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  Bacheca Virtuale 2019
Una bacheca per le novità della vita verticale nel circondario lecchese: nuove falesie, nuove vie, tiri liberati, aggiornamenti alle topos, manifestazioni, pubblicazioni etc...

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LARIOBILANCIO

 
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ARCHIVIO BACHECA
 


  
21 Febbraio 2019. 
Giuseppe Vaghi ci comunica quanto segue:

Da qualche tempo in qua e ultimamente assai di frequente, qualche climber, evidentemente privo di alcun senso della civiltà e privo di sensibilità (per usare un eufemismo...) nei confronti dell’ambiente naturale, defeca sui sentieri o alla base delle pareti nell’area “Falesia del Tramonto & Sassi vari” in Valle Bova. E questo, nonostante sia stato da tempo collocato in più punti dell’area un avviso specifico che richiama a comportamenti più educati e civili.
Mi rendo conto che il problema non è limitato alla sola area sopra citata, ma è evidente che in Val Bova la questione ha ben superato i limiti della decenza.
 
Larioclimb da tempo cerca di sensibilizzare la comunità degli scalatori verso comportamenti adeguati in falesia, sia per il rispetto dell'ambiente naturale che per una serena convivenza con gli altri frequentatori. Quindi apprezziamo molto l'ulteriore spunto di Giuseppe, che periodicamente ci ricorda il tema del rispetto dell'avifauna protetta in Val Bova.

Pubblichiamo inoltre un cartello/avviso, dove è stato aggiunto anche un richiamo al tema dei fuochi all'aperto.

Ricordiamo infine che a norma di legge (LR 31/2008) è vietato (sempre) accendere fuochi a distanza di 100 m da bosco.

 

    
1 Febbraio 2019.

Finalmente è tempo di neve anche sul Lario,
e tempo di novità per LarioSki.
Mappa interattiva scialp Lario
Dopo la pubblicazione della mappa interattiva delle Falesie, Larioclimb esce con la mappa dello Scialpinismo intorno al Lario.
Come per la mappa delle falesie, anche la mappa sci-alp funziona attraverso filtri creati ad hoc per questo particolare tipo di attività (la quota di partenza e di arrivo della gita, l'esposizione, la difficoltà eccetera), che permettono di orientarsi con maggiore facilità ed immediatezza nel "menu'" di relazioni.
Menu' che propone 83 gite, comprese 14 varianti, ovviamente tutte percose e testate di persona. Mica male per essere una zona di media-bassa quota con montagne spesso molto impervie e non adatte allo sci.
Trovate quindi le gite che corrispondono ai vostri criteri di selezione, cliccandole sulla mappa otterrete le coordinate, il link alla pagina della relazione e al file per GPS. Tutte le gite sono state personalmente relazionate dal team Larioclimb.
Ringraziamo Lucio Mauri che, come per la mappa Falesie, si è messo di grande impegno e competenza per una operazione tecnicamente difficile e complessa, ma, crediamo, molto utile per gli utenti del sito.
Con l'occasione, è stato fatto anche un piccolo restyling dell'intestazione delle pagine delle gite di arrampicata.
Buone sciate!

 

  
28 Gennaio 2019. 

Riportiamo il link all'articolo del quotidiano on line Lecconotizie, in merito alla vicenda del vandalismo ai danni della via "L'amico ritrovato" alla parete della Fracia sopra Calolziocorte.  La vicenda è nota: ignoti hanno preso a martellate gli ancoraggi della via in questione, aperta dal basso da Giovanni Chiaffarelli e Luca Bozzi. Comunque la si pensi, il fatto in sè rappresenta una squallida intimidazione, e si commenta da solo. Approfittiamo per esprimere apprezzamento per il C.A.I. di Calolziocorte - Sezione Ercole Esposito "Ruchin".

 

         
21 Gennaio 2019. 
Pubblichiamo l'aggiornamento del settore Baiedo alla Rocca, in Valsassina. La relazione tiene conto (rimediando ai "diffusi refusi" presenti in recenti pubblicazioni) degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati dalla CM Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera nel 2017.
Queste opere fanno capo all'Accordo di Programma per il Sistema falesie lecchesi promosso da Regione Lombardia, Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera, quali soggetti attuatori degli interventi, del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia e del Comune di Lecco, Provincia di Lecco e Camera di Commercio di Lecco.

Per l'occasione riportiamo (dalla collezione personale dello scrivente) la relazione originale della via Baiedo, comparsa, con l'inconfondibile stile del Don Agostino Butturini, anima dei "Condor di Lecco", sul numero di ottobre-novembre 1978 del "Primo Più".
Quest'ultimo, il giornalino del Gruppo, autoprodotto dal Don Agostino e da chi aveva voglia di dargli una mano, è stato per diverso tempo una fonte di relazioni di ascensioni vecchie e nuove nel lecchese e non solo. Dalle vie aperte dal "Don" con giovanissimi compagni di cordata, alle grandi salite ripetute dai Condor più anziani - si fa per dire - tra cui il fortissimo "Briciola", il nome di battaglia dell'Antonio Peccati.

Ovviamente la pagina che riportiamo va intesa solo come "chicca" storica (si raccomanda di NON ripetere la via dello Sperone; non riattrezzata e ormai inerbita), ma il Primo Più è andato ben oltre la raccolta, peraltro piuttosto singolare, e per i tempi anche utilissima, di relazioni di vie di roccia e poi di qualche cascata ghiacciata.

Con gli oltre cento numeri è stato, a suo modo, uno dei testimoni del periodo di trasformazione dell'arrampicata tra la fine degli anni '70 e tutti gli anni '80 (e qualcosina di più), visto con gli occhi di ragazzi/ini, che a loro volta si davano parecchio da fare con corde e moschettoni.


Per me, il Primo Più rappresenta soprattutto una inestimabile fonte di ricordi, tutt'ora vivissimi, di volti, di nomi, situazioni ed amicizie. E un buon aiuto, almeno per il sottoscritto, per cercare di leggere il presente (solo quello arrampicatorio, per carità).

Senza la pretesa di capirlo. Diciamo che almeno ci si prova !
Pietro

 

 
12 Gennaio 2019. 
Avvisiamo che a causa dei recenti furti ai danni delle auto parcheggiate in zona Pradello - Lecco, sotto le diverse falesie della zona, si consiglia di non lasciare oggetti di valore in macchina, nè nulla di visibile dall'esterno. Lo stesso vale per il punto di partenza per il lariosauro, in via Stelvio.

   
11 Gennaio 2019. 
SPEDONE - ATTENZIONE! VANDALI IN AZIONE
 
Dal post di Giovanni Chiaffarelli  su facebook del 11 . 01 . 2019

La via "L'amico ritrovato" allo Spedone (La Fracia n.d.r.) è stata vandalizzata e danneggiata da ignoti seguaci di Genserico. Hanno distrutto la sosta sommitale da cui ci si calava e, così sembra, martellato fix qua e là lungo la via. La notizia è di ieri e dobbiamo ancora verificare i danni sul campo. In ogni caso LA VIA NON E' PERCORRIBILE fino al suo ripristino, cosa di cui darò comunicazione appena possibile. Questo fatto, eseguito in modo così vigliacco e senza metterci la faccia, mette a repentaglio l'incolumità di chi ripete una via pensando di poter tornare a casa sano e salvo. Spero la cosa non si ripeta qui e altrove perché sarebbe davvero inquietante. Be careful e ... portate sempre il casco!

C'è poco da aggiungere ad un episodio del genere. Difficile dare una valutazione (di totale disgusto, comunque, qualunque sia la motivazione) perchè le ragioni del gesto sono ignote. Sarà il gesto di un vandalo... O qualcosa di più di un vandalo, visto che ha potenzialmente determinando il rischio di incidenti ? Oppure la crociata di un improbabile (ma assai vile e miserabile, viene da dire, visto che ha agito nell'ombra) custode dell'etica ? Ma..... quale etica ? Si tratta di una via aperta dal basso con grande intuito, trovando zone di roccia bellissima sull'imponente parete della Fracia. O la bravata di scalatori squilibrati ? ndr

 

 
9 Gennaio 2019. 
Ci si vede a Valmadrera il 25 gennaio per i cinquant'anni di scalate di Gian Maria Mandelli, alpinista di lungo corso!  locandina
Clicca per la locandina
         

 
3 Gennaio 2019. 
AGGIORNAMENTO PRADELLO CLASSICA

Riceviamo da Alessandro Ronchi un aggiornamento della falesia di Pradello Classica, dove lui e il buon Flavio De Stefani hanno fatto ulteriori lavori di restyling (per poi passare ad un altro cantiere di restauro, in un'altra falesia. I lavori sono in corso ...).

- Settore Placca del Domenico: sostituzione  delle soste di calata  (gentilmente offerte da Versante Sud); richiodatura dei quattro tiri a fix (gli altri sono a cavallotti resinati) "Rain Day", "Il gigante buono", "Mancato rientro", "Noi figli dell'Orsa Maggiore"; chiodatura di un nuovo itinerario all'estrema sinistra del settore (Mandillo dei semi, 5c). Infine è stata effettuata una ingente pulizia alla base, con la creazione di terrapieni  e la sistemazione del sentiero di accesso.

Clicca per la topos- Settore Grottone: sono stati sostituiti  tutti i moschettoni di calata, dato che in un intervento precedente (non effettuato da Ronchi - De Stefani, che non sono mai stati nè avvisati nè consultati) erano stati utilizzati connettori da lavoro, non idonei per la scalata. Inoltre sono state pulite tutte le vie da arbusti, rami e, per quanto possibile, dai sassi instabili. E' stata inoltre effettuata la  pulizia alla base ed è stato attrezzato un nuovo itinerario a destra di Spectre: "6 lustri". Il tiro è lungo 35 metri; un muretto di 6b+ nella prima parte, lunga circa 20m, fino alla catena intermedia; poi una bella placca sul 6a. Si tratta di un omaggio  alla falesia che compie 30 anni dalla sua prima chiodatura, da parte di Alessandro Ronchi e del suo gruppo del CAI di Vimercate.

Per finire, spendiamo due parole con le solite raccomandazioni:  tenere il luogo pulito e in ordine, seguire fedelmente  i senteri ripristinati ed opportunamente segnati, non accendere fuochi.
Non mi resta che augurare buone scalate.
Alessandro Ronchi


 Da parte nostra, aggiungiamo che oltre a ringraziare l'inossidabile coppia Ale Ronchi - Flavio De Stefani, ci aggreghiamo alla raccomandazione di non accendere fuochi; pericolosissimo e vietatissimo in questo periodo ultra-secco e ventoso.
Per quanto riguarda invece i maldestri lavori di "sistemazione" trovati al Grottone: oltre ai moschettoni inadatti e le catene di sosta spesso eccessivamente lunghe, in qualche caso (come quello rappresentato nella foto) la catena è stata "messa in opera" senza togliere quella vecchia. Cose del genere capitano anche in altre falesie e non sono un buon indicatore.
 
   
14 Dicembre 2018. 

Il Comune di Lecco informa che i lavori di posa reti paramassi in località Pradello e Rancio sono terminati in data 13/12/18 e che pertanto sono accessibili le relative falesie: Promesse al sole - Pungitopo - Discoteca.

   
27 Ottobre 2018. 
Photo Gallery storica
Prosegue l'aggiornamento su Larioclimb delle topos delle falesie lecchesi, con la pubblicazione della popolarissima falesia di Galbiate chiodata a partire dall'ottobre 1988 da Alessandro Ronchi, Luigi Ravasi, Gaspare Fumagalli, Giorgio Sabbioni, Giuseppe Besana e Umberto Carrera. In quell'occasione, la squadra aveva potuto finalmente usare il trapano a motore messo a disposizione dal C.A.I. Vimercate, risparmiandosi, almeno, la fatica di posizionare gli ancoraggi con il piantaspit a mano, come per Civate e Pradello. A metà degli anni '90 Alessandro Ronchi & C. la richiodano con i mitici cavallotti resinati,  poi Gianni Ronchi e Flavio De Stefani attrezzano gli ultimi settori.
E' del 2017 l'intervento di manutenzione straordinaria della falesia, insieme ad altri 8 siti tra il lecchese e la Valsassina, nell’ambito  dell’Accordo di Programma per il Sistema Falesie Lecchesi promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e CM Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera (i soggetti attuatori) e di: Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecco.

Questo aggiornamento ha tenuto conto dell'intervento della CM Lario Orientale VSM, ponendo così rimedio ai refusi (qualche tiro mancante e diversi nomi sbagliati) presenti su recenti pubblicazioni.

Cogliamo anche l'occasione per correggere/completare alcune affermazioni presenti in recenti pubblicazioni:
- l'Accordo di Programma per le falesie ha preso avvio a seguito della conferenza della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino: "L'arrampicata sportiva, un'opportunità per il territorio" che si è tenuta al Palazzo delle Paure a Lecco, il 14 dicembre 2013.
- Non è mai esistita alcuna figura di "consulente per l'intervento di riqualificazione delle falesie". Semmai, era stato istituito un gruppo di lavoro tecnico per la fase di analisi e la definizione delle Linee Guida di intervento.

Alleghiamo un piccola galleria fotografica (foto di Alessandro Ronchi e Giorgio Sabbioni) inviataci da Alessandro, che ringraziamo, che rappresenta la situazione del settore Placconata prima dei lavori (praticamente: un muro d'edera), alcune fasi della chiodatura e foto di arrampicata con l'Alessandro abbigliato con l'inconfondibile look fine anni '80 - primi anni '90.

Buone scalate.

        
14 Ottobre 2018. 

12 ottobre 2018, pomeridiano a Galbiate, settore Orecchia.
Sul tiro Uccel di Bosco (5b), cosparso di zanche e splendide concrezioni, tipiche di questo settore, trovo praticamente TUTTI gli appigli e gli appoggi marcati con vistosissime strisciate (2X10cm di media) o grossi bolli di magnesio. Il "lavoro" è sistematico; non è stato trascurato nemmeno un appiglio. Non faccio ipostesi, non so chi possa vere commesso una idiozia del genere; fulgido esempio di ignoranza dei principi elementari di convivenza in falesia e di misera maleducazione...... Dapprima rabbia (ho passato lo spazzolino, ovviamente, ma appigli e appoggi erano talmente lerci che ci vorranno un paio di piogge per pulire del tutto); poi tristezza. Che razza di gente frequenta le falesie ?

Pietro Corti
 
11 Ottobre 2018. 
Riceviamo da Eugenio Pesci e pubblichiamo volentieri una breve analisi storica e tecnica della parete est del Torrione Magnaghi Centrale in Grigna Meridionale, in occasione della recente apertura nell'estate 2018 sulla stessa parete, da parte sua e di Ivano Zanetti (il premiato team de Il fantasma della libertà; magnifica via sul Torrione del Cinquantenario in Grignetta), della via nuova La Santa asinità.
Il nome ha un solido riferimento culturale, che vi invitiamo senz'altro ad approfondire.
Tornando alla Est... Ogni tanto la Grignetta, pur essendo stata battuta in lungo e in largo per un secolo e mezzo circa da migliaia di escursionisti e scalatori, ogni tanto riesce a stupire con il disvelamento di fatti o aneddoti che cambiano certe conoscenze consolidate. Certamente non si paragonano le vicende grignesche a quelle delle Grandi Montagne; tuttavia riteniamo che anche queste storie minori, svolgendosi su una montagna amatissima, conosciutissima e frequentatissima (e strabellissima), possano avere una certa importanza.... O, quanto meno, suscitare qualche curiosità.
In particolare, risulta molto interessante la riscoperta da parte di Zanetti-Pesci della via di Eugenio Fasana. Non tanto per la salita in sè, divertente come tante altre classiche della Grignetta (anche se più severa per la scarsa attrezzatura), quanto per il sorprendente livello tecnico in rapporto all'epoca di apertura (V/V+ nel 1911) e lo stile (in solitaria).
Il milanese (di adozione) Fasana è un personaggio-chiave nella storia dell'arrampicata in Grignetta, e non solo, vista la sua enorme attività, sul quale varrà la pena tornare.
Ci limitiamo qui a ricordarne la figura di scalatore preparato fisicamente (in palestra), risoluto e molto tecnico, oltre che piuttosto pragmatico, tanto da essere stato tra i primi ad utilizzare i chiodi, pochi ma determinanti, per venire a capo di alcune delle sue salite più importanti sulla Grigna Meridionale.
Una tra tante: il Sigaro, dove Fasana, altrernandosi al comando con il notevole atleta Erminio Dones (audace scalatore, praticamente un kamikaze; personaggio complesso, per conoscere il quale rimandiamo al notevolissimo lavoro di Alberto Benini su Archivi di Lecco e della Provincia, 2017: PICCOZZE ROSSE E CAVALIERI NERI. Alpinisti lombardi fra socialismo e fascismo), risolve il tratto chiave avvalendosi appunto di qualche chiodo per progredire, oltre che di una piramide umana montando sulle poderose spalle del Dones.. Che, a seguito di un improvviso volo del Fasana, lo acchiappa al volo evitando la catastrofe.
La paretina della "Fasana" al Secondo Magnaghi lascia immaginare che Eugenio possa essere ricorso anche lì all'utilizzo di qualche artificio, soprattutto per riuscire a tornare a casa alla sera ..... Ma siamo nel campo delle congetture. Ripetendo le sue vie si resta stupiti per le sue grandi capacità tecniche e mentali; leggendo qualcuno dei suoi numerosissimi scritti, spesso decisamente brillanti, ci si lascia prendere dalla sua simpatia.

Eugenio (Pesci) si è avvalso della collaborazione dell'ottimo Ivano Zanetti; ma anche il sottoscritto, più un pizzico di Alberto Benini, hanno avuto modo di dare il loro modesto contributo.

Teniamo a precisare che tutte le vie qui recensite, pur presentando diversi stili di chiodatura e diverse difficoltà, richiedono un approccio alpinistico.
Un grazie a Eugenio ed a Ivano

Pietro Corti

  
 
24 Settembre 2018. 
Photo Gallery
Prosegue l'aggiornamento su Larioclimb delle topos delle falesie lecchesi, con la pubblicazione delle Promesse nel Sole, la falesia chiodata da Gianni Ronchi, Christian Meretto e Flavio De Stefani. Il sito e' assai comodo, vista la prossimitᅵ al parcheggio, e offre tiri interessanti, ma va evitato dopo forti piogge o in giornate di vento per la vicinanza di un canale che occasionalmente e' soggetto a scariche di pietre. A causa di un preoccupante distacco occorso nel 2017 (segnalato in Bacheca), un paio di tiri erano stati schiodati, ed altri due erano stati smantellati gia' da tre anni, modificando l'assetto della falesia. Recenti pubblicazioni hanno completamente ignorato la cosa, quindi ci e' sembrato utile pubblicare la situazione attuale.

     
21 Settembre 2018. 
Photo GalleryLa Comunità Montana  Lario Orientale Valle San Martino, unendosi alle altre iniziative  proposte dai famigliari di Daniele Chiappa,  intende ricordare la sua persona e il suo operato a dieci anni dalla sua scomparsa con un incontro pubblico che si terrà domenica 23 settembre alle ore 15,00 presso la sede del Rifugio S.E.L. ai Piani dei Resinelli.

Nell’occasione, grazie ad immagini conservate nell’archivio video-fotografico MO.di.SCA. (montagne di scatti),  già in parte consultabile nella sala dedicata all’alpinismo lecchese all’interno della Casa Museo di Villa Gerosa,  Pietro Corti ed Alberto Benini si soffermeranno  sull’attività svolta  da Daniele Chiappa nella sua vita

La Comunità Montana lo ricorda in modo speciale per essere stato appunto il propulsore del progetto MO.di.SCA. (montagne di scatti), un archivio digitale che raccoglie e conserva  filmati, interviste, fotografie e documenti al fine di salvaguardare, custodire e trasmettere il patrimonio culturale legato all’immensa tradizione alpinistica lombarda,  spesso disperso in fondi privati non accessibili.

V
a ricondotta a Daniele l’idea dell’anno 2003, sempre assieme alla Comunità Montana, di acquistare uno stabile ai Piani dei Resinelli  per realizzarvi la sede di una scuola regionale di formazione del soccorso alpino. Progetto che poi ha avuto evoluzione diversa. E ancora, sempre nello stesso anno, altra idea d’avanguardia, col progetto per la realizzazione a Balisio di un campo scuola per ferratisti e di una torre per le prove di caduta per scuola regionale del soccorso alpino.

Carlo Greppi
Presidente Comunità Montana Valle San Martino

  
04 Settembre 2018. 
Quando nel lontano 1990 Sonja ed io, novelli sposini, andammo a vivere a Ballabio, alle pendici del Monte Due Mani, notammo subito quella fascia rocciosa che sovrastava il sentiero proprio dietro casa. Qualche anno dopo l'analizzammo meglio per valutarne l' "arrampicabilità", ma i fitti rovi alla base e la roccia un po' sporca scoraggiavano l'inizio dei lavori. Finalmente, in un fine settimana uggioso dell'autunno 1996 mettemmo le mani per la prima volta su quello che diventerà il Primo Piano!
Photo GalleryPer noi erano gli anni delle vie nuove in Val di Mello, Qualido, Masino e Bregaglia, e questa falesia era un passatempo nelle giornate di brutto. Mettemmo i primi ancoraggi a mano, con il pianta-spit, ma di lì a poco subentro' l'uso del trapano, e tutto divento' piu' facile e veloce.
Con un immane lavoro di pulizia alla base e disgaggi in parete, pian piano attrezzammo i primi tre Piani e per ultimo, qualche anno dopo, il settore Cuore Alpino, che richiese una pulizia ancora più pesante, ma è ora il settore piu' ricco di tiri e piu' frequentato. LE TORRETTE erano nate!
E
ssendo cosi' vicina a casa, ogni anno aggiungevamo qualche itinerario, fino a superare quota 100; nel frattempo facevamo pulizia e manutenzione a quelli esistenti.
Alla fine del 2009 ci trasferimmo a vivere in Francia, e da allora possiamo fare un minimo pulizia solo nei pochi giorni che trascorriamo di passaggio a casa. Vedo che qualche buon'anima ogni tanto sostituisce un moschettone di sosta (Silvano Arrigoni per primo, e forse unico ...), ma purtroppo devo notare che nessuno si premura di pulire la base o strappare un po' di vegetazione dai tiri.
Quindi mi sentirei di raccomandare a tutte le cordate di portarsi sempre appresso (qui e altrove, visto che la vegetazione nelle falesie del lecchese ricresce rapidamente) un seghetto a scatto, la spazzola, un paio di guanti per strappare i rovi, e (non si sa mai) una chiave del 17 per fissare i dadi eventualmnete allentati. Lo abbiamo proposto anche sulla Bacheca di Larioclimb in passato, ma devo constatare che pochi (nessuno?) seguono il consiglio. Delle migliaia di persone che frequentano le falesie, beneficiando del lavoro altrui, quanti si preoccupano di spendere qualche minuto per fare un po' di manutenzione veloce, strappando qualche ciuffo o rovo, pulendo dalle cartacce o dal magnesio (comprese le fastidiose marcature delle prese....)? La frequentazione è aumentata in modo esponenziale, da parte di un pubblico proveniente dagli ambienti più dispartati, ma molto spesso l' "utilizzo" che viene fatto delle falesie non tiene conto dell'importanza del rispetto del luogo (spesso si scala in terreni di proprietà), dell'ambiente, delle opere in parete e alla base e degli altri frequentatori.  Speriamo che  questa cultura del rispetto possa crescere sempre di più.
L'anno scorso Aldo Rovelli (che ringraziamo per le info) ha aggiunto tre nuovi tiri e due link di alto livello al Terzo Piano, aumentando ulteriormente l' "offerta" di questa comoda falesia, inoltre le ultime novita' nella parte sinistra del settore Cuore Alpino erano in Bacheca ma non sulla relazione, quindi presentiamo con soddisfazione l'aggiornamento de LE TORRETTE con i suoi oltre 100 itinerari.
Buone arrampicate, e buona manutenzione ....
Paolo Vitali
 
 

 
 
23 Luglio 2018. 
STORIE VERTICALI
Aneddoti, curiosità e ricerche su vicende dell'alpinismo

Iniziamo in via sperimentale la rubrica STORIE VERTICALI
Con la collaborazione di Alberto Benini (un prestigioso curriculum  di pubblicazioni sulla storia dell'alpinismo lecchese), uscendo se e quando la voglia e il materiale ce lo consentiranno.
 

Una protesta singolare

Giusto cinquanta anni fa, il 20 agosto 1968, i carri armati sovietici soffocavano la Primavera di Praga. Così, il dottor Frantisek Jaros, appassionato rocciatore, assistente nel Dipartimento di Chimica Fisica alla facoltà di Tecnologia Chimica dell'Università di Pardubice, nell'allora Cecoslovacchia, decise di attuare una protesta simbolica, e alquanto singolare, rimanendo per cinque giorni appollaiato su una guglia delle "Rocce di Adrspach - Teplice". Ovviamente giocandosi la carriera, e rischiando probabilmente ben altro !

Ci è piaciuto questo flash catturato poco fa, in una piazza di Praga, dal dotto dottor Benini , anch'egli appassionato di corde e crode (..... e crodini... Se ci perdonerà la misera battuta), in un anno di altri anniversari alpinistici... Senz'altro, tecnicamente, infinitamente più importanti ma, alla fine, anche più "leggeri".....

 
20 Agosto 2018
Pubblichiamo l’aggiornamento della falesia di Pradello, sulla sponda orientale del ramo lecchese del Lario, nell’anno del suo trentesimo compleanno (il prossimo ottobre) che segna il lungo cammino dell’arrampicata sportiva nel nostro territorio. Anche per Pradello Classica (chiamiamola così per distinguerla dalla recente falesia di Pradello Alta di Alessandro e Flavio, di cui pubblicheremo la topos aggiornata quando le nostre modeste forze ce lo consentiranno), all’inizio spit messi a mano con martello, punteruolo e olio di gomito. Poi la richiodatura con cavallotti resinati e trapano, sempre con il prezioso supporto del C.A.I. Vimercate.
Photo Gallery - Foto Luciano PigniRimandiamo alle pillole di storia già pubblicate, alle quali aggiungiamo una galleria fotografica simpaticamente vintage, dell’archivio di Alessandro Ronchi.
Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani, come già abbiamo segnalato, hanno fatto recentemente la pulizia e la gradinatura alle basi dei settori, e la pulizia delle tracce che si diramano dal sentiero principale “dei Tecett”, posando i cartelli direzionali e rinfrescando i nomi delle vie con pennellino e vernice. A breve la posa di vasi di fiori e parquet! Non sono mancati episodi (pochi, ma significativi) di sporcizia, fuocherelli (non consentiti all’aperto se non in particolari condizioni meteo, e comunque solo in aree appositamente attrezzate) ed il furtarello di corde!!
Inutile commentare; auspicando però che gli autori di tali gesta si tengano il più alla larga possibile da questa e dalle altre falesie.

Alessandro e Flavio hanno fatto inoltre la manutenzione dei punti di calata in alcuni settori, cogliendo l’occasione per guardarsi un po’ in giro, trovando così lo spazio per quattro nuovi tiri divertenti. NON è invece opera del team Ronchi-De Stefani la manutenzione delle calate al Grottone, con catene
spesso extra-lunghe e connettori da lavoro. Si raccomanda, in particolare per questo settore, di avere sempre un rinvio in più nel caso il moschettone sia bloccato.
Da questa segnalazione del Grottone sono esclusi i punti di calata delle “prolunghe” dell’Aldo Rovelli (tiri di cui abbiamo dato notizia a fine giugno 2017, ringraziando ancora l’Aldo per lo sbattimento).

A proposito di questi itinerari allungati, tempo fa abbiamo letto il curioso dubbio del perché questi tiri non fossero già stati chiodati all’epoca della nascita della falesia… Quasi si fosse trattato di una “svista”. Si può rispondere simpaticamente sottolineando l’epoca della chiodatura di Pradello, l’attrezzatura allora in uso, soprattutto le corde …. E si potrebbe continuare.  Altrettanto simpaticamente, ci viene segnalato che sarebbe stato bello fare due chiacchere con il chiodatore per condividere il progetto. Ma questo vale in generale, e non c’è intento polemico.

Anche Pradello è stata una falesia iper-frequentata in passato, tanto che diversi itinerari si presentano assai unti. Andiamoci quindi nei periodi giusti (tenendo conto delle segnalazioni relative agli interventi in corso di manutenzione delle opere paramassi), godendo di una arrampicata nel più
classico stile lecchese: dita, movimento e precisione, sulle gocce e reglettes tipiche della roccia di questa sponda del lago, che ogni tanto regala anche qualche bel cannone strapiombante, giusto per “sballare” un po’ !

Pietro Corti e Paolo Vitali

Di seguito il breve report di Alessandro

SOSTITUZIONE SOSTE SETTORI PRADELLO CLASSICA
Photo Gallery - Foto Luciano PigniNei mesi di marzo e aprile (2018) sono state sostituite le soste di calata di alcuni settori a Pradello Classica. Si ringrazia Versante Sud per la gentile offerta del materiale messo a disposizione. Sono stati interessati i settori Capitombolo (dove tra l’altro io e Flavio De Stefani abbiamo chiodato una via nuova a destra di Priscilla), Fobia del 2000, i tiri sulla cengia di “Ramadan”, ed il settore Duracell. Anche in questo settore abbiamo chiodato 3 vie nuove, effettuando un lavoro di pulizia in parete da arbusti e rocce instabili. In tutto sono stati sostituiti 35 gruppi sosta. Vorrei inoltre ricordare le solite raccomandazioni: mantenere il posto in ordine, non accendere fuochi, rispettare il lavoro fatto. In questo ultimo anno abbiamo cercato, Flavio ed io, di dare una seconda vita a questa falesia in vista del compimento dei suoi primi 30 anni dall’apertura delle prime vie, da parte mia e di altri amici del C.A.I. Vimercate. La falesia è posta in ambiente a dir poco bello, dove abbiamo completato i lavori realizzati in precedenza (già descritti da Larioclimb). Tanto c’è ancora da fare nel prossimo futuro; altri posti e settori ancora da scoprire e chiodare non mancano! Auguriamo piacevoli arrampicate a tutti gli scalatori nell’imminente stagione autunnale. L’avventura continua!

Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani


     

 
31 Luglio 2018. 
Photo Gallery
Vista la caldazza, pubblichiamo l'aggiornamento della bella via del Giò Chiaffarelli "Mauro delle Montagne" alla parete ovest della Torre Cecilia in Grignetta, dedicata all'ex gestore della Rosalba (ora gestore del rifugio “Rocca Locatelli” -  S.E.L. ai Piani dei Resinelli) Mauro Cariboni. L'ultimo tiro della via in questione è stato liberato con difficoltà di 7a. Rinnoviamo i complimenti al Giovanni Chiaffarelli che ha trovato queste belle linee andandosele a cercare su sezioni di pareti "libere". Una bella dimostrazione di fantasia che contrasta il triste fenomeno del "tappabuchismo" alpino - o in falesia....
 
29 Luglio 2018
Riceviamo e volentiterissimo pubblichiamo la locandina dell'iniziativa Help Nepal, che si svolgerà il prossimo 31 agosto al rifugio Antonietta al Pialeral alle pendici della Grigna Settentrionale. Motore della serata Floriano Castelnuovo, fortissimo alpinista lecchese da anni residente in Nepal, protagonista nel 1986, insieme a Danilo Valsecchi, del concatenamento in 16 ore del Pilastro nord ovest del Cengalo + Cresta Marimonti alla P.ta Sertori + via Cassin al Badile + discesa dallo Spigolo Nord, oltre che fotografo e cineoperatore con filmati di gran pregio su tutte le Alpi e in Himalaya. Floriano si sta adoperando da diverse stagioni per raccogliere fondi per la ricostruzione delle aree del Nepal colpite dal tremendo terremoto del 2015.


 
25 Luglio 2018

Nell’ambito dei periodici aggiornamenti di Larioclimb alle falesie nel lecchese, pubblichiamo la falesia di Civate, uno dei 9 siti oggetto di manutenzione straordinaria dell’Accordo di Programma per il sistema falesie lecchesi. Il progetto, promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e CM Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera (i soggetti attuatori) e di: Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecco, ha curato la manutenzione di circa 700 tiri di corda.
L’impulso decisivo all’inizio dei lavori, che hanno portato alla stesura delle Linee Guida ed alla definizione dell’Accordo di programma, è venuto dalla conferenza della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino: “L’arrampicata sportiva, un’opportunità per il territorio” (Palazzo delle Paure a Lecco, 14 dicembre 2013). La conferenza è stata organizzata da Pietro Corti, che ha poi seguito passo passo, affiancandosi in diversa misura alle due Comunità Montane, tutto l’iter del progetto, fornendo anche la gran parte del materiale di analisi (su concessione di larioclimb) della situazione delle falesie lecchesi.
Photo Gallery - Foto Klaus Dell'OrtoL’operazione si è articolata in una serie di interventi:
- pulizia delle pareti da vegetazione e rocce instabili;
- disgaggio del ciglio;
- sistemazione delle aree alla base;
- sistemazione dei sentieri di immediato accesso;
- posa di segnaletica (operazione in corso di ultimazione);
- richiodatura degli itinerari di arrampicata e revisione dei punti di calata;
- cancellazione per quanto possibile di ogni traccia delle vecchie chiodature.
E’ previsto inoltre un periodo decennale di manutenzione ordinaria.
La falesia di Civate compie 30 anni dalla prima chiodatura (effettuata con il piantasapit a mano…..), e sono ormai passati circa 25 anni dalla riattrezzatura con i mitici cavallotti resinati; un’idea venuta all’Alessandro Ronchi durante  una vacanza in Francia. Idea resa realizzabile grazie al trapano allora messo a disposizione dal C.A.I. di Vimercate.
La falesia, dopo un lungo periodo di furore (era una delle pochissime in zona, tra l’altro su gradi abbordabili e con chiodatura ”umana”), testimoniato da alcuni appoggi particolarmente marmorei, in seguito è scivolata nel semi-abbandono, vista l’apertura di tante altre falesie da parte, oltre che dello stesso Alessandro Ronchi & C.,  del Serial Trapanator (pron.: serial trapanetor) Delfino Formenti, sulla breccia da oltre 30 anni, e via via da altri….
L’intervento ha rimesso a nuovo una falesia interessante, da evitare nelle giornate afose (la roccia è unta su diversi itinerari), che può risultare una valida alternativa, seppur più limitata, dell’affollatissima falesia di Galbiate. L’arrampicata a Civate però non è mai scontata, e risulta spesso di difficile lettura su piccoli appigli e appoggi che offrono, con il grip giusto, belle sequenze di dita e movimento. 
Alleghiamo per l’occasione anche l’articolo di Alessandro Ronchi già pubblicato su “In Alto”, il periodico del C.A.I. Vimercate, che aiuta a conoscere meglio quel magico periodo in cui tutta la storia ebbe inizio, qui nel lecchese, a Introbio, l’Antimedale, il Lago, il Nibbio (uno dei monumenti dell’arrampicata, non solo sportiva, in Italia, fin dai tempi di Cassin e di Emilio Comici); e poi Civate, Pradello, la Corna Rossa, la Val Dell’Oro.
Il C.A.I. Vimercate; Sezione di una cittadina della Brianza che ha sostenuto per anni (ed ha ripreso a farlo, ora che l’Alessandro è tornato ad imbracciare il trapano) l’attività di attrezzatura di nuove falesie nel lecchese. Ricordiamo con sincera gratitudine questa loro generosità, che si è concretizzata nel nostro territorio ad opera dell’Alessandro, dei suoi antichi “soci” e ora anche del Flavio De Stefani.
Magari per tornare a Civate aspettiamo che rinfreschi un pochino (noi intanto pubblichiamo…). Nel frattempo, nella calda estate lecchese si può arrampicare all’Era Glaciale ai Piani di Bobbio e, nelle mattinate “giuste”, ai Campelli sopra Abbadia, a Erna Sorprese (ci scali decentemente anche in agosto, sempre che non sia troppo umido) e qualcos’altro; scegliendo esposizione ed orario giusti. Una volta c’era anche il Nibbio, la falesia estiva lecchese per eccellenza.

Pietro Corti, Paolo Vitali.

   
24 Luglio 2018. 
FALESIA DEI LARES
Pietro Buzzoni ci comunica che  tra l’inverno e la primavera scorsi, alla Falesia dei Lares si è verificato un importante distacco di una grossa lama e della cengia erbosa che sovrastava la parete del settore Strapiombi, che ha interessato le vie: Neve d’agosto 7a, Camosc 7b, La guerra dei Gradi NL, Il tormento e l’estasi 7c, Mosaico NL, Il Vento dell’ovest NL, Alpenzoo NL, Gluck im ungluk NL.
Si sconsiglia pertanto di frequentare l'intera falesia.
Non appena vi saranno novità positive sulla fruibilità della falesia, verranno comunicate.
 
    
11 Luglio 2018. 
Lavori di posa paramassi sul San Martino
 
I lavori proseguono e prevedono a partire da lunedì 16 luglio la posa in località Pradello delle barriere paramassi mediante l'utilizzo di elicottero.
Pertanto verrà prevista la parziale chiusura della strada comunale che porta alla trattoria Bodega.
Si chiede di prestare MASSIMA ATTENZIONE.

 
 
3 Luglio 2018. 
L'ERA GLACIALE e LO SPIGOLO DEL PRETE
Riceviamo da Aldo Rovelli, che ringraziamo, la segnalazione che domenica 1 luglio, alla falesia dell'Era Glaciale ai Piani di Bobbio, si è verificata una scarica di grossi sassi presumibilmente provocata da una cordata che stava percorrendo l'ultimo tiro della via "Don Lodovico" o "Spigolo del prete" allo Zucco Barbisino ai Piani di Bobbio. Questa via (riattrezzata diversi anni fa, quindi non compresa nel recente Accordo di Programma sulle falesie lecchesi), dopo i primi tiri su roccia buona/discreta, segue una dorsale di rocce ed erba che sovrasta l'Era Glaciale. Anche il sentiero escursionistico in quel tratto passa non lontano dal piede della parete, ed è quindi molto esposto alla caduta di sassi.

Visto il proliferare (in alcune zone) di itinerari più o meno belli, spesso tecnicamente facili e generosamente attrezzati, sarebbe buona cosa non limitarsi a seguire un resinato dopo l'altro, cercando invece di valutare le condizioni generali in cui ci sta muovendo: terreno, affollamento sottostante, eccetera. Tornando allo Zucco Barbisino, si raccomanda pertanto, in presenza di scalatori impegnati nella falesia dell'Era Glaciale (considerando anche il frequente passaggio di escursionisti), di NON salire lo Spigolo del prete, limitandosi al massimo al primo tiro: 30m, 5c.
 
 
2 Luglio 2018. 
Daniele Verga e Marco Fossati ci segnalano la presenza di pericolosi grossi cinghiali alla falesia dell'Occhiolo. I cinghiali non hanno accennato comportamenti aggressivi, comunque possibili, ma spostatisi nell'area sopra la falesia hanno provocato pericolose scariche di grosse pietre.
Purtroppo questi animali stanno proliferando su tutto il territorio, quindi la situazione potrebbe ripetersi anche in altre falesie,  al momento non vediamo soluzioni immediate, ma segnalateci eventuali nuovi brutti incontri!
 
 
29 Giugno 2018. 

Photo GalleryRiceviamo e pubblichiamo la relazione di una iniziativa di Giacomno Regallo & C. (associazione Tubisoel), che hanno reinterpretato a modo loro l'antica falesia della Madonna del Bosco a Imbersago; il paese dove c'è il traghetto leonardesco sull'Adda, per intenderci. A modo loro, si intende pulendo di brutto, schiodando (eliminando un bel campionario di ancoraggi a dir poco "diversamente assortiti") e attrezzando solo le soste, per farne una falesia "TRAD".
Falesia quindi propedeutica all'uso delle protezioni mobili, che necessita un approccio assolutamente consapevole rispetto alla assenza totale di protezioni fisse lungo i tiri!

 
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25 Giugno 2018. 

Prodotto dal Comune di Lecco nell'ambito del progetto Cult City in Lombardia. Lecco tra lago e montagna; viaggio nella terra dei promessi sposi.

- Regia: Klaus Dell'Orto
- Progetto e Story: Pietro Corti
- Riprese: Klaus Dell'Orto, Pietro Bagnara, Marta Cavallari
- Fonico: Mirko Sotgiu
- Testi e voce: Roberta Orsenigo
- Animazioni: Diego Boffelli
- Montaggio: Klaus Dell'Orto

Chapeau a Klaus e alla sua squadra di "Open Circle".
La serata è stata condotta dall'ottimissimo Serafino Ripamonti.

Lecco 2018, una sera di giugno... In piazza Garibaldi si danno convegno tanti scalatori (oltre a un bel po' di altra gente) per condividere le testimonianze del Ballera, Ciusse, Don Agostino, Martina, Simone, Stefano, Alessandro e Flavio sulla scalata nel lecchese, e per godere delle immagini e del montaggio del Klaus e della sua banda...

Lecco 1945, una sera di aprile; il 26, per la precisione ... Stessa piazza .... ma la musica è diversa.
La colonna nazifascista in ritirata si fa strada a colpi di mitraglia; a Lecco le formazioni partigiane combattono nelle strade e nelle piazze.  Anche la Brigata Rocciatori ... quella del Cassin, per intenderci. In piazza Garibladi cade Vittorio Ratti, mentre combatte a fianco di Riccardo Cassin (note tratte da CASSIN - VITA DI UN ALPINISTA ATTRAVERSO IL '900. Guido Cassin e Daniele Redaelli; Vivalda 2001).

Vittorio Ratti è stato uno dei più forti scalatori lecchesi della sua epoca.... e, sarà magari un po' retorico (ma non me ne preoccupo), mi piace pensare che l'altra sera fosse lì anche lui a guardare insieme a noi le rocce sopra i tetti di Lecco.

Pietro Corti

 
 


11 Giugno 2018. 

Photo Gallery"Curiosissima torre, un vero pallone mal gonfiato". Così Silvio Saglio nella sua guida LE GRIGNE (C.A.I. - T.C.I. 1937) descrive uno dei torrioni meno frequentati della Grignetta. Imponente, verticalissimo e severo. Già la via normale... molto normale non è, visto che il formidabile Gino Carugati e Franco Brookes, la vincono nel 1914 con un ardito lancio di corda: "dal sommo di uno spalto ... si lancia un gomitolo di spago a cavalcioni di un esiguo spigolo circa 6 metri più in alto, poi si sostituisce lo spago con una corda, e su per questa si vince lo strapiombo"..... E che sarà mai ???
Allora non era infrequente questa pratica da kamikaze, che il tremendo Erminio Dones aveva utilizzato sull'Ago Teresita appena un paio di settimane prima. E' poi Mario Dell'Oro Boga, con Mario Villa e Vittorio Molteni, e poi Giuseppe Comi,  a salire due vie molto difficili nel 1930 e 1934,  La Carlina e la Lario. 5° e 6° secondo la gradazione del Saglio (che si rifà alla scala Welzenbach). Sappiamo il significato di quei gradi, che sottintendevano l'utilizzo più o meno sistematico dei chiodi per progredire, non essendo ancora in uso la scala per l'arrampicata artificiale A0,1,2.... Guardando le date, emerge anche che il primo ad aprire vie davvero difficili in Grigna,è stato proprio il Boga. Leggero e "nervoso", era uno dei migliori in quel gruppo di giovani operari e formidabili scalatori lecchesi degli anni '30, tra cui Riccardo Cassin e Gigi Vitali.
La Mongolfiera però non offre punti deboli. Dopo il Boga infatti si deve attendere fino al 1968, quando Daniele Chiappa e Gianni Stefanon salgono le fessure a destra della Lario aprendo la Bob Kennedy (per ricordarne la tragica fine in quello stesso anno) e Casimiro Ferrari, con Guerrino Cariboni e Carlo Mauri, apre la C.A.I. Belledo sulla impressionante parete sud, breve ma verticale e strapiombante, con una inquietante roccia gialla a scaglie.
A nord est sale Aldino Anghileri in data imprecisata, trovando una bella via, molto impegnativa, che verrà "liberata" da Gerri Re Depaolini nel 2013. Con spirito più sportivo, nel 1996 Paolo Vitali sale da sud con Sonja Brambati e Pietro Corti lungo una striscia di roccia grigia compatta, chiodando dal basso con trapano (dalla batteria non molto affidabile.....) e fix una interessante via assai tecnica: Zero Watt... in onore del insidioso macchinario.
Infine, per ora, la salita di Saverio De Toffol: una arrampicata decisamente interessante, aperta in bello stile!

 
11 Giugno 2018. 

Attenzione: avvistata vipera in una fessura a metà tiro de IL FUGGITIVO, settore ORECCHIO.

 
1 Giugno 2018. 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, relativo all'evento del prossimo 9 giugno alle ore 16, presso la Casa Museo di Villa Gerosa ai Piani dei Resinelli.

La Casa Museo, inserita nella magnifica cornice del Parco Valentino ai Resinelli, con vedute sulle guglie della Grigna Meridionale, contiene una serie di allestimenti che presentano il territorio sotto diversi profili. Paesaggistico, con le immagini di Mauro Lanfranchi, outdoor, con le schede delle principali attività che si possono svolgere sulle Grigne, Storico, con i profili di importanti alpinisti legati ai Piani Resinelli, e naturalistico,  relativamente alla flora ed alla fauna locali.
 

 
   
20 Maggio 2018. 
E' da tempo che larioclimb cerca di difendersi dalla pessima abitudine di utilizzare senza autorizzazione, nè tantomeno alcuna citazione (ribadiamo che le due cose vanno di pari passo), testi, disegni, relazioni, fotografie presenti sul sito. Molti ritengono, a torto, che quello che circola sul web sia "free", e ne fanno ampio uso per pubblicazioni di vario genere. Larioclimb non è stato risparmiato. Teniamo quindi a ribadire che:
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