.

Farhenheit 451 alla Cecilia by J.ChiaffarelliFahrenheit 451 - 21.08.2019
Con Federico ho ripetuto questo bell'itinerario, ardito nel suo genere e in un luogo del tutto insolito per chi frequenta abitualmente le torri e le pareti attorno al rifugio Rosalba.
La via è di assoluto stampo alpinistico, nonostante la presenza di fix e chiodi, a causa dei tratti da integrare e la presenza di roccia delicata su gran parte del percorso. Sicuramente gli apritori hanno effettuato una generale pulizia, tuttavia occorre sempre bussare per testare la solidità delle prese e prestare attenzione per non smuovere frammenti. Il terzo tiro si è dimostrato il più duro, per continuità e qualità della roccia nel tratto più intenso. Il tiro di artif è molto divertente per chi apprezza il genere. Va segnalato che l'ultimo chiodo è assai lontano e occorre piazzare alcuni friend (ottimi) per raggiungerlo e poi uscire nella espostissima nicchia di sosta.
Come detto le protezioni vanno necessariamente integrate con friend, le cui misure sono proprio quelle consigliate nella relazione.
Per quanto riguarda le difficoltà, segnaliamo che il primo tiro si fa in libera (VI+ un passo) e per il resto i gradi riportati sono abbastanza corretti (il terzo tiro per noi è un bel VI grado).
Globalmente è un itinerario che ci è piaciuto moltissimo, proprio per il genere e l'impegno alpinistico che propone. Consigliamo una ripetizione a chi è abituato a muoversi in ambiente dolomitico con roccia non perfetta. Casco obbligatorio, "ça va sans dire".
Complimenti agli apritori per aver individuato la linea e averla realizzata in modo, a nostro avviso, perfetto.
Giovanni Chiaffarelli e Federico Montagna
  
 


6 Agosto 2019. 
Farhenheit 451 alla CeciliaRiceviamo da Saverio De Toffol la documentazione, che abbiamo elaborato in questa topos, della sua ultima via nuova in Grignetta. Si tratta di una salita di stampo alpinistico, individuata da Saverio su una delle pareti più imponenti della Grignetta: la sud del Torrione Cecilia. Una struttura evidentissima, che tuttavia offre poche possibilità di salita. Il Ragno Dino Piazza ne trova una proprio in centro nel '59, salendo con delicata arrampicata artificiale. Saverio passa a destra, vicino ad un itinerario degli anni '30, la via del Bastianèl (valido scalatore dell'epoca magica del Sesto Grado nelle Grigne) trovando una linea molto particolare in ambiente suggestivo. Un'altra bella dimostrazione di intuito da parte del Saverio, e delle  infinite possibilità delle Grigne!
  
 




Clicca per il pdf

  

clicca per la locandina completa

14 Giugno 2019. 
In cima al LA CIVETTA
Una via nuova in Grignetta, logica, su difficoltà classiche e roccia buona (siamo comunque in Grigna; quindi: occhio alla penna....).
Sembra una "fake"; invece è la realizzazione di una idea del giovane Tommaso Garota, un "bagaj de Lecc" che ama guardarsi in giro. Sarebbe banale aggiungere che le possibilità basta saperle vedere... Come questo spigolo, una struttura evidentissima sul versante meridionale della montagna, che Tommaso ha visto con uno sguardo diverso.
  
    
30 Maggio 2019. 
ATTENZIONE: Il pomeriggio di sabato 1 giugno, dalle ore 14/14:30 circa, nei settori (indicativamente) Black Macigno - Placconata, si svolgerà una manifestazione privata che rischia di ingorgare quella zona di falesia. Regolarsi di conseguenza per evitare disagi.
  
   
20 Maggio 2019. 

Larioclimb invita tutti a partecipare alla serata del CAI VIMERCATE
LA VITA APPESA ALLO SPIT

LE NOSTRE FALESIE
a cura di Alessandro Ronchi, Pietro Corti, Roberto Pagliari

Con il patrocinio della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e dal Comune di Vimercate.
6 GIUGNO 2019, ore 21
TeatrOreno, via Madonna 14 Oreno (MB)
INGRESSO LIBERO


E' la storia di uno scalatore che, con i numerosi amici che si sono succeduti al suo fianco, è diventato l'artefice di numerose ed apprezzate falesie lecchesi.

E' così onerosa la fatica di spendere un numero incalcolabile di ore appeso a una corda per ripulire la roccia, provare e riprovare i movimenti, trapanare e infiggere gli ancoraggi, oltre a sistemare gradini e piazzole alla base della parete, che non sarebbe spiegabile se "dentro" non ci fosse una vera vocazione...
Nata inizialmente sulla spinta dell'innalzamento della difficoltà pura, l'arrampicata sportiva è oggi alla portata di tutti grazie allo sforzo di alcuni chiodatori, che hanno sviluppato un numero impressionante di itinerari (anche) dalle difficoltà tecniche più contenute.
Alessandro ha saputo essere uno degli storici protagonisti di questa rivoluzione, che ha portato migliaia di persone sulle rocce del territorio lecchese.


  
  
19 Maggio 2019. 
Photo Gallery dei lavori di manutenzionePubblichiamo l'aggiornamento della falesia degli Scudi di Valgrande, in occasione della prima tranche dei lavori di manutenzione da parte di Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani che hanno sostituito le soste dello Scudo di sinistra (dalla via numero 7 fino alla S1 della via del Gran Camino, per ora) offerte da Versante Sud,  facendo soprattutto un grande lavoro di pulizia in parete dove si era sviluppata una rigogliosa vegetazione, oltre alle gradinature alla base. Grazie a loro  ! Lavori di manutenzione paurosamente inversamente proporzionali alla notorietà e agli onori delle cronache per chi li ha svolti. 
Un lavoro oscuro, massacrante e non esente da pericoli, senza strombazzate.... Eppure, migliaia di persone scalano (nella maggior parte dei casi, almeno nel lecchese) grazie ai pochissimi, ma davvero pochissimi, che  si fanno un mazzo strepitoso, gratuitamente ma con grandi capacità.... E' un dato di fatto, che non vuole sollevare alcuna critica (anzi) ai recenti, ottimi e professionali interventi dei quali hanno da poco beneficiato 9 falesie del territorio.... Però fa riflettere.
Da parte nostra, allegri "fruitori", cerchiamo almeno di prenderci cura dei luoghi dove andiamo a divertirci. Ogni occasione è buona per ribadirlo.
Tornando agli Scudi, segnaliamo il nuovo tiro Silvestro chiodato da Alessandro e Falvio in occasione dei lavori, e l'aggiunta del disegno di Oltre Misura, l'interessante via aperta nel 2014 da Riccardo Re. 
  
 
26 Aprile 2019. 

Pubblichiamo l'aggiornamento della popolarissima falesia della Discoteca, di Delfino Formenti, situata appena oltre Lecco verso Abbadia Lariana. Recenti pubblicazioni hanno ignorato alcune novità, tralasciando tiri nuovi o allungamenti realizzati ormai da diverso tempo. Speriamo quindi che il nostro contributo sia utile agli scalatori (ma solo a loro! Ricordiamo che il materiale di larioclimb non può essere utilizzato - così com'è ma nemmeno ricopiato con maldestri camuffamenti - senza esplicita autorizzazione...).

Approfittiamo per ringraziare lo zio Delfo non solo per gli itinerari di arrampicata, ma anche per i gradoni sul pendio basale, utili per manovrare con più comodità. Gradoni e gradini che, come è abbastanza ovvio immaginare (o no ?), richiedono continua e faticosa manutenzione. Lo diciamo per ricordare che una falesia naturale rappresenta un grande investimento a fondo perduto di tempo, fatica e denaro (sborsato se va bene da qualche lungimirante sponsor sotto forma di materiale, ma anche, talvolta, dal climber medesimo) da parte dei chiodatori "no profit", non solo per la sua creazione ma anche per la manutenzione. Tanto più necessaria quanto più il luogo è frequentato..... A nostro parere quindi bisogna cercare di contribuire personalmente alla cura del luogo dove scaliamo. Intendiamo quelle piccole azioni che, moltiplicate per il numero di passaggi stagionali (diverse migliaia, in certi casi) possono fare la differenza. Pulire le prese dal proprio e dall'altrui magnesio, compreso quello utilizzato per "bollare" tristemente appigli e appoggi, strappare qualche ciuffo d'erba, e poco altro. Oltre naturalmente a non abbandonare rifiuti, possibilmente raccogliendo quelli dimenticati da altri, e ad adottare un comportamento civile nelle questioni "igieniche" personali.
Non si può pretendere di andare in una falesia e trovare un giardino perfettamente pulito e ordinato (possibilmente evitando di lamentarsi se quel tal moschettonaggio non ci sembra perfetto... Magari siamo noi ad essere scoppiati), se poi la si usa come fosse un cesso o una discarica.
Ricordiamo anche che quasi sempre ci si trova su un terreno di proprietà privata (argomento assai delicato), e che bisogna attivare la propria sensibilità per capire che non ci siamo solo noi.
Oltre alla mancata spazzolatura delle prese, anche la pratica di occupare un tiro oltre il tempo strettamente necessario (che è il seguente: salgo io, poi sale il socio, poi se c'è sale l'altro socio... Poi basta), "montandolo" a beneficio di tutta la combriccola e quindi appropriandosene per ore e ore, spesso si traduce in una sgradevole prepotenza...
La Discoteca rappresenta (solo in parte, per carità e per fortuna) un esempio non molto brillante della scarsa consapevolezza di alcuni scalatori, che però va a discapito di tutti. Lo testimoniano le prese talmente sporche di magnesio che ormai, a meno di un intervento drastico, impegnativo e oneroso, è diventato indelebile.
 

 
18 Marzo 2019. 

Giovanni Chiaffarelli e Giancarlo Sironi, il mitico Abi, ci mandano la relazione della via Corti di destra alla Fracia, da loro recentemente ripetuta. Si tratta di una via a loro parere molto bella, attrezzata con chiodi tradizionali, da affrontare con adeguata preparazione alpinistica per l'ambiente, le difficoltà (ovvero: l'impossibilità) di ritirata lungo la via e per la particolarissima tipologia della roccia, talvolta insidiosa. E' necessario inoltre saper valutare gli ancoraggi presenti in parete, anche se rivisti e in certi punti generosamente integrati. I ripetitiori hanno saltato la terza sosta, la cui posizione è comunque indicata nella relazione. Serve un minimo di senso dell'orientamento per l'accesso e la discesa.

Ricordiamo infine che la via "L'amico ritrovato" è momentaneamente inagibile.

   
13 Marzo 2019.

Falesia del Tramonto: sito di cova dell'allocco

Anche quest'anno è segnalato un sito di cova di allocco (Strix aluco) nella "Fessura dell'Angelo" alla Falesia del Tramonto; a breve verranno rimosse le piastrine delle vie comprese tra "Mamba Nero" e "Frenesie Robert"; le suddette piastrine verranno ricollocate a svezzamento dei pulli avvenuto.
Si raccomanda di evitare queste tiri.
Grazie a Roboerto Colombo per la segnalazione.
(foto di repertorio)
  
7 Marzo 2019.

Ci sembra doveroso condividere questa petizione online per tentare di contrastare la deturpazione di una Valle speciale che deve rimanetere tale. Noi abbiamo firmato, e voi?




    
27 Febbraio 2019. 
Riceviamo da Giovanni Chiaffarelli la relazione di una via nuova alla Fracia, la parete del Monte Spedone sopra Calolziocorte, recentemente conclusa da Luca Bozzi, Giovanni Chiaffarelli (primi salitori anche della via "L'amico ritrovato" sulla stessa parete), Ilaria Scarabottolo, Giancarlo Sironi "Abi" e Stefania Ventura.

La nuova via è dedicata a Giovanni Giarletta (Charlie) ed Ezio Artusi (Drago), tragicamente periti in Grigna Meridionale nel 2018.

Una bellissima avventura sulla roccia così singolare della Fracia, alla ricerca (sempre dal basso, su difficoltà abbordabili ma piuttosto sostenute .... e con qualche tratto "emozionante") delle magnifiche concrezioni che caratterizzano questa bella struttura.

Dalle parole dei primi salitori: itinerario molto aereo e su belle placche verticali, che segue l'evidente ed estetico pilastro di destra della Corna Rossa. Come tutte le vie della parete, trattasi di itinerario dalle caratteristiche prettamente alpinistiche. Roccia da buona a ottima. Nonostante sia stata fatta una notevole pulizia, occorre sempre fare attenzione e procedere con prudenza per evitare di smuovere frammenti di roccia o blocchi che, qua e là, possono ancora essere instabili.

L'accesso, al contrario della via "l'amico ritrovato" (momentaneamente inagibile), avviene dal basso. Ci verrebbero da aggiungere parecchie considerazioni intorno a queste due vie .... Le sintetizziamo esprimendo il nostro apprezzamento per la bravura dei 5 salitori che hanno nuovamente dimostrato ottime capacità e un bellissimo spirito di amicizia.

Vedi anche testo "Una nuova storia” di Luca Bozzi
.
 
      
23 Febbraio 2019. 
Pubblichiamo l'aggiornamento della grande falesia di Versasio, posta sopra il bel nucleo omonimo ai piedi del versante occidentale del Pizzo D'Erna: una delle falesie storiche del lecchese, una grande opera solitaria di Delfino Formenti.
Pochi altri (un paio di tiri del forte "Gianni di Versasio", e poi Giuseppe Ciusse Bonfanti, Umberto Carrera e Luca Gabaglio) hanno aggiunto alcuni intertessanti itinerari.

Proprio a Versasio, dopo le primissime vie "alpinistiche" di Paolo Vitali, Luigi Fantoni, e del "Don" Agostino Butturini con i suoi Condor (Paolo Galeazzi e Pietro Corti), Delfino inaugura la sua lunghissima carriera di chiodatore nel 1986.
La parte sinistra della falesia, settori Avalon, Western e Mustrulend, ha beneficiato della manutenzione straordinaria a cura della CM Lario Orientale Valle San Martino nel 2017, mentre il settore Silverado è stato richiodato da Delfino.
Anche per questa falesia, approfittiamo per mettere ordine alle "manchevoli" relazioni di recenti pubblicazioni che
- nella "storia" della falesia hanno ridotto di una decina d'anni la carriera del buon Delfo..... (magari però parlavano di qualcun'altro)
- hanno ignorato completamente gli interventi della CMLOVSM... Lasciando gli itinerari smantellati, omettendone altri ecc ecc......

Nel nostro piccolo abbiamo così cercato di fare un servizio utile alla comunità.
 
   
21 Febbraio 2019. 
Giuseppe Vaghi ci comunica quanto segue:

Da qualche tempo in qua e ultimamente assai di frequente, qualche climber, evidentemente privo di alcun senso della civiltà e privo di sensibilità (per usare un eufemismo...) nei confronti dell’ambiente naturale, defeca sui sentieri o alla base delle pareti nell’area “Falesia del Tramonto & Sassi vari” in Valle Bova. E questo, nonostante sia stato da tempo collocato in più punti dell’area un avviso specifico che richiama a comportamenti più educati e civili.
Mi rendo conto che il problema non è limitato alla sola area sopra citata, ma è evidente che in Val Bova la questione ha ben superato i limiti della decenza.
 
Larioclimb da tempo cerca di sensibilizzare la comunità degli scalatori verso comportamenti adeguati in falesia, sia per il rispetto dell'ambiente naturale che per una serena convivenza con gli altri frequentatori. Quindi apprezziamo molto l'ulteriore spunto di Giuseppe, che periodicamente ci ricorda il tema del rispetto dell'avifauna protetta in Val Bova.

Pubblichiamo inoltre un cartello/avviso, dove è stato aggiunto anche un richiamo al tema dei fuochi all'aperto.

Ricordiamo infine che a norma di legge (LR 31/2008) è vietato (sempre) accendere fuochi a distanza di 100 m da bosco.

 

    
1 Febbraio 2019.

Finalmente è tempo di neve anche sul Lario,
e tempo di novità per LarioSki.
Mappa interattiva scialp Lario
Dopo la pubblicazione della mappa interattiva delle Falesie, Larioclimb esce con la mappa dello Scialpinismo intorno al Lario.
Come per la mappa delle falesie, anche la mappa sci-alp funziona attraverso filtri creati ad hoc per questo particolare tipo di attività (la quota di partenza e di arrivo della gita, l'esposizione, la difficoltà eccetera), che permettono di orientarsi con maggiore facilità ed immediatezza nel "menu'" di relazioni.
Menu' che propone 83 gite, comprese 14 varianti, ovviamente tutte percose e testate di persona. Mica male per essere una zona di media-bassa quota con montagne spesso molto impervie e non adatte allo sci.
Trovate quindi le gite che corrispondono ai vostri criteri di selezione, cliccandole sulla mappa otterrete le coordinate, il link alla pagina della relazione e al file per GPS. Tutte le gite sono state personalmente relazionate dal team Larioclimb.
Ringraziamo Lucio Mauri che, come per la mappa Falesie, si è messo di grande impegno e competenza per una operazione tecnicamente difficile e complessa, ma, crediamo, molto utile per gli utenti del sito.
Con l'occasione, è stato fatto anche un piccolo restyling dell'intestazione delle pagine delle gite di arrampicata.
Buone sciate!

 

  
28 Gennaio 2019. 

Riportiamo il link all'articolo del quotidiano on line Lecconotizie, in merito alla vicenda del vandalismo ai danni della via "L'amico ritrovato" alla parete della Fracia sopra Calolziocorte.  La vicenda è nota: ignoti hanno preso a martellate gli ancoraggi della via in questione, aperta dal basso da Giovanni Chiaffarelli e Luca Bozzi. Comunque la si pensi, il fatto in sè rappresenta una squallida intimidazione, e si commenta da solo. Approfittiamo per esprimere apprezzamento per il C.A.I. di Calolziocorte - Sezione Ercole Esposito "Ruchin".

 

         
21 Gennaio 2019. 
Pubblichiamo l'aggiornamento del settore Baiedo alla Rocca, in Valsassina. La relazione tiene conto (rimediando ai "diffusi refusi" presenti in recenti pubblicazioni) degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati dalla CM Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera nel 2017.
Queste opere fanno capo all'Accordo di Programma per il Sistema falesie lecchesi promosso da Regione Lombardia, Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera, quali soggetti attuatori degli interventi, del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia e del Comune di Lecco, Provincia di Lecco e Camera di Commercio di Lecco.

Per l'occasione riportiamo (dalla collezione personale dello scrivente) la relazione originale della via Baiedo, comparsa, con l'inconfondibile stile del Don Agostino Butturini, anima dei "Condor di Lecco", sul numero di ottobre-novembre 1978 del "Primo Più".
Quest'ultimo, il giornalino del Gruppo, autoprodotto dal Don Agostino e da chi aveva voglia di dargli una mano, è stato per diverso tempo una fonte di relazioni di ascensioni vecchie e nuove nel lecchese e non solo. Dalle vie aperte dal "Don" con giovanissimi compagni di cordata, alle grandi salite ripetute dai Condor più anziani - si fa per dire - tra cui il fortissimo "Briciola", il nome di battaglia dell'Antonio Peccati.

Ovviamente la pagina che riportiamo va intesa solo come "chicca" storica (si raccomanda di NON ripetere la via dello Sperone; non riattrezzata e ormai inerbita), ma il Primo Più è andato ben oltre la raccolta, peraltro piuttosto singolare, e per i tempi anche utilissima, di relazioni di vie di roccia e poi di qualche cascata ghiacciata.

Con gli oltre cento numeri è stato, a suo modo, uno dei testimoni del periodo di trasformazione dell'arrampicata tra la fine degli anni '70 e tutti gli anni '80 (e qualcosina di più), visto con gli occhi di ragazzi/ini, che a loro volta si davano parecchio da fare con corde e moschettoni.


Per me, il Primo Più rappresenta soprattutto una inestimabile fonte di ricordi, tutt'ora vivissimi, di volti, di nomi, situazioni ed amicizie. E un buon aiuto, almeno per il sottoscritto, per cercare di leggere il presente (solo quello arrampicatorio, per carità).

Senza la pretesa di capirlo. Diciamo che almeno ci si prova !
Pietro

 

 
12 Gennaio 2019. 
Avvisiamo che a causa dei recenti furti ai danni delle auto parcheggiate in zona Pradello - Lecco, sotto le diverse falesie della zona, si consiglia di non lasciare oggetti di valore in macchina, nè nulla di visibile dall'esterno. Lo stesso vale per il punto di partenza per il lariosauro, in via Stelvio.

   
11 Gennaio 2019. 
SPEDONE - ATTENZIONE! VANDALI IN AZIONE
 
Dal post di Giovanni Chiaffarelli  su facebook del 11 . 01 . 2019

La via "L'amico ritrovato" allo Spedone (La Fracia n.d.r.) è stata vandalizzata e danneggiata da ignoti seguaci di Genserico. Hanno distrutto la sosta sommitale da cui ci si calava e, così sembra, martellato fix qua e là lungo la via. La notizia è di ieri e dobbiamo ancora verificare i danni sul campo. In ogni caso LA VIA NON E' PERCORRIBILE fino al suo ripristino, cosa di cui darò comunicazione appena possibile. Questo fatto, eseguito in modo così vigliacco e senza metterci la faccia, mette a repentaglio l'incolumità di chi ripete una via pensando di poter tornare a casa sano e salvo. Spero la cosa non si ripeta qui e altrove perché sarebbe davvero inquietante. Be careful e ... portate sempre il casco!

C'è poco da aggiungere ad un episodio del genere. Difficile dare una valutazione (di totale disgusto, comunque, qualunque sia la motivazione) perchè le ragioni del gesto sono ignote. Sarà il gesto di un vandalo... O qualcosa di più di un vandalo, visto che ha potenzialmente determinando il rischio di incidenti ? Oppure la crociata di un improbabile (ma assai vile e miserabile, viene da dire, visto che ha agito nell'ombra) custode dell'etica ? Ma..... quale etica ? Si tratta di una via aperta dal basso con grande intuito, trovando zone di roccia bellissima sull'imponente parete della Fracia. O la bravata di scalatori squilibrati ? ndr

 

 
9 Gennaio 2019. 
Ci si vede a Valmadrera il 25 gennaio per i cinquant'anni di scalate di Gian Maria Mandelli, alpinista di lungo corso!  locandina
Clicca per la locandina
         

 
3 Gennaio 2019. 
AGGIORNAMENTO PRADELLO CLASSICA

Riceviamo da Alessandro Ronchi un aggiornamento della falesia di Pradello Classica, dove lui e il buon Flavio De Stefani hanno fatto ulteriori lavori di restyling (per poi passare ad un altro cantiere di restauro, in un'altra falesia. I lavori sono in corso ...).

- Settore Placca del Domenico: sostituzione  delle soste di calata  (gentilmente offerte da Versante Sud); richiodatura dei quattro tiri a fix (gli altri sono a cavallotti resinati) "Rain Day", "Il gigante buono", "Mancato rientro", "Noi figli dell'Orsa Maggiore"; chiodatura di un nuovo itinerario all'estrema sinistra del settore (Mandillo dei semi, 5c). Infine è stata effettuata una ingente pulizia alla base, con la creazione di terrapieni  e la sistemazione del sentiero di accesso.

Clicca per la topos- Settore Grottone: sono stati sostituiti  tutti i moschettoni di calata, dato che in un intervento precedente (non effettuato da Ronchi - De Stefani, che non sono mai stati nè avvisati nè consultati) erano stati utilizzati connettori da lavoro, non idonei per la scalata. Inoltre sono state pulite tutte le vie da arbusti, rami e, per quanto possibile, dai sassi instabili. E' stata inoltre effettuata la  pulizia alla base ed è stato attrezzato un nuovo itinerario a destra di Spectre: "6 lustri". Il tiro è lungo 35 metri; un muretto di 6b+ nella prima parte, lunga circa 20m, fino alla catena intermedia; poi una bella placca sul 6a. Si tratta di un omaggio  alla falesia che compie 30 anni dalla sua prima chiodatura, da parte di Alessandro Ronchi e del suo gruppo del CAI di Vimercate.

Per finire, spendiamo due parole con le solite raccomandazioni:  tenere il luogo pulito e in ordine, seguire fedelmente  i senteri ripristinati ed opportunamente segnati, non accendere fuochi.
Non mi resta che augurare buone scalate.
Alessandro Ronchi


 Da parte nostra, aggiungiamo che oltre a ringraziare l'inossidabile coppia Ale Ronchi - Flavio De Stefani, ci aggreghiamo alla raccomandazione di non accendere fuochi; pericolosissimo e vietatissimo in questo periodo ultra-secco e ventoso.
Per quanto riguarda invece i maldestri lavori di "sistemazione" trovati al Grottone: oltre ai moschettoni inadatti e le catene di sosta spesso eccessivamente lunghe, in qualche caso (come quello rappresentato nella foto) la catena è stata "messa in opera" senza togliere quella vecchia. Cose del genere capitano anche in altre falesie e non sono un buon indicatore.
 
   
14 Dicembre 2018. 

Il Comune di Lecco informa che i lavori di posa reti paramassi in località Pradello e Rancio sono terminati in data 13/12/18 e che pertanto sono accessibili le relative falesie: Promesse al sole - Pungitopo - Discoteca.

   
27 Ottobre 2018. 
Photo Gallery storica
Prosegue l'aggiornamento su Larioclimb delle topos delle falesie lecchesi, con la pubblicazione della popolarissima falesia di Galbiate chiodata a partire dall'ottobre 1988 da Alessandro Ronchi, Luigi Ravasi, Gaspare Fumagalli, Giorgio Sabbioni, Giuseppe Besana e Umberto Carrera. In quell'occasione, la squadra aveva potuto finalmente usare il trapano a motore messo a disposizione dal C.A.I. Vimercate, risparmiandosi, almeno, la fatica di posizionare gli ancoraggi con il piantaspit a mano, come per Civate e Pradello. A metà degli anni '90 Alessandro Ronchi & C. la richiodano con i mitici cavallotti resinati,  poi Gianni Ronchi e Flavio De Stefani attrezzano gli ultimi settori.
E' del 2017 l'intervento di manutenzione straordinaria della falesia, insieme ad altri 8 siti tra il lecchese e la Valsassina, nell’ambito  dell’Accordo di Programma per il Sistema Falesie Lecchesi promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e CM Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera (i soggetti attuatori) e di: Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecco.

Questo aggiornamento ha tenuto conto dell'intervento della CM Lario Orientale VSM, ponendo così rimedio ai refusi (qualche tiro mancante e diversi nomi sbagliati) presenti su recenti pubblicazioni.

Cogliamo anche l'occasione per correggere/completare alcune affermazioni presenti in recenti pubblicazioni:
- l'Accordo di Programma per le falesie ha preso avvio a seguito della conferenza della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino: "L'arrampicata sportiva, un'opportunità per il territorio" che si è tenuta al Palazzo delle Paure a Lecco, il 14 dicembre 2013.
- Non è mai esistita alcuna figura di "consulente per l'intervento di riqualificazione delle falesie". Semmai, era stato istituito un gruppo di lavoro tecnico per la fase di analisi e la definizione delle Linee Guida di intervento.

Alleghiamo un piccola galleria fotografica (foto di Alessandro Ronchi e Giorgio Sabbioni) inviataci da Alessandro, che ringraziamo, che rappresenta la situazione del settore Placconata prima dei lavori (praticamente: un muro d'edera), alcune fasi della chiodatura e foto di arrampicata con l'Alessandro abbigliato con l'inconfondibile look fine anni '80 - primi anni '90.

Buone scalate.

        
14 Ottobre 2018. 

12 ottobre 2018, pomeridiano a Galbiate, settore Orecchia.
Sul tiro Uccel di Bosco (5b), cosparso di zanche e splendide concrezioni, tipiche di questo settore, trovo praticamente TUTTI gli appigli e gli appoggi marcati con vistosissime strisciate (2X10cm di media) o grossi bolli di magnesio. Il "lavoro" è sistematico; non è stato trascurato nemmeno un appiglio. Non faccio ipostesi, non so chi possa vere commesso una idiozia del genere; fulgido esempio di ignoranza dei principi elementari di convivenza in falesia e di misera maleducazione...... Dapprima rabbia (ho passato lo spazzolino, ovviamente, ma appigli e appoggi erano talmente lerci che ci vorranno un paio di piogge per pulire del tutto); poi tristezza. Che razza di gente frequenta le falesie ?

Pietro Corti
 
11 Ottobre 2018. 
Riceviamo da Eugenio Pesci e pubblichiamo volentieri una breve analisi storica e tecnica della parete est del Torrione Magnaghi Centrale in Grigna Meridionale, in occasione della recente apertura nell'estate 2018 sulla stessa parete, da parte sua e di Ivano Zanetti (il premiato team de Il fantasma della libertà; magnifica via sul Torrione del Cinquantenario in Grignetta), della via nuova La Santa asinità.
Il nome ha un solido riferimento culturale, che vi invitiamo senz'altro ad approfondire.
Tornando alla Est... Ogni tanto la Grignetta, pur essendo stata battuta in lungo e in largo per un secolo e mezzo circa da migliaia di escursionisti e scalatori, ogni tanto riesce a stupire con il disvelamento di fatti o aneddoti che cambiano certe conoscenze consolidate. Certamente non si paragonano le vicende grignesche a quelle delle Grandi Montagne; tuttavia riteniamo che anche queste storie minori, svolgendosi su una montagna amatissima, conosciutissima e frequentatissima (e strabellissima), possano avere una certa importanza.... O, quanto meno, suscitare qualche curiosità.
In particolare, risulta molto interessante la riscoperta da parte di Zanetti-Pesci della via di Eugenio Fasana. Non tanto per la salita in sè, divertente come tante altre classiche della Grignetta (anche se più severa per la scarsa attrezzatura), quanto per il sorprendente livello tecnico in rapporto all'epoca di apertura (V/V+ nel 1911) e lo stile (in solitaria).
Il milanese (di adozione) Fasana è un personaggio-chiave nella storia dell'arrampicata in Grignetta, e non solo, vista la sua enorme attività, sul quale varrà la pena tornare.
Ci limitiamo qui a ricordarne la figura di scalatore preparato fisicamente (in palestra), risoluto e molto tecnico, oltre che piuttosto pragmatico, tanto da essere stato tra i primi ad utilizzare i chiodi, pochi ma determinanti, per venire a capo di alcune delle sue salite più importanti sulla Grigna Meridionale.
Una tra tante: il Sigaro, dove Fasana, altrernandosi al comando con il notevole atleta Erminio Dones (audace scalatore, praticamente un kamikaze; personaggio complesso, per conoscere il quale rimandiamo al notevolissimo lavoro di Alberto Benini su Archivi di Lecco e della Provincia, 2017: PICCOZZE ROSSE E CAVALIERI NERI. Alpinisti lombardi fra socialismo e fascismo), risolve il tratto chiave avvalendosi appunto di qualche chiodo per progredire, oltre che di una piramide umana montando sulle poderose spalle del Dones.. Che, a seguito di un improvviso volo del Fasana, lo acchiappa al volo evitando la catastrofe.
La paretina della "Fasana" al Secondo Magnaghi lascia immaginare che Eugenio possa essere ricorso anche lì all'utilizzo di qualche artificio, soprattutto per riuscire a tornare a casa alla sera ..... Ma siamo nel campo delle congetture. Ripetendo le sue vie si resta stupiti per le sue grandi capacità tecniche e mentali; leggendo qualcuno dei suoi numerosissimi scritti, spesso decisamente brillanti, ci si lascia prendere dalla sua simpatia.

Eugenio (Pesci) si è avvalso della collaborazione dell'ottimo Ivano Zanetti; ma anche il sottoscritto, più un pizzico di Alberto Benini, hanno avuto modo di dare il loro modesto contributo.

Teniamo a precisare che tutte le vie qui recensite, pur presentando diversi stili di chiodatura e diverse difficoltà, richiedono un approccio alpinistico.
Un grazie a Eugenio ed a Ivano

Pietro Corti

 

                                                                                                                                                        
 
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