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ARCHIVIO BACHECA
 Bacheca Virtuale 2022
Una bacheca per le novità della vita verticale nel circondario lecchese:
nuove falesie, nuove vie, tiri liberati, aggiornamenti alle topos, manifestazioni, pubblicazioni etc...


Accedete gratis alle topos di LARIOCLIMB dal vostro SMARTPHONE tramite la Mappa interattiva
 
Si ricorda che le relazioni sono a disposizione di tutti per utilizzo personale, ma non possono essere copiate (a livello di testi, disegni, fotografie) su altri siti web, nè in pubblicazioni cartacee, a meno di un espresso consenso da parte di larioclimb.
NOTA BENE: Larioclimb (attivo dal 2002) non ha nulla a che fare con pagine facebook o pubblicazioni dal nome molto simile, ma nate molto tempo dopo.
   
24 Gennaio 2022 

 
Pubblichiamo l'aggiornamento della falesia di Civate, una delle prime nel territorio lecchese attrezzata in ottica sportiva. La falesia è tornata a nuova vita, oltre che con la manutenzione della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino (progetto sostenuto da Regione Lombardia), anche grazie all'incredibile carica di entusiasmo del team di Alessandro Ronchi, il chiodatore originale, che proprio a Civate hanno creato un nuovo settore di arrampicata "liberandolo" quasi metro dopo metro dalla vegetazione rigogliosa. Da qui il nome: Amazzonia.

Gara arrampicata 1987Nascita settore AmazoniaGallery falesia di Civate

E ora scatta il ricordo personale...
1988-89 o giù di lì... L'arrampicata sportiva è presente da qualche anno nel lecchese per intuizione di Marco Ballerini (Bàllera), sciatore, alpinista di gran livello e raffinato scalatore. Insieme a lui, un ristrettissimo gruppo di "climbers" chioda i primi tiri sportivi sui risalti di roccia che circondano numerosissimi la città di Lecco. Il primo di questi itinerari è "Oltre il tramonto", intorno al 1980/1981: una linea che termina alla prima sosta della "via Francesca" al Sasso di Introbio in Valsassina, aperta nel 1974 dal sacerdote-educatore-scalatore Don Agostino Butturini (uno che scalava bene. Roba di fare la Cassin alla Cima Ovest di Lavaredo da capocordata) con i giovanissimi, 12-13 anni, "Condor" di Lecco.

(Pi Esse: non si vuole qui fare la storia dell'arrampicata sportiva a Lecco, ma solo ricreare un pochino il clima di quegli anni fantastici).

Sono poco meno di 20 metri su un muro verticale apparentemente liscio, protetti da una manciata di spit (quattro o cinque) messi a mano con punteruolo e martello. E poi un emozionante run out dall'ultimo ancoraggio fino alla sosta del "Don"... Meglio non cadere ! Una severa interpretazione dell'arrampicata sportiva, questa, sia a Introbio che sulle prime falesie del territorio come la Bastionata del lago, il Nibbio, l'Antimedale. Tanto severa che era appannaggio di pochi, soprattuto considerata la mentalità dell'epoca ancora legata all'alpinismo tradizionale, dove il "volo" era un tabù da evitare accuratamente.

Dopo la metà degli anni '80, un paio di scalatori portano un ulteriore elemento di novità nel lecchese, sviluppando intere falesie con un'ottica più "plaisir" con la quale, senza trascurare (anzi) la creazione di itinerari tecnicamente molto difficili, attrezzano tiri su difficoltà (sportive) molto abbordabili. Sul "5/5+ francese", come si usava definirlo all'epoca,  6a, 6b... Sono Delfino Formenti da una parte e Alessandro Ronchi & amici dall'altra.

Il successo è immediato, con l'aumento esponenziale della frequentazione di queste falesie. Tra le primissime attrezzate con questo stile c'è Civate, dove nel 1987 Alessandro Ronchi e gli amici Giuseppe Besana, Umberto Carrera, Gaspare Fumagalli, Luigi Ravasi, Ambrogio Ronchi e Giorgio Sabbioni, dopo una specie di "gara di arrampicata sociale" sulla storica "palestra di roccia" frequentata dai forti alpinisti di Valmadrera, scoprono e attrezzano con Spit messi a mano il nuovo settore della Valle degli Orti. Fondamentale sostenitore dell'iniziativa è il CAI Vimercate, che ancora oggi supporta l'attività di manutenzione e chiodatura dell'Alessandro & Soci. E qui ci sarebbe da aprire una istruttiva quanto spinosa parentesi sul sostegno (o sulla mancanza di sostegno) ai chiodatori da parte di aziende di settore, negozi, Gruppi e Associazioni.... Aspetto interessante ma complesso, che non si può esaurire in due righe.

Torniamo al 1989... Vado a curiosare a Civate; l'arrampicata sportiva mi intriga e allo stesso tempo mi intimorisce non poco, vista la mia formazione classica sulle guglie della Grignetta, le Dolomiti, il Masino... Ma è una potentissima attrazione. Alla Valle degli Orti faccio conoscenza con l'Alessandro Ronchi, ma l'incontro non avviene alla base di un tiro, pronti per scalarlo... La situazione è insolita: trovo questo ragazzo appeso alla corda, impolverato e sporco di terra, con arnesi appesi all'imbragatura che con la scalata c'entrano (apparentemente) poco: spazzola, scopa, leva, guanti.... E così in un colpo solo conosco il chiodatore e ho una prima, chiarissima visione della fatica (talvolta bestiale) che costa attrezzare una falesia. In quel periodo nell'azienda in cui lavoravo (il Centro Abbigliamento Lombardo di Malgrate presso Lecco, che produceva abbigliamento da montagna) cominciavamo a ragionare su iniziative di sponsorizzazione alternative, e così inizio una bella collaborazione con l'Alessandro e in seguito con altri scalatori, tra cui il mitico Delfino Formenti, sostenendo, grazie al contributo del C.A.L., le loro chiodature.

Quasi 35 anni dopo... dicembre, falesia di Civate. Con un manipolo di ... ragazzotti (alcuni "over 50", o "poco under 60", altri messi un po' meglio) si brinda alla nascita del nuovo settore di arrampicata... Uno di loro è Alessandro, il chiodatore originale. Gli altri che trafficano con entusiasmo intorno a spumante, salame e panettone sono Flavio De Stefani, altro veterano, Rolando "Rolly" Pistono e Dante Riva... Il quale si attarda appeso in parete con la spazzola, forse per scaldarsi vista la giornata gelida. E poi Pietro Cesana ed Enrico Valsecchi con il suo fantastico genepy.

Da questa storia si potrebbe tirare fuori la morale... Per esempio sulla smodata passione e sulla generosità di questi "diversamente giovinastri", che dopo così tanti anni sono ancora qui, nella prima struttura chiodata da Alessandro, a darsi da fare sulle falesie lecchesi. Oppure una morale sul rispetto e la gratitudine dovuti da ogni scalatore a tutti i chiodatori, all'attenzione che va posta all'ambiente-falesia (evitando fuochi, spazzatura e altre schifezze), alla roccia (spazzolare le prese), alla convivenza (evitando di lasciare le prese segnate o di occupare i tiri per ore e ore)....

Fine della morale; tante grazie a loro e buone scalate a tutti noi.
Pietro Corti
 
 
19 Dicembre 2021 

LARIOBLOC NOTES 2021
 
E' tempo di video-bilanci di questo anno che è stata una ripresa ufficiale di tutte le attività iniziate in sordina nel 2020. Vedere molti lavori tutti insieme (non tutti) mi fa un po' impressione, una sorta di diario, di bloc-notes dove appuntare quello che è stato fatto e programmare ancora il tanto che manca da fare. Il tutto nel poco tempo che ho a disposizione, spesso solo la domenica mattina, spesso da solo e qui vorrei invogliare tanti climber locali (e non) a frequentare questi posti, magari per dare anche una mano a sistemare, tagliare piante, sistemare gli accessi o le basi dei massi, spazzolare è il meno dei problemi. Qualche piccolo contributo è arrivato ma è un peccato che si vada sempre nei soliti spot rinomati quando ci sono dei piccoli gioielli naturalistici dietro l'angolo. Anche se la ricerca del "grado", della prestazione è sempre insito nei climber a me piace dare la precedenza al valore emotivo, al piacere del gesto e se viene anche la prestazione è un valore aggiunto.
Nel 2022 ci saranno due cantieri, uno già noto a Ranciobloc ora lasciato preferendo zone più miti, il secondo secretspot è nell'infinita sorgente di massi di Civatebloc. Al settore "Sorprese" (settore storico ma mai pubblicato), ci tornerò a breve con tante novità. Il tutto oltre alla sistemazione e riedizione delle topos già pubblicate su Lariobloc. Con questo video vi auguro buone Feste e tanti nuovi blocchi nel 2022.
Paolo Zorloni


 
 
6 Dicembre 2021 

Fuochi in falesia
 
Pubblichiamo la foto inviataci da Alessandro Ronchi dalla falesia di Civate.
Grande sbattimento per pulire, chiodare tiri nuovi eccetera.... Poi l'ignoranza rischia di compromettere tutto. I fuochi all'aperto (falesie comprese.....) sono espressamente vietati, ma i fuochisti evidentemente non si  preoccupano delle conseguenze (vedi la Legge Regionale 31/08, ed il Piano regionale delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2020-2022. L’incendio boschivo, anche se colposo è configurato come un delitto contro la pubblica incolumità, ed è perseguito penalmente).

E che dire dei maleducati che non riescono a fare due passi per depositare i propri bisogni ben lontani? Invitiamo infine a leggere i cartelli presenti in alcune falesie (anche a Civate), che elencano l'ABC della convivenza. Pazzesco che si debba arrivare a scriverle, certe cose... Eppure...

Un'altra delle cattive abitudini più odiose è quella di "montare" i tiri occupandoli per ore, lasciando le corde come "segnaposto". Purtroppo ci sono fior di ignoranti ... che ignorano che questa si chiama prepotenza.
 
 
11 Novembre 2021 

 
DiscotecaDelfino Formenti, per gli amici Delfix, ci informa di tre bei nuovi tiri alla falesia della Disoteca, sul limite in alto a sinistra. Questi itinerari sono stati attrezzati grazie ai caffè offerti attraverso il progetto "Un chiodo in testa" (di cui riproponiamo il link per contribuire). Abbiamo già accennato alla necessità che ogni scalatore si senta coinvolto nella  cura della falesia che frequenta. Basterebbe spazzolare le prese dal proprio e dall'altrui magnesio, oltre naturalmente a non lasciare alcun tipo di rifiuto, non accendere fuochi e ad espletare i propri bisogni in modo civile. Per le falesie chiodate da Delfix, c'è anche la possibilità di contribuire personalmente alla chiodatura e  manutenzione mettendo mano al borsellino. Neanche un centesimo andrà sprecato!
 
01 Novembre 2021 

 
Il Sasso d'ErbaGrazie a Giuseppe Vaghi pubblichiamo l'aggiornamento del Sasso D'Erba, dove abbiamo sistemato qualche grado, aggiunto un itinerario, e ricordato nomi e cognomi dei primi salitori della storica VIA NORD e IV NOVEMBRE. Ci interessa tenere traccia (fin dove arrivano le nostre conoscenze o quelle degli amici che ci danno una mano) degli scalatori che negli anni passati hanno aperto nuovi itinerari su queste piccole pareti una  volta dette "palestre di roccia", frequentate dagli alpinisti per scaldarsi i muscoli in vista della bella stagione quando si andava sulle vere "vie". Quelle in montagna.
Il Sasso d'Erba è proprio una di queste, ed è una delle più antiche della Lombardia, dove si sono allenati dei bei nomi dell'alpinismo italiano... Come l'Elio Scarabelli.
La reinterpretazione di queste pareti in ottica sportiva, che le ha portate in una nuova dimensione, non deve far dimenticare la loro storia.
  
25 Ottobre 2021 


Stefano Calanca ci segnala un pericoloso blocco incastrato  su un balconcino tra le vie "Papalla" e "Mira che pelo",  tra l'ultimo ed il penultimo chiodo sotto la 1° sosta di "Papalla". Attenzione. 
 
     
23 Ottobre 2021 

 
Pubblichiamo la topos della via di Ivano Zanetti sulla parete sud ovest della Piramide Casati in Grigna Meridionale, aperta dal basso in autoassicurazione utilizzando un  numero limitato di fix integrati con ancoraggi veloci, affrontando lunghi tratti sprotetti su difficoltà rilevanti. Uno stile molto severo..... D'altronde l'Ivano è uno che sulla roccia sa il fatto suo. Tra le sue tantissime salite vanno ricordate Skotonata Galactika sulla Cima Scotoni, aperta con Bruno Tassi Camòs, e la ripetizione in giornata della Salathè al Capitan con Manrico Dell’Agnola nel 1991.

Tornando alla Casati: la via gli riesce bene, e la intitola al suo gande amico Achille Pasini, indimenticato gestore del Rifugio Rosalba. L'arrampicata è molto bella, ed i 170 metri di sviluppo la pongono tra le "vie lunghe" della Grignetta. Così Ivano decide di riattrezzarla a fix (non è certo una novità, da queste parti), lasciando comunque un buon ingaggio, visto che bisogna sapersi muovere su un livello di difficoltà obbligata intorno al 6b+... O VII+ (circa), che tra le pareti della Grigna rende meglio l'idea.

Questa richiodatura però evidentemente non è piaciuta a qualcuno, che, calandosi dall'alto (molto presumibilmente) ha schiodato l’ultimo e il secondo tiro, e parte del primo, soste comprese. Più che schiodato... ha spaccato gli ancoraggi a martellate. Lasciamo ai nostri lettori l'approfondimento sulla questione, nel pezzo introduttivo di Ivano. Da parte nostra teniamo a commentare sinteticamente, in quanto a nostro parere fatti del genere, seppur non meritino eccessiva visibilità, non possono nemmeno dissolversi nell'indifferenza.

Non è la prima volta, ultimamente, che si registrano queste situazioni sulle pareti lecchesi. Non facciamo l'elenco, limitandoci a ricordare l'impresa sulla parete della Fracia sopra Calolziocorte ai danni della via "L'amico ritrovato", aperta dal basso con grande intuito e pelo sullo stomaco da Giovanni Chiaffarelli e Luca Bozzi, pure loro scalatori di lungo corso. Anche se andrebbe precisato che il danno è stato fatto soprattutto alla comunità degli scalatori ed all'ambiente alpinistico e arrampicatorio.

Con queste schiodature-smartellature ad opera di ignoti, sono state prese di mira salite aperte dal basso con sezioni obbligate severe. Gli schiodatori hanno agito nel più totale disprezzo anche della parete stessa, spaccando a martellate e lasciando i monconi degli ancoraggi in bella (?) vista. Ma soprattutto, costoro hanno agito nell'ombra, dimostrando di non avere la forza delle proprie idee e delle proprie (ignobili) azioni. Ogni visione dell'arrampicata deve trovare la sua collocazione in un confronto, sia le ragioni a favore di questi stili di apertura, sia le ragioni opposte. Se uno stile può sembrare troppo "invasivo", o fuori contesto, eccetera, bisogna parlarne. Il tutto è ancora più paradossale in quest'epoca nella quale con due click si può comunicare con il mondo.

Per concludere, prendiamo atto che la risposta da parte dei primi salitori delle vie danneggiate (almeno di quelle segnalate qui sopra) è stata la migliore possibile: tornare in parete a riattrezzare. A loro va la nostra stima.

Larioclimb - Pietro Corti e Paolo Vitali 
 
     
17 Ottobre 2021 

 
Larioclimb aderisce al progetto UN CHIODO IN TESTA, inserendo in ognuna delle topos delle falesie chiodate da Delfino Formenti, il link attraverso il quale "offrire un caffè" (ma anche più di uno) per la manutenzione.
Le falesie sono, in ordine sparso:
PARETE STOPPANI, DISCOTECA, LARIOSAURO, CORNA ROSSA (Valmadrera), CORNO RAT, VAL DELL'ORO, VERSASIO, PALA DEL CAMMELLO, TORRE MARINA.
Si tratta di oltre quattrocento tiri chiodati e (quasi sempre) richiodati nel corso delle manutenzioni. C'è poi il lavoro di gradinatura alla base, che richiede anch'esso una costante manutenzione.

Sono numeri importanti, che sommati agli itinerari attrezzati da altri chiodatori volontari nell'area lecchese (ci vengono in mente le falesie di Pradello, Galbiate, Civate, San Martino... o quelle più recenti - e meno recenti - a Ballabio. E poi le falesie valsassinesi), generano una quantità di tiri impressionante.

Questo lavoro ha  un valore enorme che, escludendo per un momento il costo di ancoraggi e soste, cioè considerando un ipotetico costo del lavoro puro di pulizia in parete, chiodatura, gradinatura alla base, manutenzione, è difficilmente quantificabile. Anche se qualche cifra la potremmo azzardare con una discreta approssimazione. Diverse migliaia di euro. Ognuno può cercare di immaginare la cifra.

Forse, quindi, una delle questioni più delicate è proprio questa: la soddisfazione personale del chiodatore volontario (che, appunto, opera per sua scelta) nel vedere le sue opere così apprezzate e spesso esageratamente frequentate, è sufficiente a ripagarlo della fatica di procurarsi il materiale per la chiodatura, o di rientrare almeno in parte delle spese sostenute personalmente... quando il contributo economico non arriva, o viene a mancare ?

Difficile poter affermare che i conti tornino... Infatti il più delle volte non tornano.

Fa riflettere anche il fatto che mentre agli albori dell'arrampicata sportiva, il chiodatore o il gruppetto di chiodatori agivano per un ristretto club di persone, ormai è evidente che le falesie sono spazi fruiti da migliaia di persone. E i conti, per i chiodatori volontari,  tornano sempre di meno. Eppure la loro spinta interiore è tale che continuano a nascere nuove falesie o allargamenti di siti già esistenti, e si assite contemporaneamente ad una sempre maggiore cura dei dettagli, come le aree alla base delle pareti e le bacheche.

Si può affermare anche che c'è uno sbilanciamento esagerato tra chi beneficia di questo patrimonio di itinerari (in primis gli scalatori, poi le aziende specializzate, negozi ed esercenti di vario genere, editori di pubblicazioni cartacee e web.... A parte sicuramente larioclimb, il cui bilancio lo pone tragicamente nelle aree economicamente depresse), e chi questi itinerari li crea gratuitamente. Ci sono (e ci sono stati) per le falesie lecchesi esempi eccellenti di sostegno economico; ma sono a nostro parere troppo pochi in rapporto a quanto è presente sul nostro territorio verticale.

Quindi, tornando all'obbiettivo di questo post, è sempre più evidente che ogni singolo scalatore deve porsi il problema. Comportandosi degnamente in falesia nel pieno rispetto del lavoro del chiodatore, e poi... mettendo mano al borsellino, se ne ha l'occasione. Questa forma di crowdfunding legata al progetto "un chiodo in testa" è senz'altro una buona idea per permetterci di dare il nostro contributo personale.

Larioclimb (PV e PC).
 
   
10 Ottobre 2021 

 
Pubblichiamo la topos aggiornata della falesia del Ballabiot a Ballabio, dove Marco Nicolodi ci segnala che alcuni gradi sono cambiati, compresi quelli dei tiri ex-NL.
Grazie Marco.
Approfittiamo per ricordare che questa falesia e le altre del Marco: Muro del Butch, Muretto del Giò e, recentissima, La Scala dei sogni, sono completamente autofinanziate.
Chi vuole lasciare un contributo, può rivolgersi al bar Coyote ugly (a Ballabio, usciti dalla galleria, svoltare a sx  dopo la rotonda in direzione Lecco) dove troverete anche la topos della falesia.
 
 
9 Ottobre 2021 

Nuovi Gamma

Ci congratuliamo con Martina Frigerio e Tommaso Garota, che in diverse occasioni hanno collaborato con larioclimb, recentissimamente entrati a far parte del Gruppo Gamma Lecco. Auguri di buone scalate.

Paolo Vitali - Pietro Corti
 
8 Ottobre 2021 

 
Prosegue la ricerca di Saverio De Toffol e Jorge Palacios sulla Grigna Meridionale, dedicandosi in questa occasione al versante meridionale della Cresta Segantini dove hanno aperto una nuova via su una struttura senza nome. Secondo il loro stile, si tratta di una salita alpinistica, cercando una linea che gli consentisse di utilizzare il più possibile protezioni veloci e chiodi tradizionali. Fix solo alle soste. Per una ripetizione attrezzarsi (anche mentalmente) di conseguenza.

Come nota generale, ricordiamo che sulla Grigna sono presenti diversi stili di attrezzatura, e quindi bisogna informarsi di volta in volta per capire se l'itinerario è adatto alle proprie capacità, non solo tecniche. Per tutte le vie bisogna sapersi proteggere con protezioni veloci, ma su diversi itinerari (per esempio quelli DeToffol-Palacios) questa capacità è indispensabile. Inoltre c'è il denominatore comune costituito dal terreno scosceso, spesso infido, dove va posta sempre la massima attenzione, e dal tipo di roccia che richiede una attenta valutazione in loco. Anche quando sembra ottima (e spesso è addirittura fantastica).

Questa volta Saverio e Jorge, oltre a dare il nome alla via, hanno voluto battezzare la struttura da loro salita, un pilastro poco appariscente ma di dimensioni notevoli che propongono di dedicare ad Arturo Andreoletti, uno dei più importanti e interessanti pionieri dell'arrampicata su roccia in Grigna Meridionale e non solo. Andreoletti si è mosso tra le guglie della Grignetta e le grandi pareti della Grigna Settentrionale nel fantastico periodo antecedente la Grande Guerra, quando manovre di corda, calate, chiodi e moschettoni, calzature, erano ancora a dir poco a  livello primitivo. Tanto che moschettoni e chiodi da roccia erano stati da poco introdotti, e non erano ancora di suo comune. Eppure, questi pionieri affrontavano salite di un tale impegno tecnico, che ancora oggi riesce a stupire ed affascinare.

Andreoletti è un personaggio notevolissimo e su di lui è stato scritto molto. Larioclimb si limita a presentare un sinteticissimo profilo, sperando che serva da stimolo per approfondire. Ne vale la pena. 
 
3 Ottobre 2021 

 
BonacinaBloc .... ovvero LARIOBLOC approda alla frazione de La Bonacina di Lecco!
Vedi le foto  -  Relazione


Novità boulder a Lecco! Una piccola area bloc "quasi" urbana vista la sua vicinanza con la città di Lecco. Alle pozze di Bonacina, lungo il torrente Calderone, Mirko Capirossi scova due massi di calcare molto arrotondati dalla forza dell'acqua rendendo le sue forme molto boulderose. I massi sono solo due ma donano diverse linee fisiche divertenti dove passare diverse ore senza distruggere la pelle in una zona ombreggiata, con accesso comodo e veloce, ottimo per i Lecchesi (e non solo) che non hanno tempo di spostarsi in cerca di aree più blasonate. In estate alla ricerca del fresco si può fare un tuffo in acqua ma è frequentabile anche d'inverno vista la sua bassa quota (magari senza tuffi in acqua). Buon divertimento.
Paolo Zorloni & Mirko Capirossi 
 
22 Settembre 2021 

Manutenzione ferrate lecchesi e accesso alle falesie
 
Questa settimana iniziano i lavori di manutenzione straordinaria di tre ferrate lecchesi: Gamma 1 al Pizzo d’Erna e Gamma 2 al Resegone (Gruppo Gamma) e Corna di Medale al San Martino (Gruppo Alpini della Medale). A causa delle operazioni di disgaggio, alcuni sentieri delle aree interessate verranno temporaneamente chiusi. Regolarsi di conseguenza per gli accessi alle falesie o altre strutture di arrampicata presenti in queste zone.
 
 
20 Settembre 2021 

 
A seguito di una visita alle PLACCHETTE DEL SAN MARTINO DI DESTRA, dopo i recenti disgaggi sopra il ciglio della parete e sulla parete stessa, vale la pena segnalare che, a seguito della rimozione di alcune grosse lame in parete, ci vuole un po' di attenzione qua e là per la presenza di qualche detrito.

In dettaglio si segnala inoltre (vedi topos):
  • Itinerario n. 13 FRATELLO SOLE: il passaggio per raggiungere l'ultimo ancoraggio risulta ora un po' "lungo". 
  • Itinerario n. 20 SPIT VERDE MARZIANO: il primo ancoraggio è molto alto, e il passaggio per raggiungerlo difficile e pericoloso ! La difficoltà del tiro inoltre è aumentata, almeno 5c.
  • Itinerario n.21 PLACCA DEL GIGANTE: situazione simile alla precedente. I primi metri risultano malprotetti.
 

 

    
18 Agosto 2021 

UN CHIODO IN TESTA
 
Segnaliamo l'iniziativa di Massimo Colombo, fotografo professionista, Nicola Rota, regista e produttore video, e Simona Pozzoni, montatrice, che intendono realizzare il documentario Un chiodo in testa, la storia di Delfino Formenti, chiodatore da oltre trenta anni nel territorio lecchese, a cui si devono centinaia di tiri di arrampicata sportiva.
“Vogliamo mostrare quanto lavoro c’è per attrezzare una falesia e sensibilizzare gli arrampicatori al rispetto della parete e dell’ambiente”.

La pagina Facebook descrive il progetto.


   
7 Luglio 2021 

Zuccone dei Campelli - Dente dei Camosci

Riportiamo una nota inviataci gentilmente da Lorenzo Sala, relativa allo Zuccone dei Campelli - Dente dei Camosci (Piani di Bobbio - Valsassina):  

Consiglio a chi dovesse ripetere la via Andrea di evitare l'ultimo tiro e di uscire dalla 4 sosta per il canale a sinistra, per raggiungere la ferrata Minonzio, perchè salendo si passa su un lastrone di roccia appoggiato col pericolo che si stacchi.
 

 
 
5 Luglio 2021 



Dopo i danni provocati da ignoti (vedi post sotto del 3 Giugno) alle vie La santa asinità e Panzin sul versante est del "Secondo Magnaghi" in Grignetta, un'altra brutta notizia per questo Torrione.

Marco Siscovich gentilmente ci segnala il crollo di un pilastro alla S1 della via Chiappa-Mozzanica sul versante ovest, di seguito la sua precisa descrizione.



La cengia di S1 non c'è più - Foto Marco Siscovich
Voglio segnalarVi che sabato 3 cm durante la ripetizione della via, è venuto giù il masso incastrato dove c’è la S1, per capirci all'uscita del diedrino si rimontava un pilastro di un paio di metri e poi c’è la sosta con due resinati. Il tiro dopo parte in traverso e bisognava scendere alla base del pilastro, spaccare e guadagnare una presa per salire la placca sovrastante.

Facendo questo movimento il pilastro è partito, per fortuna non mi ha strappato la gamba e sono rimasto appeso al resinato. Quindi adesso l’uscita dal canalino finisce su un terrazzo pieno di terrra, abbiamo pulito e disgagiato i detriti, ma andare a prendere la sosta è piu difficile e bisogna usare appigli marciotti sulla sinistra, il traverso a mio parere diventa più difficile ed ha il passo iniziale di 6a (se si attraversa in asse con il primo resinato) passare da sotto non ho provato, era troppo sporco di terra.
Nel crollo abbiamo perso una scarpetta poi ritrovata, risalito il primo tiro, non abbiamo notato chiodi/fittoni divelti ma è completamente sporca di terra. Credo che sarebbe oppurtuno aggiungere un  resinato oppure un cordone sui due resinati della S1.
 
 
4 Luglio 2021 

LARIOCLIMB - modus operandi
 
Recentemente sono circolati sui Social alcuni commenti, e qualche insulto volgare (il che non dà molto merito agli autori degli stessi!), sulla discrezionalità con cui vengono pubblicate su Larioclimb le topos delle relazioni di nuove vie o falesie.
Cogliamo volentieri l'occasione per ribadire (è già scritto in chiaro nella homepage e sulla Bacheca) a chi non lo sapesse, o fingesse di non sapere, il funzionamento e la modalità di gestione di Larioclimb.
Si tratta di un sito privato, i cui autori (Paolo Vitali e Pietro Corti) operano in piena autonomia decisionale, e si basa sulle informazioni inviate al sito direttamente dai primi salitori di vie o dai chiodatori di falesie. La zona presa in considerazione è prevalentemente quella del lecchese e immediati dintorni, con qualche deroga.
Larioclimb non fa copia/incolla di informazioni e topos prese dal web, pratica purtroppo molto diffusa sia nei siti internet che in altri tipi di raccolte; pubblichiamo quindi quello che riceviamo, se riteniamo affidabile la fonte. Organizzare il materiale per la pubblicazione richiede però del gran lavoro e, dato che quest'ultimo e' no-profit, lo svolgiamo quando possiamo. I tempi sono quindi a nostra completa discrezione.
Spesso rielaboriamo le relazioni per soddisfare i nostri standard, impiegando talvolta decine di ore. A volte però, se riteniamo che le informazioni sono già in un buon formato, le pubblichiamo "as is" (così come ci arrivano), con il proposito di uniformare la grafica successivamente.
Notiamo con piacere che alcuni dei nostri "inserzionisti" utilizzano i software grafici, risparmiandoci il lavoro, ma abbiamo comunque un discreta coda di arretrati.
Nel corso degli anni (quasi venti) si è creato un bel giro di scalatori che hanno utilizzato e utilizzano Larioclimb per veicolare le loro nuove salite o le loro falesie, i nuovi tiri, le manutenzioni, e spesso il rapporto con loro è diventato qualcosa di più che il semplice (semplice per modo di dire) scambio di informazioni. Ringraziamo quindi ancora una volta questi compagni di viaggio.
Per finire, ogni volta che ne abbiamo l'occasione ribadiamo che le topos di larioclimb si possono utilizzare solo per consultazione personale, e che l'eventuale utilizzo per altri scopi deve essere richiesto ed espressamente autorizzato. Facciamo anche notare che Larioclimb (nato nel 2002) non ha nulla a che vedere con altri siti, pagine, o pubblicazioni con un nome simile (sigh!).
Grazie a chi ha collaborato e continua a collaborare, continuate ad inviarci le vostre preziose informazioni, e buone arrampicate!
A chi non ce le invia ..... che si rassereni se non troverà nulla sul sito.
 
   
27 Giugno 2021 

 
Foto e legenda di Daniele Brunelli - Clicca per ingrandirePubblichiamo la topos di una via nuova in Grigna Meridionale, sulla solitaria Guglia Legnano. Un itinerario di Tommaso Garota e Lorenzo Buratti alla ricerca di linee naturali, dove è necessario integrare: in questo caso si tratta di una intreressante fessura. Nota bene: bisogna stare in campana per la presenza di qualche sasso  instabile e zolla erbosa; nonostante la brevià, quindi, si tratta di una salita in ottica alpinistica da affrontare di conseguenza.

L'occasione però è utile per un brevissimo ragionamento di carattere generale. Sembra che in Grignetta le possibilità di aprire vie nuove  (di un certo interesse) si siamo pressochè esaurite. Non è così, come ci hanno dimostrato, solo a titolo di  esempio, le salite di Saverio De Toffol e Jorge Palacios sul Torrione Palma, la Mongolfiera, eccetera. Tuttavia spesso, soprattutto sulle guglie più frequentate, può capitare che una via nuova si avvicini ad altre già esistenti; diventa sempre più attuale quindi l'importanza di agire con giudizio; "Giudizio"che peraltro è molto soggettivo.
 
 
18 Giugno 2021 

 

Giancarlo Mauri
, alpinista, esploratore e fotografo, è un grande conoscitore del Gruppo delle Grigne che ha percorso in lungo e in largo, descrivendone le numerose possibilità escursionistiche nella guida ESCURSIONI NELLE GRIGNE (Tamari Bologna, 1976). Grazie a questa frequentazione pluridecennale ed allo studio delle cartine (ha anche collaborato alla revisione della CARTA DELLE ZONE TURISTICHE D'ITALIA del Touring Club Italiano), intorno al 1974 intuisce la possibilità di collegare diversi itinerari in quota inventando una magnifica "Alta Via", che testa di persona e pubblica come appendice della guida del '76.

Per sua gentile concessione pubblichiamo i link da cui si ha la possibilità di scaricare la documentazione storica relativa all'Alta Via ed alla Guida.
 
Come larioclimb pensiamo così di aggiungere un tassello al racconto delle nostra montagne, racconto di cui le pubblicazioni (guide, articoli e siti web) sono parte integrante.
 
 
3 Giugno 2021 

TORRIONE MAGNAGHI, ATTENZIONE
Riceviamo il comunicato di Eugenio Pesci, Ivano Zanetti e Manuele Panzeri, relativamente ai danni provocati da ignoti (ignoti perchè non hanno ritenuto di rivendicare, magari motivandola, la loro impresa) alle vie La santa asinità e Panzin sul "Secondo Magnaghi" in Grignetta, delle quali se ne sconsiglia vivamente la ripetizione. Commenti e ragionamenti, posto che è difficile ragionare in queste condizioni, seguiranno magari più avanti.

Due itinerari di arrampicata sulla parete est del Secondo Torrione Magnaghi sono stati danneggiati da ignoti nei mesi scorsi, e nelle condizioni attuali non sono pertanto ripetibili.
Si tratta della via La Santa asinità, aperta dal basso da Eugenio Pesci e Ivano Zanetti nel 2018, e della via Panzin  aperta sempre dal basso dalla G.A. Manuele Panzeri con il figlio, sempre nel 2018.
Su quest'ultima è stata distrutta una sosta.Sulla  Santa asinità sono state distrutte due soste, rotti alcuni Fix, asportati  alcuni cordoni su clessidre e rubate diverse piastrine.
Non appena gli itinerari verranno ripristinati e resi accessibili gli apritori delle due vie ne daranno comunicazione.

Eugenio Pesci
Ivano Zanetti
Manuele Panzeri
 
1 Giugno 2021 

Pubblichiamo la nuova via di Saverio De Toffol e Jorge Palacios in Grigna Meridionale. Questa volta sulla parete sud occidentale del Torrione Palma, una delle pareti più vaste della Grignetta, trovando una roccia generalmente assai bella ! Molto  interessante questa ricerca di Saverio e Jorge in Grignetta... senza badare ai pregiudizi del tipo "ormai su quelle guglie è già stato fatto tutto"... E l'hanno già dimostrato alla Mongolfiera, al Cecilia e al Fungo. La via al Palma è una via di stampo alpinistico, di discreto sviluppo (per gli standard grigneschi), in un angolo remoto, e va affrontata di conseguenza. Da rimarcare lo stile di Saverio e Jorge che fanno uso parsimoniosissimo dei fix utilizzandoli alle soste e, raramente (mai sul Palma) - lungo i tiri, impegnandosi a cercare la possibilità di proteggersi con i chiodi tradizionali.
 
3 Maggio 2021 

Passi di danza

Presentiamo la nuova falesia Passi di danza (dal nome della via già presente, salita dal basso da Ivano Zanetti e Tiziano Capitoli) a destra di "Promesse nel sole", nata grazie al lavoro della premiata ditta Alessandro Ronchi & Flavio De Stefani, ai quali si sono aggiunti Pietro Cesana e Dante Riva. Doppiamente grazie sia per il lavoro, anche questa volta particolarmente impegnativo, di pulizia in parete e di gradinamento della base, che per la chiodatura di 14 tiri su bellissima roccia e  generalmente abbordabili, sportivamente parlando, ma per nulla banali.... Un mix ideale.


Tanto ideale che, a lavori ancora in corso, alcuni scalatori non si sono fatti problemi a salire i nuovi tiri in barba ad evidenti nastri di cantiere e relativi cartelli, che avvisavano dei lavori ancora in corso vietando l'accesso. Cartelli e nastri che non erano lì di bellezza, visto che i chiodatori non avevano ancora finito la messa a punto della falesia, compresa la pulizia di fino ed altro. Purtroppo stupisce ancora una volta la maleducazione e la totale indifferenza verso il lavoro altrui.

I chiodatori raccomandano di mantenere il luogo pulito, non accendere fuochi, non uscire dai sentieri di accesso, di rispettare l'attrezzatura in parete ed i gradini alla base. Da parte di larioclimb, suggeriamo di tenere un comportamento rispettoso anche verso gli altri frequentatori della falesia, evitando di segnare le prese (un vizio assurdo che continua ad imbrattare le pareti, nell'assoluta mancanza di rispetto verso chi scala dopo di noi) e di occupare i tiri oltre il tempo strettamente necessario.

Evitare la zona dopo forti piogge (proprio come quelle di questi giorni !!!) o nevicate e in giornate di forte vento, per il pericolo accentuato di scariche di sassi. Va comunque posta sempre attenzione, portando il casco ed evitando di stazionare troppo distanti dalle pareti.

La tops è stata realizzata con la collaborazione di Alessandro Ronchi, Flavio De Stefani, Pietro Cesana e Dante Riva, che ringraziamo anche per le fotografie: una carrellata assai istruttiva dei lavori di chiodatura e pulizia.

 
30 Aprile 2021 

Nido sulla TAVEGGIA in MEDALE

Lo scalatore Jorge Palacios, che ringraziamo, ci segnala che sulla via Taveggia al Medale, poco prima di arrivare alla S5, sul lato dx, c'è un nido su un alberello con tanto di uova. Raccomandiamo la massima attenzione.

 
25 Aprile 2021 


I PICÉTT dopo la puliziaPubblichiamo l'ultima fatica dei giovani Tommaso Garota, Guido Buratti e Francesco Bonacina, che con un duro lavoro hanno ripulito dalla vegetazione la struttura posta appena oltre le Placchette del San  Martino di destra: I PICÉTT.  Si tratta di placche di  ottima roccia molto articolata, che offre itinerari divertenti dalle difficoltà contenute e dai tracciati piuttosto "liberi", nel senso che le linee delle vie proposte sono indicative. La novità infatti è che Tommy & C. hanno lasciato gli itinerari senza ancoraggi fissi (a parte un paio di chiodi), attrezzando però le soste  con fix, catena e moschettone. Ai PICÉTT quindi è necessario sapersi proteggere con dadi e friend, con un approccio decisamente "alpinistico" (nonostante la brevità delle vie), senz'altro utile a prendere dimestichezza con le protezioni veloci. E' quindi una struttura da avvicinare con prudenza nonostante le basse difficoltà.

Con l'occasione, pubblichiamo una mappa delle numerose strutture in questa area del San Martino, in  modo da districarsi in questo piccolo giardino di pietra immerso nei boschi.

     Vedi anche foto prima del lavoro di pulizia.
 
24 Aprile 2021 

FALESIA DEL LEVES TEMPORANEAMENTE CHIUSA

Contiamo sul rispetto della temporanea limitazione da parte di tutti i climber, in modo di permettere ai chiodatori di lavorare senza intoppi, e migliorare ancora la falesia per le prossime stagioni!


 
22 Aprile 2021 

C'ERA UNA VOLTA LA VAL DI MELLO

Oltre 60000 firme non sono bastate. I lavori sulla nuova pista per poter accompagnare i disabili in Val di Mello sono iniziati. A nulla sono valse le rimostranze di migliaia di cittadini, disabili compresi ! Il terreno naturale del fondovalle è stato considerato alla stregua di una barriera architettonica, e quindi va spianato. Sono temi delicatissimi. Quello della disabilità, e della conseguente impossibilità per dei cittadini di accedere a luoghi non serviti da infrastrutture adeguate. E quello della protezione di fragili equilibri in contesti naturali eccezionali, quale quello della Val di Mello. Temi che in questo caso si sono scontrati frontalmente, con prevedibili conseguenze irreparabili per l'ambiente.

La Val di Mello è un solco pianeggiate ad una manciata di chilometri dalla strada carrozzabile della Val Masino, ma nonostante questa pericolosa vicinanza ha resistito per anni all'avanzata dei cavatori di granito ed alle opere di contenimento del torrente. Questa nuova pista comprometterà pesantememte il paesaggio nel suo insieme. Ma quello che cambierà irrimediabilmente sarà l'anima della Valle, che vedrà infranto il suo particolarissimo isolamento.

E' risorta la petizione online, che riproponiamo per stimolare chi non l'avesse ancora fatto ad aderire. Certo, la totale indifferenza di "chi decide" non lascia molto spazio alla voglia di opporsi, eppure vale la pena di provarci ancora. Rimane lo sconcerto e la totale sfiducia verso questo sistema, dove chi dovrebbe essere tenuto e difendere le specificità del territorio ne progetta e ne mette in atto la distruzione.

Paolo Vitali e Pietro Corti  - Larioclimb

  
19 Aprile 2021 

Falesia SPROFONDO: ATTENZIONE!


Andrea Caldarelli ci segnala che alla falesia dello SPROFONDO (Valbrona), il secondo fix sullo strapiombo di MARRABBIO, si e' letteralmente sfilato (vedi foto).
La roccia dello SPROFONDO varia da molto buona a molto delicata, ed  infiltrazioni di acqua col tempo potrebbero aver causato il problema. Non è detto quindi che altri ancoraggi possano trovarsi nella stessa situazione. ATTENZIONE!
  
12 Aprile 2021 

Gli ultimi 6 mesi sono stati complicati per Lariobloc, da un novembre 2020 meteorologicamente perfetto per il bouldering ma passato in lockdown a riaperture e richiusure "colorate" ci hanno impedito di lavorare con costanza alle varie zone blocchi. Nonostante ciò si è riusciti a combinare qualcosa degno di nota, la risistemazione di vari settori a Civatebloc con la pubblicazione di nuove topos ridisegnate completamente e con diverse informazioni aggiornate (vedere settori Lo Stinco, Meteore, Solarium, Condominio). Un numero sempre più consistente di ragazzi che si avvicendano nella frequentazione delle zone stanno dando una mano a far rivivere i massi, a realizzare nuove linee e sembra esserci la buona volontà a proseguire con nuovi lavori di pulizia, sistemazioni dei boschi e tanta tanta pelle da consumare. L'inverno è passato (o sta finendo con qualche ultimo colpo di coda) e l'attenzione ora si sposta più a monte, si ritorna a Ranciobloc. I lavori furono interrotti lo scorso autunno prima per il lockdown e poi per copiose nevicate che hanno sepolto tutti i massi. Ora grazie alle prime frequentazioni da parte di alcuni ragazzi e locals sappiamo che i boschi sono in buone condizioni e sta tornando il tempo di rimettersi al lavoro in zone con massi di dimensioni, qualità e difficoltà ben più alti. I programmi sono quelli di continuare a far rivivere i tre settori già pubblicati pulendo i boschi da rami e alberi caduti, pulire le molte linee dal muschio sia di blocchi già chiusi che di progetti rimasti in attesa. Ma la prima cosa che voglio fare è riprendere contatto con un secret spot rimasto tale da molti (troppi) anni ed è giunto il momento di divulgarlo, disegnare la topos e far in modo che venga frequentata questa oasi “Felice”. Ora speriamo di riuscire a lavorare senza continue interruzioni a stravolgere i piani.

Se volete vedere i lavori, le performaces di ragazzi sempre più in forma, mettervi alla prova sulle linee boulder del granito lariano o anche per venire ad aiutare seguitemi sui canali Instagram e Facebook di Lariobloc.
Paolo Zorloni


  
30 Marzo 2021 

I numeri di Larioclimb

paolo-sonja.net Numbers Feb 2021
In questo periodo in cui tutti "danno i propri numeri" ....
Per auto-gratificarci un po’ (tanto è gratis) e per riconoscenza verso quelli che collaborano col sito.
  • Tra il 19 e 20 febbraio 2021 abbiamo avuto un picco di 3.429 pagine viste e 1.804 visite al giorno per il sito paolo-sonja.net  (dove in periodo invernale la fa da padrone la sezione Larioski, con lo sci alpinismo).
  • Di questi accessi, quasi la meta' sono ormai per larioclimb, anche lui cresciuto a manetta ! Sempre il 20 Febbraio, larioclimb ha avuto 1.777 pagine viste, con 1.215 visite! 
  • Ad oggi Larioclimb ha superato i 3,2 milioni di pagine viste, paolo-sonja.net è sulla soglia dei 7 milioni.
Si tratta di numeri “per difetto”, che non tengono conto degli accessi né ai pdf nè alle foto.
  • Su larioclimb sono presenti le topos di 68 falesie, per un totale di 2381 tiri di corda.
  • Inoltre le topos di piu' di 60 pareti, ognuna con innumerevoli vie multipich.
  • Una dozzina di settori blocchi, in espansione!
  • Per la stagione invernale c’è Larioski, con 84 relazioni che coprono tutto il territorio lariano.
La Bacheca Virtuale, da ormai 20 anni, registra (per quanto possiamo) le novità del territorio e, cosa che ci sta particolarmente a cuore, cerca di diffondere qualche “buona pratica” per la civile convivenza in falesia. Una goccia nel mare… Ma meglio di niente.

Last but not least, e anche questo rappresenta per noi un argomento molto qualificante per larioclimb, la Mappa interattiva, sia per le falesie che lo sci.
E ancora, una innovazione degli ultimi mesi, l'ottimizzazione di molte topos per l'accesso via Smartphone.

Da non dimenticare i numerosi resoconti di spedizioni alpinistiche (Patagonia, Himalaya, Karakorum, Groenlandia, Pamir), viaggi in Moutain-bike e scialp "all over the world", e relazioni scialp in Alta Valtellina, Svizzera, Hautes Alpes e Pirenei.

Il tutto a costo zero, ma ricordate sempre, per uso personale!


Larioclimb Numbers Feb 2021

    
27 Marzo 2021 

Giuseppe Vaghi ci inoltra l'Ordinanza del Comune di Erba relativa alla

Il divieto di scalata riguarda la zona tra la Grotta del Buco del Piombo e la cascata della Valle del Caino, dal 25 marzo al 15 giugno 2021.
         
                     

                                                                                                                                                        
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