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  Bacheca Virtuale 2018
Una bacheca per le novità della vita verticale nel circondario lecchese: nuove falesie, nuove vie, tiri liberati, aggiornamenti alle topos, manifestazioni, pubblicazioni etc...

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LARIOBILANCIO

 
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ARCHIVIO BACHECA
 


 
27 Ottobre 2018. 
Photo Gallery storica
Prosegue l'aggiornamento su Larioclimb delle topos delle falesie lecchesi, con la pubblicazione della popolarissima falesia di Galbiate chiodata a partire dall'ottobre 1988 da Alessandro Ronchi, Luigi Ravasi, Gaspare Fumagalli, Giorgio Sabbioni, Giuseppe Besana e Umberto Carrera. In quell'occasione, la squadra aveva potuto finalmente usare il trapano a motore messo a disposizione dal C.A.I. Vimercate, risparmiandosi, almeno, la fatica di posizionare gli ancoraggi con il piantaspit a mano, come per Civate e Pradello. A metà degli anni '90 Alessandro Ronchi & C. la richiodano con i mitici cavallotti resinati,  poi Gianni Ronchi e Flavio De Stefani attrezzano gli ultimi settori.
E' del 2017 l'intervento di manutenzione straordinaria della falesia, insieme ad altri 8 siti tra il lecchese e la Valsassina, nell’ambito  dell’Accordo di Programma per il Sistema Falesie Lecchesi promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e CM Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera (i soggetti attuatori) e di: Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecco.

Questo aggiornamento ha tenuto conto dell'intervento della CM Lario Orientale VSM, ponendo così rimedio ai refusi (qualche tiro mancante e diversi nomi sbagliati) presenti su recenti pubblicazioni.

Cogliamo anche l'occasione per correggere/completare alcune affermazioni presenti in recenti pubblicazioni:
- l'Accordo di Programma per le falesie ha preso avvio a seguito della conferenza della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino: "L'arrampicata sportiva, un'opportunità per il territorio" che si è tenuta al Palazzo delle Paure a Lecco, il 14 dicembre 2013.
- Non è mai esistita alcuna figura di "consulente per l'intervento di riqualificazione delle falesie". Semmai, era stato istituito un gruppo di lavoro tecnico per la fase di analisi e la definizione delle Linee Guida di intervento.

Alleghiamo un piccola galleria fotografica (foto di Alessandro Ronchi e Giorgio Sabbioni) inviataci da Alessandro, che ringraziamo, che rappresenta la situazione del settore Placconata prima dei lavori (praticamente: un muro d'edera), alcune fasi della chiodatura e foto di arrampicata con l'Alessandro abbigliato con l'inconfondibile look fine anni '80 - primi anni '90.

Buone scalate.

        
14 Ottobre 2018. 

12 ottobre 2018, pomeridiano a Galbiate, settore Orecchia.
Sul tiro Uccel di Bosco (5b), cosparso di zanche e splendide concrezioni, tipiche di questo settore, trovo praticamente TUTTI gli appigli e gli appoggi marcati con vistosissime strisciate (2X10cm di media) o grossi bolli di magnesio. Il "lavoro" è sistematico; non è stato trascurato nemmeno un appiglio. Non faccio ipostesi, non so chi possa vere commesso una idiozia del genere; fulgido esempio di ignoranza dei principi elementari di convivenza in falesia e di misera maleducazione...... Dapprima rabbia (ho passato lo spazzolino, ovviamente, ma appigli e appoggi erano talmente lerci che ci vorranno un paio di piogge per pulire del tutto); poi tristezza. Che razza di gente frequenta le falesie ?

Pietro Corti
 
11 Ottobre 2018. 
Riceviamo da Eugenio Pesci e pubblichiamo volentieri una breve analisi storica e tecnica della parete est del Torrione Magnaghi Centrale in Grigna Meridionale, in occasione della recente apertura nell'estate 2018 sulla stessa parete, da parte sua e di Ivano Zanetti (il premiato team de Il fantasma della libertà; magnifica via sul Torrione del Cinquantenario in Grignetta), della via nuova La Santa asinità.
Il nome ha un solido riferimento culturale, che vi invitiamo senz'altro ad approfondire.
Tornando alla Est... Ogni tanto la Grignetta, pur essendo stata battuta in lungo e in largo per un secolo e mezzo circa da migliaia di escursionisti e scalatori, ogni tanto riesce a stupire con il disvelamento di fatti o aneddoti che cambiano certe conoscenze consolidate. Certamente non si paragonano le vicende grignesche a quelle delle Grandi Montagne; tuttavia riteniamo che anche queste storie minori, svolgendosi su una montagna amatissima, conosciutissima e frequentatissima (e strabellissima), possano avere una certa importanza.... O, quanto meno, suscitare qualche curiosità.
In particolare, risulta molto interessante la riscoperta da parte di Zanetti-Pesci della via di Eugenio Fasana. Non tanto per la salita in sè, divertente come tante altre classiche della Grignetta (anche se più severa per la scarsa attrezzatura), quanto per il sorprendente livello tecnico in rapporto all'epoca di apertura (V/V+ nel 1911) e lo stile (in solitaria).
Il milanese (di adozione) Fasana è un personaggio-chiave nella storia dell'arrampicata in Grignetta, e non solo, vista la sua enorme attività, sul quale varrà la pena tornare.
Ci limitiamo qui a ricordarne la figura di scalatore preparato fisicamente (in palestra), risoluto e molto tecnico, oltre che piuttosto pragmatico, tanto da essere stato tra i primi ad utilizzare i chiodi, pochi ma determinanti, per venire a capo di alcune delle sue salite più importanti sulla Grigna Meridionale.
Una tra tante: il Sigaro, dove Fasana, altrernandosi al comando con il notevole atleta Erminio Dones (audace scalatore, praticamente un kamikaze; personaggio complesso, per conoscere il quale rimandiamo al notevolissimo lavoro di Alberto Benini su Archivi di Lecco e della Provincia, 2017: PICCOZZE ROSSE E CAVALIERI NERI. Alpinisti lombardi fra socialismo e fascismo), risolve il tratto chiave avvalendosi appunto di qualche chiodo per progredire, oltre che di una piramide umana montando sulle poderose spalle del Dones.. Che, a seguito di un improvviso volo del Fasana, lo acchiappa al volo evitando la catastrofe.
La paretina della "Fasana" al Secondo Magnaghi lascia immaginare che Eugenio possa essere ricorso anche lì all'utilizzo di qualche artificio, soprattutto per riuscire a tornare a casa alla sera ..... Ma siamo nel campo delle congetture. Ripetendo le sue vie si resta stupiti per le sue grandi capacità tecniche e mentali; leggendo qualcuno dei suoi numerosissimi scritti, spesso decisamente brillanti, ci si lascia prendere dalla sua simpatia.

Eugenio (Pesci) si è avvalso della collaborazione dell'ottimo Ivano Zanetti; ma anche il sottoscritto, più un pizzico di Alberto Benini, hanno avuto modo di dare il loro modesto contributo.

Teniamo a precisare che tutte le vie qui recensite, pur presentando diversi stili di chiodatura e diverse difficoltà, richiedono un approccio alpinistico.
Un grazie a Eugenio ed a Ivano

Pietro Corti

  
 
24 Settembre 2018. 
Photo Gallery
Prosegue l'aggiornamento su Larioclimb delle topos delle falesie lecchesi, con la pubblicazione delle Promesse nel Sole, la falesia chiodata da Gianni Ronchi, Christian Meretto e Flavio De Stefani. Il sito e' assai comodo, vista la prossimitᅵ al parcheggio, e offre tiri interessanti, ma va evitato dopo forti piogge o in giornate di vento per la vicinanza di un canale che occasionalmente e' soggetto a scariche di pietre. A causa di un preoccupante distacco occorso nel 2017 (segnalato in Bacheca), un paio di tiri erano stati schiodati, ed altri due erano stati smantellati gia' da tre anni, modificando l'assetto della falesia. Recenti pubblicazioni hanno completamente ignorato la cosa, quindi ci e' sembrato utile pubblicare la situazione attuale.

     
21 Settembre 2018. 
Photo GalleryLa Comunità Montana  Lario Orientale Valle San Martino, unendosi alle altre iniziative  proposte dai famigliari di Daniele Chiappa,  intende ricordare la sua persona e il suo operato a dieci anni dalla sua scomparsa con un incontro pubblico che si terrà domenica 23 settembre alle ore 15,00 presso la sede del Rifugio S.E.L. ai Piani dei Resinelli.

Nell’occasione, grazie ad immagini conservate nell’archivio video-fotografico MO.di.SCA. (montagne di scatti),  già in parte consultabile nella sala dedicata all’alpinismo lecchese all’interno della Casa Museo di Villa Gerosa,  Pietro Corti ed Alberto Benini si soffermeranno  sull’attività svolta  da Daniele Chiappa nella sua vita

La Comunità Montana lo ricorda in modo speciale per essere stato appunto il propulsore del progetto MO.di.SCA. (montagne di scatti), un archivio digitale che raccoglie e conserva  filmati, interviste, fotografie e documenti al fine di salvaguardare, custodire e trasmettere il patrimonio culturale legato all’immensa tradizione alpinistica lombarda,  spesso disperso in fondi privati non accessibili.

V
a ricondotta a Daniele l’idea dell’anno 2003, sempre assieme alla Comunità Montana, di acquistare uno stabile ai Piani dei Resinelli  per realizzarvi la sede di una scuola regionale di formazione del soccorso alpino. Progetto che poi ha avuto evoluzione diversa. E ancora, sempre nello stesso anno, altra idea d’avanguardia, col progetto per la realizzazione a Balisio di un campo scuola per ferratisti e di una torre per le prove di caduta per scuola regionale del soccorso alpino.

Carlo Greppi
Presidente Comunità Montana Valle San Martino

  
04 Settembre 2018. 
Quando nel lontano 1990 Sonja ed io, novelli sposini, andammo a vivere a Ballabio, alle pendici del Monte Due Mani, notammo subito quella fascia rocciosa che sovrastava il sentiero proprio dietro casa. Qualche anno dopo l'analizzammo meglio per valutarne l' "arrampicabilità", ma i fitti rovi alla base e la roccia un po' sporca scoraggiavano l'inizio dei lavori. Finalmente, in un fine settimana uggioso dell'autunno 1996 mettemmo le mani per la prima volta su quello che diventerà il Primo Piano!
Photo GalleryPer noi erano gli anni delle vie nuove in Val di Mello, Qualido, Masino e Bregaglia, e questa falesia era un passatempo nelle giornate di brutto. Mettemmo i primi ancoraggi a mano, con il pianta-spit, ma di lì a poco subentro' l'uso del trapano, e tutto divento' piu' facile e veloce.
Con un immane lavoro di pulizia alla base e disgaggi in parete, pian piano attrezzammo i primi tre Piani e per ultimo, qualche anno dopo, il settore Cuore Alpino, che richiese una pulizia ancora più pesante, ma è ora il settore piu' ricco di tiri e piu' frequentato. LE TORRETTE erano nate!
E
ssendo cosi' vicina a casa, ogni anno aggiungevamo qualche itinerario, fino a superare quota 100; nel frattempo facevamo pulizia e manutenzione a quelli esistenti.
Alla fine del 2009 ci trasferimmo a vivere in Francia, e da allora possiamo fare un minimo pulizia solo nei pochi giorni che trascorriamo di passaggio a casa. Vedo che qualche buon'anima ogni tanto sostituisce un moschettone di sosta (Silvano Arrigoni per primo, e forse unico ...), ma purtroppo devo notare che nessuno si premura di pulire la base o strappare un po' di vegetazione dai tiri.
Quindi mi sentirei di raccomandare a tutte le cordate di portarsi sempre appresso (qui e altrove, visto che la vegetazione nelle falesie del lecchese ricresce rapidamente) un seghetto a scatto, la spazzola, un paio di guanti per strappare i rovi, e (non si sa mai) una chiave del 17 per fissare i dadi eventualmnete allentati. Lo abbiamo proposto anche sulla Bacheca di Larioclimb in passato, ma devo constatare che pochi (nessuno?) seguono il consiglio. Delle migliaia di persone che frequentano le falesie, beneficiando del lavoro altrui, quanti si preoccupano di spendere qualche minuto per fare un po' di manutenzione veloce, strappando qualche ciuffo o rovo, pulendo dalle cartacce o dal magnesio (comprese le fastidiose marcature delle prese....)? La frequentazione è aumentata in modo esponenziale, da parte di un pubblico proveniente dagli ambienti più dispartati, ma molto spesso l' "utilizzo" che viene fatto delle falesie non tiene conto dell'importanza del rispetto del luogo (spesso si scala in terreni di proprietà), dell'ambiente, delle opere in parete e alla base e degli altri frequentatori.  Speriamo che  questa cultura del rispetto possa crescere sempre di più.
L'anno scorso Aldo Rovelli (che ringraziamo per le info) ha aggiunto tre nuovi tiri e due link di alto livello al Terzo Piano, aumentando ulteriormente l' "offerta" di questa comoda falesia, inoltre le ultime novita' nella parte sinistra del settore Cuore Alpino erano in Bacheca ma non sulla relazione, quindi presentiamo con soddisfazione l'aggiornamento de LE TORRETTE con i suoi oltre 100 itinerari.
Buone arrampicate, e buona manutenzione ....
Paolo Vitali
 
 

 
 
23 Luglio 2018. 
STORIE VERTICALI
Aneddoti, curiosità e ricerche su vicende dell'alpinismo

Iniziamo in via sperimentale la rubrica STORIE VERTICALI
Con la collaborazione di Alberto Benini (un prestigioso curriculum  di pubblicazioni sulla storia dell'alpinismo lecchese), uscendo se e quando la voglia e il materiale ce lo consentiranno.
 

Una protesta singolare

Giusto cinquanta anni fa, il 20 agosto 1968, i carri armati sovietici soffocavano la Primavera di Praga. Così, il dottor Frantisek Jaros, appassionato rocciatore, assistente nel Dipartimento di Chimica Fisica alla facoltà di Tecnologia Chimica dell'Università di Pardubice, nell'allora Cecoslovacchia, decise di attuare una protesta simbolica, e alquanto singolare, rimanendo per cinque giorni appollaiato su una guglia delle "Rocce di Adrspach - Teplice". Ovviamente giocandosi la carriera, e rischiando probabilmente ben altro !

Ci è piaciuto questo flash catturato poco fa, in una piazza di Praga, dal dotto dottor Benini , anch'egli appassionato di corde e crode (..... e crodini... Se ci perdonerà la misera battuta), in un anno di altri anniversari alpinistici... Senz'altro, tecnicamente, infinitamente più importanti ma, alla fine, anche più "leggeri".....

 
20 Agosto 2018
Pubblichiamo l’aggiornamento della falesia di Pradello, sulla sponda orientale del ramo lecchese del Lario, nell’anno del suo trentesimo compleanno (il prossimo ottobre) che segna il lungo cammino dell’arrampicata sportiva nel nostro territorio. Anche per Pradello Classica (chiamiamola così per distinguerla dalla recente falesia di Pradello Alta di Alessandro e Flavio, di cui pubblicheremo la topos aggiornata quando le nostre modeste forze ce lo consentiranno), all’inizio spit messi a mano con martello, punteruolo e olio di gomito. Poi la richiodatura con cavallotti resinati e trapano, sempre con il prezioso supporto del C.A.I. Vimercate.
Photo Gallery - Foto Luciano PigniRimandiamo alle pillole di storia già pubblicate, alle quali aggiungiamo una galleria fotografica simpaticamente vintage, dell’archivio di Alessandro Ronchi.
Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani, come già abbiamo segnalato, hanno fatto recentemente la pulizia e la gradinatura alle basi dei settori, e la pulizia delle tracce che si diramano dal sentiero principale “dei Tecett”, posando i cartelli direzionali e rinfrescando i nomi delle vie con pennellino e vernice. A breve la posa di vasi di fiori e parquet! Non sono mancati episodi (pochi, ma significativi) di sporcizia, fuocherelli (non consentiti all’aperto se non in particolari condizioni meteo, e comunque solo in aree appositamente attrezzate) ed il furtarello di corde!!
Inutile commentare; auspicando però che gli autori di tali gesta si tengano il più alla larga possibile da questa e dalle altre falesie.

Alessandro e Flavio hanno fatto inoltre la manutenzione dei punti di calata in alcuni settori, cogliendo l’occasione per guardarsi un po’ in giro, trovando così lo spazio per quattro nuovi tiri divertenti. NON è invece opera del team Ronchi-De Stefani la manutenzione delle calate al Grottone, con catene
spesso extra-lunghe e connettori da lavoro. Si raccomanda, in particolare per questo settore, di avere sempre un rinvio in più nel caso il moschettone sia bloccato.
Da questa segnalazione del Grottone sono esclusi i punti di calata delle “prolunghe” dell’Aldo Rovelli (tiri di cui abbiamo dato notizia a fine giugno 2017, ringraziando ancora l’Aldo per lo sbattimento).

A proposito di questi itinerari allungati, tempo fa abbiamo letto il curioso dubbio del perché questi tiri non fossero già stati chiodati all’epoca della nascita della falesia… Quasi si fosse trattato di una “svista”. Si può rispondere simpaticamente sottolineando l’epoca della chiodatura di Pradello, l’attrezzatura allora in uso, soprattutto le corde …. E si potrebbe continuare.  Altrettanto simpaticamente, ci viene segnalato che sarebbe stato bello fare due chiacchere con il chiodatore per condividere il progetto. Ma questo vale in generale, e non c’è intento polemico.

Anche Pradello è stata una falesia iper-frequentata in passato, tanto che diversi itinerari si presentano assai unti. Andiamoci quindi nei periodi giusti (tenendo conto delle segnalazioni relative agli interventi in corso di manutenzione delle opere paramassi), godendo di una arrampicata nel più
classico stile lecchese: dita, movimento e precisione, sulle gocce e reglettes tipiche della roccia di questa sponda del lago, che ogni tanto regala anche qualche bel cannone strapiombante, giusto per “sballare” un po’ !

Pietro Corti e Paolo Vitali

Di seguito il breve report di Alessandro

SOSTITUZIONE SOSTE SETTORI PRADELLO CLASSICA
Photo Gallery - Foto Luciano PigniNei mesi di marzo e aprile (2018) sono state sostituite le soste di calata di alcuni settori a Pradello Classica. Si ringrazia Versante Sud per la gentile offerta del materiale messo a disposizione. Sono stati interessati i settori Capitombolo (dove tra l’altro io e Flavio De Stefani abbiamo chiodato una via nuova a destra di Priscilla), Fobia del 2000, i tiri sulla cengia di “Ramadan”, ed il settore Duracell. Anche in questo settore abbiamo chiodato 3 vie nuove, effettuando un lavoro di pulizia in parete da arbusti e rocce instabili. In tutto sono stati sostituiti 35 gruppi sosta. Vorrei inoltre ricordare le solite raccomandazioni: mantenere il posto in ordine, non accendere fuochi, rispettare il lavoro fatto. In questo ultimo anno abbiamo cercato, Flavio ed io, di dare una seconda vita a questa falesia in vista del compimento dei suoi primi 30 anni dall’apertura delle prime vie, da parte mia e di altri amici del C.A.I. Vimercate. La falesia è posta in ambiente a dir poco bello, dove abbiamo completato i lavori realizzati in precedenza (già descritti da Larioclimb). Tanto c’è ancora da fare nel prossimo futuro; altri posti e settori ancora da scoprire e chiodare non mancano! Auguriamo piacevoli arrampicate a tutti gli scalatori nell’imminente stagione autunnale. L’avventura continua!

Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani


     

 
31 Luglio 2018. 
Photo Gallery
Vista la caldazza, pubblichiamo l'aggiornamento della bella via del Giò Chiaffarelli "Mauro delle Montagne" alla parete ovest della Torre Cecilia in Grignetta, dedicata all'ex gestore della Rosalba (ora gestore del rifugio “Rocca Locatelli” -  S.E.L. ai Piani dei Resinelli) Mauro Cariboni. L'ultimo tiro della via in questione è stato liberato con difficoltà di 7a. Rinnoviamo i complimenti al Giovanni Chiaffarelli che ha trovato queste belle linee andandosele a cercare su sezioni di pareti "libere". Una bella dimostrazione di fantasia che contrasta il triste fenomeno del "tappabuchismo" alpino - o in falesia....
 
29 Luglio 2018
Riceviamo e volentiterissimo pubblichiamo la locandina dell'iniziativa Help Nepal, che si svolgerà il prossimo 31 agosto al rifugio Antonietta al Pialeral alle pendici della Grigna Settentrionale. Motore della serata Floriano Castelnuovo, fortissimo alpinista lecchese da anni residente in Nepal, protagonista nel 1986, insieme a Danilo Valsecchi, del concatenamento in 16 ore del Pilastro nord ovest del Cengalo + Cresta Marimonti alla P.ta Sertori + via Cassin al Badile + discesa dallo Spigolo Nord, oltre che fotografo e cineoperatore con filmati di gran pregio su tutte le Alpi e in Himalaya. Floriano si sta adoperando da diverse stagioni per raccogliere fondi per la ricostruzione delle aree del Nepal colpite dal tremendo terremoto del 2015.


 
25 Luglio 2018

Nell’ambito dei periodici aggiornamenti di Larioclimb alle falesie nel lecchese, pubblichiamo la falesia di Civate, uno dei 9 siti oggetto di manutenzione straordinaria dell’Accordo di Programma per il sistema falesie lecchesi. Il progetto, promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, con la partecipazione di Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e CM Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera (i soggetti attuatori) e di: Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, Comune, Provincia e Camera di Commercio di Lecco, ha curato la manutenzione di circa 700 tiri di corda.
L’impulso decisivo all’inizio dei lavori, che hanno portato alla stesura delle Linee Guida ed alla definizione dell’Accordo di programma, è venuto dalla conferenza della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino: “L’arrampicata sportiva, un’opportunità per il territorio” (Palazzo delle Paure a Lecco, 14 dicembre 2013). La conferenza è stata organizzata da Pietro Corti, che ha poi seguito passo passo, affiancandosi in diversa misura alle due Comunità Montane, tutto l’iter del progetto, fornendo anche la gran parte del materiale di analisi (su concessione di larioclimb) della situazione delle falesie lecchesi.
Photo Gallery - Foto Klaus Dell'OrtoL’operazione si è articolata in una serie di interventi:
- pulizia delle pareti da vegetazione e rocce instabili;
- disgaggio del ciglio;
- sistemazione delle aree alla base;
- sistemazione dei sentieri di immediato accesso;
- posa di segnaletica (operazione in corso di ultimazione);
- richiodatura degli itinerari di arrampicata e revisione dei punti di calata;
- cancellazione per quanto possibile di ogni traccia delle vecchie chiodature.
E’ previsto inoltre un periodo decennale di manutenzione ordinaria.
La falesia di Civate compie 30 anni dalla prima chiodatura (effettuata con il piantasapit a mano…..), e sono ormai passati circa 25 anni dalla riattrezzatura con i mitici cavallotti resinati; un’idea venuta all’Alessandro Ronchi durante  una vacanza in Francia. Idea resa realizzabile grazie al trapano allora messo a disposizione dal C.A.I. di Vimercate.
La falesia, dopo un lungo periodo di furore (era una delle pochissime in zona, tra l’altro su gradi abbordabili e con chiodatura ”umana”), testimoniato da alcuni appoggi particolarmente marmorei, in seguito è scivolata nel semi-abbandono, vista l’apertura di tante altre falesie da parte, oltre che dello stesso Alessandro Ronchi & C.,  del Serial Trapanator (pron.: serial trapanetor) Delfino Formenti, sulla breccia da oltre 30 anni, e via via da altri….
L’intervento ha rimesso a nuovo una falesia interessante, da evitare nelle giornate afose (la roccia è unta su diversi itinerari), che può risultare una valida alternativa, seppur più limitata, dell’affollatissima falesia di Galbiate. L’arrampicata a Civate però non è mai scontata, e risulta spesso di difficile lettura su piccoli appigli e appoggi che offrono, con il grip giusto, belle sequenze di dita e movimento. 
Alleghiamo per l’occasione anche l’articolo di Alessandro Ronchi già pubblicato su “In Alto”, il periodico del C.A.I. Vimercate, che aiuta a conoscere meglio quel magico periodo in cui tutta la storia ebbe inizio, qui nel lecchese, a Introbio, l’Antimedale, il Lago, il Nibbio (uno dei monumenti dell’arrampicata, non solo sportiva, in Italia, fin dai tempi di Cassin e di Emilio Comici); e poi Civate, Pradello, la Corna Rossa, la Val Dell’Oro.
Il C.A.I. Vimercate; Sezione di una cittadina della Brianza che ha sostenuto per anni (ed ha ripreso a farlo, ora che l’Alessandro è tornato ad imbracciare il trapano) l’attività di attrezzatura di nuove falesie nel lecchese. Ricordiamo con sincera gratitudine questa loro generosità, che si è concretizzata nel nostro territorio ad opera dell’Alessandro, dei suoi antichi “soci” e ora anche del Flavio De Stefani.
Magari per tornare a Civate aspettiamo che rinfreschi un pochino (noi intanto pubblichiamo…). Nel frattempo, nella calda estate lecchese si può arrampicare all’Era Glaciale ai Piani di Bobbio e, nelle mattinate “giuste”, ai Campelli sopra Abbadia, a Erna Sorprese (ci scali decentemente anche in agosto, sempre che non sia troppo umido) e qualcos’altro; scegliendo esposizione ed orario giusti. Una volta c’era anche il Nibbio, la falesia estiva lecchese per eccellenza.

Pietro Corti, Paolo Vitali.

   
24 Luglio 2018. 
FALESIA DEI LARES
Pietro Buzzoni ci comunica che  tra l’inverno e la primavera scorsi, alla Falesia dei Lares si è verificato un importante distacco di una grossa lama e della cengia erbosa che sovrastava la parete del settore Strapiombi, che ha interessato le vie: Neve d’agosto 7a, Camosc 7b, La guerra dei Gradi NL, Il tormento e l’estasi 7c, Mosaico NL, Il Vento dell’ovest NL, Alpenzoo NL, Gluck im ungluk NL.
Si sconsiglia pertanto di frequentare l'intera falesia.
Non appena vi saranno novità positive sulla fruibilità della falesia, verranno comunicate.
 
    
11 Luglio 2018. 
Lavori di posa paramassi sul San Martino
 
I lavori proseguono e prevedono a partire da lunedì 16 luglio la posa in località Pradello delle barriere paramassi mediante l'utilizzo di elicottero.
Pertanto verrà prevista la parziale chiusura della strada comunale che porta alla trattoria Bodega.
Si chiede di prestare MASSIMA ATTENZIONE.

 
 
3 Luglio 2018. 
L'ERA GLACIALE e LO SPIGOLO DEL PRETE
Riceviamo da Aldo Rovelli, che ringraziamo, la segnalazione che domenica 1 luglio, alla falesia dell'Era Glaciale ai Piani di Bobbio, si è verificata una scarica di grossi sassi presumibilmente provocata da una cordata che stava percorrendo l'ultimo tiro della via "Don Lodovico" o "Spigolo del prete" allo Zucco Barbisino ai Piani di Bobbio. Questa via (riattrezzata diversi anni fa, quindi non compresa nel recente Accordo di Programma sulle falesie lecchesi), dopo i primi tiri su roccia buona/discreta, segue una dorsale di rocce ed erba che sovrasta l'Era Glaciale. Anche il sentiero escursionistico in quel tratto passa non lontano dal piede della parete, ed è quindi molto esposto alla caduta di sassi.

Visto il proliferare (in alcune zone) di itinerari più o meno belli, spesso tecnicamente facili e generosamente attrezzati, sarebbe buona cosa non limitarsi a seguire un resinato dopo l'altro, cercando invece di valutare le condizioni generali in cui ci sta muovendo: terreno, affollamento sottostante, eccetera. Tornando allo Zucco Barbisino, si raccomanda pertanto, in presenza di scalatori impegnati nella falesia dell'Era Glaciale (considerando anche il frequente passaggio di escursionisti), di NON salire lo Spigolo del prete, limitandosi al massimo al primo tiro: 30m, 5c.
 
 
2 Luglio 2018. 
Daniele Verga e Marco Fossati ci segnalano la presenza di pericolosi grossi cinghiali alla falesia dell'Occhiolo. I cinghiali non hanno accennato comportamenti aggressivi, comunque possibili, ma spostatisi nell'area sopra la falesia hanno provocato pericolose scariche di grosse pietre.
Purtroppo questi animali stanno proliferando su tutto il territorio, quindi la situazione potrebbe ripetersi anche in altre falesie,  al momento non vediamo soluzioni immediate, ma segnalateci eventuali nuovi brutti incontri!
 
 
29 Giugno 2018. 

Photo GalleryRiceviamo e pubblichiamo la relazione di una iniziativa di Giacomno Regallo & C. (associazione Tubisoel), che hanno reinterpretato a modo loro l'antica falesia della Madonna del Bosco a Imbersago; il paese dove c'è il traghetto leonardesco sull'Adda, per intenderci. A modo loro, si intende pulendo di brutto, schiodando (eliminando un bel campionario di ancoraggi a dir poco "diversamente assortiti") e attrezzando solo le soste, per farne una falesia "TRAD".
Falesia quindi propedeutica all'uso delle protezioni mobili, che necessita un approccio assolutamente consapevole rispetto alla assenza totale di protezioni fisse lungo i tiri!

 
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25 Giugno 2018. 

Prodotto dal Comune di Lecco nell'ambito del progetto Cult City in Lombardia. Lecco tra lago e montagna; viaggio nella terra dei promessi sposi.

- Regia: Klaus Dell'Orto
- Progetto e Story: Pietro Corti
- Riprese: Klaus Dell'Orto, Pietro Bagnara, Marta Cavallari
- Fonico: Mirko Sotgiu
- Testi e voce: Roberta Orsenigo
- Animazioni: Diego Boffelli
- Montaggio: Klaus Dell'Orto

Chapeau a Klaus e alla sua squadra di "Open Circle".
La serata è stata condotta dall'ottimissimo Serafino Ripamonti.

Lecco 2018, una sera di giugno... In piazza Garibaldi si danno convegno tanti scalatori (oltre a un bel po' di altra gente) per condividere le testimonianze del Ballera, Ciusse, Don Agostino, Martina, Simone, Stefano, Alessandro e Flavio sulla scalata nel lecchese, e per godere delle immagini e del montaggio del Klaus e della sua banda...

Lecco 1945, una sera di aprile; il 26, per la precisione ... Stessa piazza .... ma la musica è diversa.
La colonna nazifascista in ritirata si fa strada a colpi di mitraglia; a Lecco le formazioni partigiane combattono nelle strade e nelle piazze.  Anche la Brigata Rocciatori ... quella del Cassin, per intenderci. In piazza Garibladi cade Vittorio Ratti, mentre combatte a fianco di Riccardo Cassin (note tratte da CASSIN - VITA DI UN ALPINISTA ATTRAVERSO IL '900. Guido Cassin e Daniele Redaelli; Vivalda 2001).

Vittorio Ratti è stato uno dei più forti scalatori lecchesi della sua epoca.... e, sarà magari un po' retorico (ma non me ne preoccupo), mi piace pensare che l'altra sera fosse lì anche lui a guardare insieme a noi le rocce sopra i tetti di Lecco.

Pietro Corti

 
 


11 Giugno 2018. 

Photo Gallery"Curiosissima torre, un vero pallone mal gonfiato". Così Silvio Saglio nella sua guida LE GRIGNE (C.A.I. - T.C.I. 1937) descrive uno dei torrioni meno frequentati della Grignetta. Imponente, verticalissimo e severo. Già la via normale... molto normale non è, visto che il formidabile Gino Carugati e Franco Brookes, la vincono nel 1914 con un ardito lancio di corda: "dal sommo di uno spalto ... si lancia un gomitolo di spago a cavalcioni di un esiguo spigolo circa 6 metri più in alto, poi si sostituisce lo spago con una corda, e su per questa si vince lo strapiombo"..... E che sarà mai ???
Allora non era infrequente questa pratica da kamikaze, che il tremendo Erminio Dones aveva utilizzato sull'Ago Teresita appena un paio di settimane prima. E' poi Mario Dell'Oro Boga, con Mario Villa e Vittorio Molteni, e poi Giuseppe Comi,  a salire due vie molto difficili nel 1930 e 1934,  La Carlina e la Lario. 5° e 6° secondo la gradazione del Saglio (che si rifà alla scala Welzenbach). Sappiamo il significato di quei gradi, che sottintendevano l'utilizzo più o meno sistematico dei chiodi per progredire, non essendo ancora in uso la scala per l'arrampicata artificiale A0,1,2.... Guardando le date, emerge anche che il primo ad aprire vie davvero difficili in Grigna,è stato proprio il Boga. Leggero e "nervoso", era uno dei migliori in quel gruppo di giovani operari e formidabili scalatori lecchesi degli anni '30, tra cui Riccardo Cassin e Gigi Vitali.
La Mongolfiera però non offre punti deboli. Dopo il Boga infatti si deve attendere fino al 1968, quando Daniele Chiappa e Gianni Stefanon salgono le fessure a destra della Lario aprendo la Bob Kennedy (per ricordarne la tragica fine in quello stesso anno) e Casimiro Ferrari, con Guerrino Cariboni e Carlo Mauri, apre la C.A.I. Belledo sulla impressionante parete sud, breve ma verticale e strapiombante, con una inquietante roccia gialla a scaglie.
A nord est sale Aldino Anghileri in data imprecisata, trovando una bella via, molto impegnativa, che verrà "liberata" da Gerri Re Depaolini nel 2013. Con spirito più sportivo, nel 1996 Paolo Vitali sale da sud con Sonja Brambati e Pietro Corti lungo una striscia di roccia grigia compatta, chiodando dal basso con trapano (dalla batteria non molto affidabile.....) e fix una interessante via assai tecnica: Zero Watt... in onore del insidioso macchinario.
Infine, per ora, la salita di Saverio De Toffol: una arrampicata decisamente interessante, aperta in bello stile!

 
11 Giugno 2018. 

Attenzione: avvistata vipera in una fessura a metà tiro de IL FUGGITIVO, settore ORECCHIO.

 
1 Giugno 2018. 

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, relativo all'evento del prossimo 9 giugno alle ore 16, presso la Casa Museo di Villa Gerosa ai Piani dei Resinelli.

La Casa Museo, inserita nella magnifica cornice del Parco Valentino ai Resinelli, con vedute sulle guglie della Grigna Meridionale, contiene una serie di allestimenti che presentano il territorio sotto diversi profili. Paesaggistico, con le immagini di Mauro Lanfranchi, outdoor, con le schede delle principali attività che si possono svolgere sulle Grigne, Storico, con i profili di importanti alpinisti legati ai Piani Resinelli, e naturalistico,  relativamente alla flora ed alla fauna locali.
 

 
  
31 Maggio 2018. 
Il Comune di Lecco avvisa che il giorno 7 Giugno 2018 inizieranno i lavori di difesa San Martino in località Pradello. Pertanto, una volta delimitata l'area, sarà interdetto l'accesso alla falesia "DISCOTECA" per tutta la durata dei lavori, e modificato il sentiero di accesso alla falesia "PUNGITOPO", che avverrà come una volta dalla strada con la stanga, ripristinando di fatto il vecchio sentiero, anche dopo la fine dei lavori.
In loco saranno posizionati cartelli e idonea segnaletica, per evitare che qualcuno non autorizzato possa entrare in area di cantiere.

 
 
20 Maggio 2018. 
E' da tempo che larioclimb cerca di difendersi dalla pessima abitudine di utilizzare senza autorizzazione, nè tantomeno alcuna citazione (ribadiamo che le due cose vanno di pari passo), testi, disegni, relazioni, fotografie presenti sul sito. Molti ritengono, a torto, che quello che circola sul web sia "free", e ne fanno ampio uso per pubblicazioni di vario genere. Larioclimb non è stato risparmiato. Teniamo quindi a ribadire che:
I disegni e i testi contenuti nelle relazioni presenti nel sito LARIOCLIMB, sono a disposizione degli scalatori esclusivamente per scopo strettamente personale; altri eventuali utilizzi, anche parziali, devono essere espressamente autorizzati da Larioclimb, che dovrà essere citato come fonte. Lo stesso vale per i testi e le immagini della Bacheca Virtuale.
 
17 Maggio 2018. 

“Spero che il nostro impegno riesca a dare lustro a questa bella parete e contribuisca a una maggiore frequentazione”.
Giovanni Chiaffarelli introduce così l’ultima via nuova sulla parete della Fracia del Monte Spedone, aperta da lui e Luca Bozzi su uno dei totem dell’alpinismo calolziese.

Pubblichiamo la sua relazione di questo itinerario, che sembra davvero molto interessante. Avvisiamo comunque che, anche se apparentemente accessibile a molti, si tratta di una salita nel complesso molto impegnativa, da affrontare solo con adeguata esperienza a muoversi su terreno esposto, con accesso dall'alto (e quindi difficoltà di ritirata in caso di necessità: va intrapresa solo con meteo sicura), e con la capacità di valutare sul posto la roccia. La Fracia è conosciuta infatti per la roccia fragile, ma questa via, che ha richiesto una vigorosa pulizia, sale su roccia sorprendentemente buona (sempre da verificare, a maggior ragione nelle prime ripetizioni), caratterizzata da particolari concrezione di selce di tutte le dimensioni. Un posto decisamente non per tutti.

La Fracia, nonostante ospiti vie di importanti protagonisti dell'alpinismo lecchese e calolziese, è rimasta ai margini delle vicende locali; proponiamo quindi qualche modesta pillola di storia, confidando di suscitare curiosità e voglia di approfondire.

 

 
14 Maggio 2018. 

Pubblichiamo il Comunicato Stampa pervenutoci dal Comune di Lecco, in merito ai prossimi lavori di manutenzione delle opere di difesa del San Martino.
Pubblicheremo appena possibile le date esatte della chiusura della falesia DISCOTECA;  per la falesia PUNGITOPO
verrà invece ripristinato il vecchio sentiero di accesso dalla strada con la stanga. In loco verranno posizionati tutti gli accorgimenti necessari (delimitazioni, cartellonistica, ecc... ).

Specifichiamo da parte nostra che nessuna delle faleise citate nel Comunicato fanno parte del recente Accordo di Programma sulla manutenzione straordinaria di alcune falesie lecchesi.
In fase di analisi tutte le falesie della fascia del San Martino erano già state encluse dall'intervento.

 

 
10 Maggio 2018.

E' ora disponibile una nuova funzione per facilitare ulteriormente la ricerca della falesia più adatta alle proprie capacità od ai propri obiettivi: sotto la Mappa compare una Tabella Riassuntiva delle falesie corrispondenti ai filtri selezionati, che ne riassume le caratteristiche principali.
Inoltre è disponibile un nuovo filtro nella colonna di sinistra, il TARGET, cioe' il livello tecnico prevalente della falesia, che puo' essere BASSO (fino al 5c), MEDIO (tra il 6a ed il 6c), ALTO (dal 7a al 7c), TOP (oltre l'8a).
Buona scelta e buone arrampicate!


 
 
 
5 Maggio 2018. 
Autofinanziamento per nuova falesia
 
Roberto Lainati (chiodatore della Falesia del Tramonto insieme a Saverio De Toffol e, lui solo soletto, dei settori sotto il Sasso S'Erba: Sasso Muschiato e Sasso dell'Edera) ci informa che ha messo gli occhi, e le mani, su una nuova, interessante falesia sempre nella zona del Sasso D'Erba.
Per ora Roberto ha fatto il grosso della faticosissima operazione di pulitura dalla vegetazione.... a cui seguirà la chiodatura.


Questo nuovo intervento necessita di un autofinanziamento: chi fosse interessato a contribuire con un piccolo aiuto economico, puo' inviare una email al seguente indirizzo:

Le chiodature precedentemente effettuate da Roberto, le ripetute manutenzioni, la frequentazione dei nuovi settori, testimoniano la serietà della persona (ndr).
 

 
2 Maggio 2018. 

Massimo Poletti ci segnala sulla via Istruttori (o DInoia) dalla sosta del 4° tiro guardando sulla dx (viso verso parete) alla distanza di 4-5m un masso in bilico, fuori via ma pericoloso comunque. Attennzione!
 

 
21 Marzo 2018. 
Buco del Piombo e Falco Pellegrino
 
Giuseppe Vaghi ci informa che per questa stagione riproduttiva (2018) la coppia di falco pellegrino ha nidificato in una sezione di parete del Buco del Piombo dove non sono presenti vie di scalata (bontà loro... aggiungiamo noi); per cui non verrà richiesta, da parte della vigilanza venatoria provinciale, alcuna norma restrittiva in ordine all’arrampicata presso il Comune di Erba (gestore della Riserva). Approfittiamo per rinnovare l'invito agli scalatori delle falesie nella Riserva Naturale "Valle Bova" a mantenere comportamentei consoni, validi per qualunque situazione, ma a maggior ragione in una Riserva Naturale: non lasciare rifiuti (magari cercare di portar via anche quelli degli altri), non accendere fuochi, evitare schiamazzi e rumori inutili per non distrubare la fauna. Non ultimo: attenzione a parcheggiare nei luoghi predisposti per non causare disagi ai residenti ed ai proprietari dei fondi.
Ringraziando tutti per la sensibilità ed auguriamo buone scalate.

   
18 Marzo 2018. 
Degrado a Pradello
 
Alessandro Ronchi ci segnala (il fatto è già noto) che ultimamente ha trovato al parcheggio di Pradello, da cui si parte per il sentiero dei Tecett e la falesia,  una situazione di estremo degrado, con immondizia sparsa dappertutto. Ora il pattume è stato ripulito, ma il problema rimane. Grande è la delusione di Alessandro e di qualsiasi persona con un minimo di senso civico. C'è chi pensa di usare parcheggi o piazzole varie (vedi quelle della vicina SS36, dove sono arrivati a dover mettere le telecamere) come discariche private... Una prassi comune  segnale di ignoranza e inciviltà....
A questa amara considerazione si aggiunge purtroppo la segnalazione di una azione ai danni dei lavori di manutenzione, sempre in quella zona, a favore di tutti gli scalatori... E' noto che Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani stanno trafficando alla falesia di Pradello Classica, per sistemare le piazzole alla base e per effettuare lavori in parete. Oggi Alessandro ha notato che due delle tre corde fisse "di servizio" al settore FOBIA, sono sparite... Il gesto è davvero incomprensibile....
Tra fuochi, monnezza e strane "sottrazioni", larioclimb persevera (ormai da anni) nel dare spazio a queste segnalazioni, nel tentativo di sensibilizzare verso il rispetto verso il territorio ed i lavori altrui.

 
  
13 Marzo 2018. 
Foto by Tommaso GarotaUn piccolo tributo a Tommaso, che recentemente ha contribuito notevolmente con i lavori in parete e le relazioni su Larioclimb, all'arrampicata nel territorio, per il bel riconoscimento in campo fotografico ricevuto con il premio alla miglior foto del mese di Febbraio di MyOLYMPUS Europe.
Il contesto è quello della Grignetta, e nello specifico la cresta Cermenati all'altezza dell'uscita del canale Caimi.
Bravo Bagai Tumas!

What I like about this picture is that it was not taken on one of the highest and most isolated mountains of this earth but we still have the impression that the person looks down at the whole world" says juror and Olympus Visionary Reto Tiri about this amazing picture by MyOlympus user Tumas. It is the winning picture of our February Picture of the Month Contest - Congratulations!

Tommaso Garota | OM-D E-M10 Mark II | M.Zuiko Digital 14–42mm F3.5-5.6 II R | 1/1250 s | ISO 200

  
6 Marzo 2018.
 

Il masso prima del disgaggio
Oggi lo zio Delfino (Formenti) si è recato alle Placchette del San Martino di destra e, dopo una breve ma accurata visita specialistica, ha estratto il dentone sul tiro Spit Verde Marziano.

Approfittiamo per ribadire la nota generale valida per i settori classici PLACCHETTE DI DESTRA E DI SINISTRA, riattrezzati a resinati nel 2002-2003 dove, vista la distanza tra le protezioni, è consigliabile dotarsi di una piccola
Dopo il disgaggioscelta di protezioni veloci.

Altro discorso sulle vie "semi-trad" presenti in quest'area, di recente  riscoperta/apertura/pulitura da parte di Tommaso Garota, Ivo Ferrari & C., dove la dotazione di protezioni veloci è indispensabile, tratttandosi di vie solo parzialmente attrezzate.
 
  
6 Marzo 2018. 
FUOCHI IN FALESIA
 
Alessandro Ronchi avvisa che sabato 24 febbraio ha trovato i resti di un fuoco sotto al settore Grottone di Pradello, tra le  vie Terapia Intensiva e Mente Locale.
Ieri il sottoscritto (Pietro Corti) è incappato in un altro fuocherello con tanto di simpatico barbeque alle Placchette del San Martino.
Episodi magari di poco conto, tuttavia potenziamente molto pericolosi. Basta un nulla per generare un innesco con l'erba e la legna secca abbondantemente presenti sul terreno. 

Confidando nella sensibilità degli scalatori, ricordiamoci comunque che è vietato accendere fuochi all'aperto.

 
4 Marzo 2018. 

Falesie di Lecco, turismo e arrampicata.
I nove siti riqualificati da Regione Lombardia nel 2017


Pubblichiamo il Quaderno delle falesie realizzato da Regione Lombardia,  in occasione della recente manutenzione straordinaria di alcune falesie lecchesi, nell'ambito dell'Accordo di Programma per la valorizzazione del sistema delle falesie lecchesi promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, e realizzato da Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera, con la partecipazione del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, del Comune di Lecco, della Provincia di Lecco e della Camera di Commercio di Lecco.

Il tema del libretto, Falesie di Lecco, turismo e arrampicata. I nove siti riqualificati da Regione Lombardia nel 2017 intende riassumere le motivazioni del progetto e presentare le aree di arrampicata oggetto di intervento.


E' uno strumento puramente informativo, che non ha la pretesa (non è stato realizzato a questo scopo) di entrare in dettagli tecnici con le relazioni degli itinerari. Per questo ci sono guide cartacee e siti (modestamente, a questo proposito,  larioclimb fa la sua parte da quasi 20 anni).

Altre informazioni su Montagna da vivere del sito web di Regione Lombardia


 
1 Marzo 2018. 
 

PLACCHETTE DEL SAN MARTINO

Riceviamo da Fabrizio e Francesco, che ringraziamo, la segnalazione di un masso mobile alle PLACCHETTE DI DESTRA, zona della via SPIT VERDE MARZIANO.

PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE.

 
 

12 Febbraio 2018. 
 Pubblichiamo volentieri una considerazione di Delfino Formenti sulla serata “Lavori di manutenzione delle falesie lecchesi “ (svolti nell’ambito dell’Accordo di Programma per la realizzazione del Progetto di valorizzazione del Sistema delle Falesie lecchesi, promosso da Regione Lombardia assessorato Sport e Politiche per i giovani), che si è da poco svolta nella sede U.O.E.I. Lecco. Ci uniamo senz'altro alle sue riflessioni, soprattutto in merito alla necessità che i frequentatori delle falesie adottino un comportamento rispettoso dell'ambiente naturale (fuochi, sporcizia, rumori inutili) e degli altri frequentatori delle falesie.

Ringraziamo l'U.O.E.I. per la sensibilità dimostrata (non è la prima volta) ed i relatori, tra cui Fabrizio Pina Presidente del Collegio Guide Alpine Lombardia, Renato Corti, Progettista e Direzione Lavori per la Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, Pietro Buzzoni, i mitici Delfino Formenti e Alessandro Ronchi, le due macchine da guerra che così tanto hanno fatto (e fanno !!!) per l'arrampicata lecchese, e il Presidente del C.A.I. Vimercate, associazione che da sempre sostiene l'attività di chiodatura dell'Alessandro, a beneficio delle falesie lecchesi.

Come ha detto il Presidente U.O.E.I. Lecco Andry Dell'Oro, è importante e utile confrontarsi sulle diverse iniziative che animano il mondo dell'arrampicata.

Pietro Corti e Paolo Vitali.


Considerazioni sulla serata “Lavori di manutenzione delle falesie lecchesi “,
svolti nell’ambito dell’Accordo di Programma per la realizzazione del Progetto di valorizzazione del Sistema delle Falesie lecchesi

Venerdì 9 febbraio presso la sede UOEI di Lecco si è tenuto l’incontro sulla manutenzione di alcune falesie del lecchese e della Valsassina. Mi sarei aspettato di vedere molta più gente visto che l’arrampicata a Lecco è uno sport con molta storia alle spalle ed è praticata da numerose persone.


Avrei voluto vedere i responsabili dei vari CAI del circondario e magari i loro iscritti visto che quest’ultimi sono frequentatori abituali delle falesie. Avrebbero potuto porre quelle domande cha abitualmente mi fanno quando mi incontrano del tipo “Qual è stato il criterio di scelta delle falesie? Chi ha svolto il lavoro? Che metodo hanno usato per la richiodatura? Ecc.”. Non ho visto i responsabili del soccorso alpino che invece incontro in falesia. Soprattutto non ho visto tutti i climbers che ormai quotidianamente usufruiscono delle pareti attrezzate e con cui sarebbe stato utile avere un confronto.


Mi ha fatto molto piacere vedere il presidente del CAI di Vimercate, nella persona di Paolo Villa, che ha creduto in Alessandro Ronchi e sostenuto i suoi progetti.


Nel mio intervento, ho giudicato positivamente il progetto, perché c’è stato chi si è preso cura di alcune delle nostre falesie, mie e dell’Alessandro, preservandole dal deterioramento.


Ne ho approfittato anche per criticare il comportamento incivile di una parte della nuova generazione di arrampicatori che non dimostrano alcun rispetto per il luogo, per l’ambiente e per il faticoso lavoro svolto per attrezzare le pareti. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e mi spiace vedere che si stanno perdendo dei valori che sono la base per un sano futuro.


Ringrazio l’UOEI che da dimostrato la sua sensibilità sull’argomento discusso in sede.

Delfino Formenti

 


2 Febbraio 2018.


  ALPSTATION - Promozioni da Lunedi' 29 Gennaio

 

14 Gennaio 2018. 
5 gennaio 2018, Martina Frigerio, giovane scalatrice lecchese, forte e motivata (e molto "solare", il che non guasta) dopo aver preso le misure sul Muro di Cristallo del Tiziano Capitoli al Sasso di Introbio, ripete uno dei tiri di riferimento per l'arrampicata in placca in quel di Lecco. Il Magico Ciuffetto al Sasso di Introbio, 7c+.
Riferimento in placca vuol dire: specchio verticale praticamente liscio, con una sequenza di equilibri e spalmate su appigli e appoggi microspici e sfuggenti. Un test severo per un'arrampicata aleatoria molto distante dagli standard attuali. E decisamente non per tutti.

Il Magico Ciuffetto - Martina FrigerioMarco Ballerini è il pioniere dell'arrampicata sportiva nel lecchese (e uno dei pionieri italiani). Fortissimo alpinista, molto sensibile alle spinte innovative, ad un certo punto sente che qualcosa stava cambiando.... Viaggi in Yosemite, Verdon, Finale e negli altri santuari della nascente arrampicata sportiva, dai quali torna convinto che anche a Lecco serve un terreno nuovo per spingere sulla difficoltà pura.
Sulle pareti di fondovalle intorno alla città, tra le fessure e i diedri delle vie classiche, vede magnifiche lavagne compatte che aspettano solo che qualcuno vi scriva sopra una storia nuova.
Ci prova al Sasso di Introbio, nel 1980-1981. Calandosi dalla prima sosta della Via Francesca del Don Agostino Butturini e dei sui giovanissimi "Condor", chioda con il perforatore a mano, e poi sale, Oltre il Tramonto, il primo tiro di arrampicata sportiva nel lecchese. 6b+. Pochi ancoraggi (MOLTO pochi) e movimenti inusuali, per l'epoca: sditate e allunghi su piccole tacche e lamette, con le "scarpette" spalmate su esili rughe.
Il Don osserva il "suo" Sasso.... dove era sempre stato fedele allo stile di creare una via nuova salendo dal basso, cercando tra le pieghe della roccia le fessure e i buchi dove inserire gli ancoraggi.  Ma non ci mette molto a capire: quello era  un gioco diverso; diversi i giocatori e diverse le regole. In quegli anni non era da tutti arrivarci al volo !
Il Ballera trova poi altri terreni (il Nibbio, il lago), e arrivano altri scalatori (Lele Dinoia, Beppe e Giak Dallona, Carlo Besana, il Ciusse Bonfanti, Virgilio Plumari etc etc .... e poi i chiodatori delle grandi falesie lecchesi, Alessandro Ronchi e Delfino Formenti.... Sono i primissimi anni di arrampicata sportiva a Lecco.
Nel 1984 il Ballera chioda un muro disperatamente liscio alcuni metri a sinistra di Oltre il Tramonto. Poi nell'85 chioda e sale la splendida Dormi Martina (dedicata ad una bimba che preferiva stare sveglia di notte ...). Già in quell'anno, o più probabilmente nel 1986, torna al progetto già attrezzato dove riesce a concatenare le sequenze aleatorie (oltre che protette in modo piuttosto "arioso") del Magico Ciuffetto.
Non è facile dare il grado ad un tiro del genere, anche per il particolare tipo di arrampicata (comunque, difficilissimo). Il Ballera però in quel periodo sale anche Ha-tu-per-tu, la famosa marca di .... Ops; la famosa via in Antimedale (chiodata dalla Banda Dallona e liberata da Andrea Gallo nel 1985), suo primo 8a e seconda o terza salita del temutissimo tiro, oltre a Miss Lily e Apache in Cornalba, facendosi l'occhio sul livello 8. Così, per Magico Ciuffetto stabilisce 7c+
Che vuol dire ben poco per un bastone di quel genere !

L'altro giorno Martina ha incontrato la storia dell'arrampicata sportiva lecchese.... La ragazza non è nuova a "prime femminili" di livello, e va giustamente fiera delle sue performances... Il suo approccio all'arrampicata, inoltre, è davvero positivo: entusiasmo, allegria, ma anche grande rigore. Alè Martina !
 
                                                                                                                                                        
                  
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