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ARCHIVIO BACHECA
 


  
21 Marzo 2018. 
Buco del Piombo e Falco Pellegrino
 
Giuseppe Vaghi ci informa che per questa stagione riproduttiva (2018) la coppia di falco pellegrino ha nidificato in una sezione di parete del Buco del Piombo dove non sono presenti vie di scalata (bontà loro... aggiungiamo noi); per cui non verrà richiesta, da parte della vigilanza venatoria provinciale, alcuna norma restrittiva in ordine all’arrampicata presso il Comune di Erba (gestore della Riserva). Approfittiamo per rinnovare l'invito agli scalatori delle falesie nella Riserva Naturale "Valle Bova" a mantenere comportamentei consoni, validi per qualunque situazione, ma a maggior ragione in una Riserva Naturale: non lasciare rifiuti (magari cercare di portar via anche quelli degli altri), non accendere fuochi, evitare schiamazzi e rumori inutili per non distrubare la fauna. Non ultimo: attenzione a parcheggiare nei luoghi predisposti per non causare disagi ai residenti ed ai proprietari dei fondi.
Ringraziando tutti per la sensibilità ed auguriamo buone scalate.

   
18 Marzo 2018. 
Degrado a Pradello
 
Alessandro Ronchi ci segnala (il fatto è già noto) che ultimamente ha trovato al parcheggio di Pradello, da cui si parte per il sentiero dei Tecett e la falesia,  una situazione di estremo degrado, con immondizia sparsa dappertutto. Ora il pattume è stato ripulito, ma il problema rimane. Grande è la delusione di Alessandro e di qualsiasi persona con un minimo di senso civico. C'è chi pensa di usare parcheggi o piazzole varie (vedi quelle della vicina SS36, dove sono arrivati a dover mettere le telecamere) come discariche private... Una prassi comune  segnale di ignoranza e inciviltà....
A questa amara considerazione si aggiunge purtroppo la segnalazione di una azione ai danni dei lavori di manutenzione, sempre in quella zona, a favore di tutti gli scalatori... E' noto che Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani stanno trafficando alla falesia di Pradello Classica, per sistemare le piazzole alla base e per effettuare lavori in parete. Oggi Alessandro ha notato che due delle tre corde fisse "di servizio" al settore FOBIA, sono sparite... Il gesto è davvero incomprensibile....
Tra fuochi, monnezza e strane "sottrazioni", larioclimb persevera (ormai da anni) nel dare spazio a queste segnalazioni, nel tentativo di sensibilizzare verso il rispetto verso il territorio ed i lavori altrui.

 
  
13 Marzo 2018. 
Foto by Tommaso GarotaUn piccolo tributo a Tommaso, che recentemente ha contribuito notevolmente con i lavori in parete e le relazioni su Larioclimb, all'arrampicata nel territorio, per il bel riconoscimento in campo fotografico ricevuto con il premio alla miglior foto del mese di Febbraio di MyOLYMPUS Europe.
Il contesto è quello della Grignetta, e nello specifico la cresta Cermenati all'altezza dell'uscita del canale Caimi.
Bravo Bagai Tumas!

What I like about this picture is that it was not taken on one of the highest and most isolated mountains of this earth but we still have the impression that the person looks down at the whole world" says juror and Olympus Visionary Reto Tiri about this amazing picture by MyOlympus user Tumas. It is the winning picture of our February Picture of the Month Contest - Congratulations!

Tommaso Garota | OM-D E-M10 Mark II | M.Zuiko Digital 14–42mm F3.5-5.6 II R | 1/1250 s | ISO 200

  
6 Marzo 2018.
 

Il masso prima del disgaggio
Oggi lo zio Delfino (Formenti) si è recato alle Placchette del San Martino di destra e, dopo una breve ma accurata visita specialistica, ha estratto il dentone sul tiro Spit Verde Marziano.

Approfittiamo per ribadire la nota generale valida per i settori classici PLACCHETTE DI DESTRA E DI SINISTRA, riattrezzati a resinati nel 2002-2003 dove, vista la distanza tra le protezioni, è consigliabile dotarsi di una piccola
Dopo il disgaggioscelta di protezioni veloci.

Altro discorso sulle vie "semi-trad" presenti in quest'area, di recente  riscoperta/apertura/pulitura da parte di Tommaso Garota, Ivo Ferrari & C., dove la dotazione di protezioni veloci è indispensabile, tratttandosi di vie solo parzialmente attrezzate.
 
  
6 Marzo 2018. 
FUOCHI IN FALESIA
 
Alessandro Ronchi avvisa che sabato 24 febbraio ha trovato i resti di un fuoco sotto al settore Grottone di Pradello, tra le  vie Terapia Intensiva e Mente Locale.
Ieri il sottoscritto (Pietro Corti) è incappato in un altro fuocherello con tanto di simpatico barbeque alle Placchette del San Martino.
Episodi magari di poco conto, tuttavia potenziamente molto pericolosi. Basta un nulla per generare un innesco con l'erba e la legna secca abbondantemente presenti sul terreno. 

Confidando nella sensibilità degli scalatori, ricordiamoci comunque che è vietato accendere fuochi all'aperto.

 
4 Marzo 2018. 

Falesie di Lecco, turismo e arrampicata.
I nove siti riqualificati da Regione Lombardia nel 2017


Pubblichiamo il Quaderno delle falesie realizzato da Regione Lombardia,  in occasione della recente manutenzione straordinaria di alcune falesie lecchesi, nell'ambito dell'Accordo di Programma per la valorizzazione del sistema delle falesie lecchesi promosso da Regione Lombardia - Assessorato allo Sport ed alle Politiche Giovanili, e realizzato da Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d'Esino e Riviera, con la partecipazione del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, del Comune di Lecco, della Provincia di Lecco e della Camera di Commercio di Lecco.

Il tema del libretto, Falesie di Lecco, turismo e arrampicata. I nove siti riqualificati da Regione Lombardia nel 2017 intende riassumere le motivazioni del progetto e presentare le aree di arrampicata oggetto di intervento.


E' uno strumento puramente informativo, che non ha la pretesa (non è stato realizzato a questo scopo) di entrare in dettagli tecnici con le relazioni degli itinerari. Per questo ci sono guide cartacee e siti (modestamente, a questo proposito,  larioclimb fa la sua parte da quasi 20 anni).

Altre informazioni su Montagna da vivere del sito web di Regione Lombardia


 
1 Marzo 2018. 
 

PLACCHETTE DEL SAN MARTINO

Riceviamo da Fabrizio e Francesco, che ringraziamo, la segnalazione di un masso mobile alle PLACCHETTE DI DESTRA, zona della via SPIT VERDE MARZIANO.

PRESTARE MASSIMA ATTENZIONE.

 
 

12 Febbraio 2018. 
 Pubblichiamo volentieri una considerazione di Delfino Formenti sulla serata “Lavori di manutenzione delle falesie lecchesi “ (svolti nell’ambito dell’Accordo di Programma per la realizzazione del Progetto di valorizzazione del Sistema delle Falesie lecchesi, promosso da Regione Lombardia assessorato Sport e Politiche per i giovani), che si è da poco svolta nella sede U.O.E.I. Lecco. Ci uniamo senz'altro alle sue riflessioni, soprattutto in merito alla necessità che i frequentatori delle falesie adottino un comportamento rispettoso dell'ambiente naturale (fuochi, sporcizia, rumori inutili) e degli altri frequentatori delle falesie.

Ringraziamo l'U.O.E.I. per la sensibilità dimostrata (non è la prima volta) ed i relatori, tra cui Fabrizio Pina Presidente del Collegio Guide Alpine Lombardia, Renato Corti, Progettista e Direzione Lavori per la Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino, Pietro Buzzoni, i mitici Delfino Formenti e Alessandro Ronchi, le due macchine da guerra che così tanto hanno fatto (e fanno !!!) per l'arrampicata lecchese, e il Presidente del C.A.I. Vimercate, associazione che da sempre sostiene l'attività di chiodatura dell'Alessandro, a beneficio delle falesie lecchesi.

Come ha detto il Presidente U.O.E.I. Lecco Andry Dell'Oro, è importante e utile confrontarsi sulle diverse iniziative che animano il mondo dell'arrampicata.

Pietro Corti e Paolo Vitali.


Considerazioni sulla serata “Lavori di manutenzione delle falesie lecchesi “,
svolti nell’ambito dell’Accordo di Programma per la realizzazione del Progetto di valorizzazione del Sistema delle Falesie lecchesi

Venerdì 9 febbraio presso la sede UOEI di Lecco si è tenuto l’incontro sulla manutenzione di alcune falesie del lecchese e della Valsassina. Mi sarei aspettato di vedere molta più gente visto che l’arrampicata a Lecco è uno sport con molta storia alle spalle ed è praticata da numerose persone.


Avrei voluto vedere i responsabili dei vari CAI del circondario e magari i loro iscritti visto che quest’ultimi sono frequentatori abituali delle falesie. Avrebbero potuto porre quelle domande cha abitualmente mi fanno quando mi incontrano del tipo “Qual è stato il criterio di scelta delle falesie? Chi ha svolto il lavoro? Che metodo hanno usato per la richiodatura? Ecc.”. Non ho visto i responsabili del soccorso alpino che invece incontro in falesia. Soprattutto non ho visto tutti i climbers che ormai quotidianamente usufruiscono delle pareti attrezzate e con cui sarebbe stato utile avere un confronto.


Mi ha fatto molto piacere vedere il presidente del CAI di Vimercate, nella persona di Paolo Villa, che ha creduto in Alessandro Ronchi e sostenuto i suoi progetti.


Nel mio intervento, ho giudicato positivamente il progetto, perché c’è stato chi si è preso cura di alcune delle nostre falesie, mie e dell’Alessandro, preservandole dal deterioramento.


Ne ho approfittato anche per criticare il comportamento incivile di una parte della nuova generazione di arrampicatori che non dimostrano alcun rispetto per il luogo, per l’ambiente e per il faticoso lavoro svolto per attrezzare le pareti. Questo è un argomento che mi sta molto a cuore e mi spiace vedere che si stanno perdendo dei valori che sono la base per un sano futuro.


Ringrazio l’UOEI che da dimostrato la sua sensibilità sull’argomento discusso in sede.

Delfino Formenti

 


2 Febbraio 2018.


  ALPSTATION - Promozioni da Lunedi' 29 Gennaio

 

14 Gennaio 2018. 
5 gennaio 2018, Martina Frigerio, giovane scalatrice lecchese, forte e motivata (e molto "solare", il che non guasta) dopo aver preso le misure sul Muro di Cristallo del Tiziano Capitoli al Sasso di Introbio, ripete uno dei tiri di riferimento per l'arrampicata in placca in quel di Lecco. Il Magico Ciuffetto al Sasso di Introbio, 7c+.
Riferimento in placca vuol dire: specchio verticale praticamente liscio, con una sequenza di equilibri e spalmate su appigli e appoggi microspici e sfuggenti. Un test severo per un'arrampicata aleatoria molto distante dagli standard attuali. E decisamente non per tutti.

Il Magico Ciuffetto - Martina FrigerioMarco Ballerini è il pioniere dell'arrampicata sportiva nel lecchese (e uno dei pionieri italiani). Fortissimo alpinista, molto sensibile alle spinte innovative, ad un certo punto sente che qualcosa stava cambiando.... Viaggi in Yosemite, Verdon, Finale e negli altri santuari della nascente arrampicata sportiva, dai quali torna convinto che anche a Lecco serve un terreno nuovo per spingere sulla difficoltà pura.
Sulle pareti di fondovalle intorno alla città, tra le fessure e i diedri delle vie classiche, vede magnifiche lavagne compatte che aspettano solo che qualcuno vi scriva sopra una storia nuova.
Ci prova al Sasso di Introbio, nel 1980-1981. Calandosi dalla prima sosta della Via Francesca del Don Agostino Butturini e dei sui giovanissimi "Condor", chioda con il perforatore a mano, e poi sale, Oltre il Tramonto, il primo tiro di arrampicata sportiva nel lecchese. 6b+. Pochi ancoraggi (MOLTO pochi) e movimenti inusuali, per l'epoca: sditate e allunghi su piccole tacche e lamette, con le "scarpette" spalmate su esili rughe.
Il Don osserva il "suo" Sasso.... dove era sempre stato fedele allo stile di creare una via nuova salendo dal basso, cercando tra le pieghe della roccia le fessure e i buchi dove inserire gli ancoraggi.  Ma non ci mette molto a capire: quello era  un gioco diverso; diversi i giocatori e diverse le regole. In quegli anni non era da tutti arrivarci al volo !
Il Ballera trova poi altri terreni (il Nibbio, il lago), e arrivano altri scalatori (Lele Dinoia, Beppe e Giak Dallona, Carlo Besana, il Ciusse Bonfanti, Virgilio Plumari etc etc .... e poi i chiodatori delle grandi falesie lecchesi, Alessandro Ronchi e Delfino Formenti.... Sono i primissimi anni di arrampicata sportiva a Lecco.
Nel 1984 il Ballera chioda un muro disperatamente liscio alcuni metri a sinistra di Oltre il Tramonto. Poi nell'85 chioda e sale la splendida Dormi Martina (dedicata ad una bimba che preferiva stare sveglia di notte ...). Già in quell'anno, o più probabilmente nel 1986, torna al progetto già attrezzato dove riesce a concatenare le sequenze aleatorie (oltre che protette in modo piuttosto "arioso") del Magico Ciuffetto.
Non è facile dare il grado ad un tiro del genere, anche per il particolare tipo di arrampicata (comunque, difficilissimo). Il Ballera però in quel periodo sale anche Ha-tu-per-tu, la famosa marca di .... Ops; la famosa via in Antimedale (chiodata dalla Banda Dallona e liberata da Andrea Gallo nel 1985), suo primo 8a e seconda o terza salita del temutissimo tiro, oltre a Miss Lily e Apache in Cornalba, facendosi l'occhio sul livello 8. Così, per Magico Ciuffetto stabilisce 7c+
Che vuol dire ben poco per un bastone di quel genere !

L'altro giorno Martina ha incontrato la storia dell'arrampicata sportiva lecchese.... La ragazza non è nuova a "prime femminili" di livello, e va giustamente fiera delle sue performances... Il suo approccio all'arrampicata, inoltre, è davvero positivo: entusiasmo, allegria, ma anche grande rigore. Alè Martina !
 
 
  
10 Dicembre 2017. 
Rocca di BaiedoDopo il recente intervento di manutenzione straordinaria ( Progetto di valorizzazione del Sistema delle falesie lecchesi, a cura di Regione Lombardia, eseguito dalla Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e dalla Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera) iniziamo a segnalare questo settore della Rocca di Baiedo, non molto frequentato. Roccia perlopiu' ottima, arrampicate tecniche e divertenti con passaggi non banali, e vie di 3 o 4 tiri che richiedono dimestichezza con le manovre di corda e le calate. Con calma seguirà la topos completa. Intanto ringraziamo Pietro Buzzoni per la collaborazione.

La Rocca ï¿œ stata terreno di caccia per il Gruppo Condor Lecco del Don Agostino Butturini, che nel 1974 propose ad una banda di monelli di 11/12 anni di iniziare ad arrampicare... Nel 1978 apre la prima via alla Rocca, la "Solitudine". In realtà, quel giorno il gruppo era numeroso e rumoroso, ma piuttosto distratto, tanto che il povero Don si ritrovo' tutto d'un tratto in bilico su piccole rugosità, mentre la squadra ammassata un bel po' di metri sotto in sosta (quanti ragazzini riuscivano a comprimersi in un terrazzino ?), nascosta alla vista da cespugli e alberelli, faceva di tutto meno che stare all'occhio.... Da li' il grande senso di solitudine.
"Il Don" scalava bene, aveva ripetuto praticamente tutte le classiche della Grigna e della Medale, con qualche bella puntata nel Masino (e poi in Val di Mello, dopo aver comprato le Super Gratton) e in Dolomiti, sempre da primo. Tra le altre, la Steger al Catinaccio e la Cassin alla Cima Ovest di Lavaredo, quest'ultima con due ragazzi appena diciottenni. Ma la sua vera aspirazione era l'esplorazione di terreni nuovi, possibilmente a poca distanza dall'auto... Quindi aveva messo gli occhi, e subito dopo mani e piedi, sulle strutture ancora vergini, a parte un paio di linee incomplete sul Sasso di Introbio, intorno al Ponte di Chiuso.
Momenti indimenticabili (per me, ma senz'altro per tutti noi) sulle rocce del Sasso di Introbio, Pala Condor, Pilastrini, Placca Condor e Rocca, con quattro o cinque puntate al soprastante Angelone per aprire le prime vie, lottando come vichinghi tra fitti boschetti di noccioli e carpini, e splendide placche bianche. Tante vie, tanti volti ..... l'Antonio Peccati Briciola, il Sergio Piazza, il Silvio Micio Amici, il Giuseppe Ciusse Bonfanti, il Sergio Ciske Bonfanti, il Marco Mela Corti, il Giovanni Dell'Era, il Paolo Pol Galli, il Danilo Pernici, quello della "striscia Dan" alla Placca Condor (e mio compagno in apertura sulla Via del Tuono alla Rocca... 30 anni in due, e mezza giornata per il secondo tiro salito a comando alternato: cioè 3 metri per uno). E tanti altri.
 
 
26 Novembre 2017. 

Riceviamo da Tommaso Garota un aggiornamento sulle Placchette del San Martino, dove ha pulito e (parzialmente) attrezzato altre brevi vie stile "semi-trad". Le poche protezioni in loco vanno integrate con dadi, friend e fettucce-cordini. Questi itinerari non vanno quindi sottovalutati, nonostante le difficoltà contenute.
Un grazie a Tommaso per l'impegno e la gran voglia di darsi da fare. Avanti così."
 
21 Novembre 2017. 
Tommaso Garota ci comunica di avere pulito e segnato un vecchio sentiero, già esistente, che collegava le Placchette del San Martino di destra con la parete dell'Antimedale. Lo riportiamo come "notizia di servizio":
Dal limite destro delle Placchette di Destra del San Martino, si seguono i bolli rossi arrivando al "Settore Trad"; poi, continuando lungo il sentiero (sempre segnato con i bolli rossi), si giunge proprio di fronte all'inizio della" Via degli Istruttori" in Antimedale. In senso contrario, 5 m prima degli "Istruttori" si segue la traccia a sinistra. Inizialmente sul ghiaione, poi nel bosco, fino alle "Placchette di Destra". In entrambi i sensi: 5/10 min
 
 
12 Novembre 2017. 

Marco Nicolodi
ci comunica la notizia del completamento, da parte sua e di alcuni amici tra cui Alberto Tagliabue, della
riqualificazione alla falesia dell’Occhiolo presso Onno. Marco ha impiegato un paio d'anni per portare a termine l'opera, senza alcuna "sponsorizzazione". Nel dettaglio i lavori eseguiti:

  • Attrezzatura di 4 tiri nuovi più una variante (A’ TRAVERSE LES POISSONS, CROQUIS COTES/variante, NONO COMANDAMENTO, IN PUGNO LA VITA, CAIANI RAGLIATORI).
  • Sostituzione di tutte le catene di calata con aggiunta di moschettone a ghiera con barretta anti-scippo. Prima c’erano moschettoni normali e maglie rapide da brivido.
  • Richiodatura con fix inox 10mm di 2 tiri anticamente chiodati a spit (WEEKEND POST-MODERNO e IL ETAIT UNE FOIS).
  • Sistemazione della base falesia tramite terrazzamenti; é stato un lavoro lungo e faticoso ma necessario in quanto la base é parecchio scoscesa e risultava molto scomodo fare sicura.
Marco propone inoltre l'aggiustamento di alcuni gradi, non solo per sua iniziativa ma sentendo i pareri di diversi arrampicatori. Come sempre si attendono verifiche.

 
4 Novembre 2017. 

Una precisa ed interessante ricostruzione storica della falesia di Pradello ad opera di Pietro Corti, e la relazione dei recenti lavori di manutenzione della base e dei sentieri realizzati da Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani, con l'aiuto
dei giovani Andrea Ronchi e Giulio Mayinga.

 
1 Novembre 2017. 
Brutte abitudini in falesia
Umberto Carrera, da anni profondo conoscitore delle falesie lecchesi, avendo partecipato tra l'altro alla prima chiodatura di alcune di esse, ci segnala una situazione riscontrata nella falesia di Versasio - Settori Avalon (che ha visto il recente intervento di manutenzione straordinaria, all'interno del Progetto Falesie Lecchesi di Regione Lombardia) e Silverado, quest'ultimo riattrezzato invece tempo fa da Delfino Formenti, a livello di volontariato, come suo solito. Molti itinerari hanno prese ed appoggi metodicamente segnati in maniera decisamente eccessiva. Oltre al pessimo impatto visivo, rappresentano un notevole fastidio per chi vuole salire senza essere costretto a progredire meccanicamente da una presa segnata ad un'altra segnata. Se chi scala ritiene utile, per uso e consumo personale, marcare sistematicamente appigli e appoggi, sarebbe opportuno (oltre che rappresentare un segnale carino nei confronti degli altri frequentatori della falesia) che al termine della seduta rimuova le proprie tracce in parete. E' una questione che non riguarda ovviamente solo la (bellissima) falesia di Versasio, e nemmeno gli itinerari di una certa difficolà, visto che spesso si vedono piste di magnesio che marcano zanche gigantesche.

 
 
27 Ottobre 2017. 
Riceviamo da Gianni Ronchi (autore o co-autore di diverse falesie: Il Pungitopo, Promesse nel Sole, gli ultimi settori di Galbiate, tra cui l'Oasi) gli aggiornamenti della FALESIA DEL BUTCH al Monte Magnodeno. Il luogo è bello e isolato, e richiede un approccio da scalatore - escursionista... Pigroni, astenersi ! I due chiodatori (Gianni e l'infaticabile Flavio De Stefani) sono stati aiutati per i terrazzamenti alla base dagli amici di Bellusco, una bella squadra di volonterosi. Anche Matteo, gestore del Ristoro Camposecco, ha voluto contribuire concretamente per i materiali. Non sono molti (per usare un eufemismo) ad essere disposti a metterci del proprio, a vario titolo, a favore dell'arrampicata. A tutti costoro quindi, va un grande ringraziamento.

 
 
10 Ottobre 2017. 

Riceviamo da Tommaso Garota le informazioni e le foto di due brevi itinerari nell'area delle Placchette del San Martino. Gran lavoro di pulizia della roccia e degli accessi da parte di Tommaso, Guido Buratti, Ivo Ferrari ed altri amici .... Nota bene: non si tratta di itinerari di falesia, quindi, nonostante le difficoltà contenute, si raccomanda attenzione nel gestire l'eventualià di dover integrare le (poche) protezioni esistenti. Ringraziamo Tommaso, giovane scalatore entusiasta: di "roba" da chiodare, pulire, recuperare, ce n'è in giro ancora un bel po'... Buon lavoro !!


Di seguito le impressioni direttamente dalla tastiera di Tommy

VIA DE SFROOS
A destra delle placchette di destra del San Martino, un giorno sono andato a vedere questo sperone di roccia  che vedevo da casa... ed è saltato fuori che era una vecchia falesia "trad" (anche se qualche chiodo c'è).  Allora ho pensato di ripulirla; la linea piu bella, ovviamente. De Sfroos è l'unione di due tiri che quando si frequentava erano separati ... e siccome cè una cengia bella grande tra i primi 15 metri e i restanti 20,  l'ho spezzata in due tiri.  Ho provato a rintracciare gli apritori ma non ho trovato nulla, quindi gli ho dato un nome per comodità. Per quanto riguarda la chiodatura, ho deciso di rispettare chi era passato prima di me ed ho deciso di non forare la roccia. Ho lasciato un chiodo a metà del primo tiro e due chiodi  sul passaggio iniziale del secondo. Il resto è tutto da proteggere con friend medio piccoli; le soste sono anche quelle su chodi e clessidre da "scovare" con il fil di ferro...
Il sentiero di accesso ora è un'autostrada( grazie anche a degli amici che mi hanno aiutato) per invogliare la gente... anche se non andranno in molti, proprio perché è trad.
Il posto merita  e pulendo ancora escono ancora due o tre viette; la roccia è carta vetrata e poi ora si può fare una bella giornata completa al San Martino ripetendo le due vie di Ivo e poi De Sfroos! Non ho scoperto l'acqua calda, ma tutti hanno iniziato così,  no ? Forse però pulivano di meno .......

MARCELINO PANE E VINO
Qui la storia è stata diversa. Un giorno Ivo, mentre stava ripulendo il primo tiro di Tutto Di Traverso dalla vegetazione estiva, ha notato questa bellissima placca, e figuriamoci se non gli è salita l'acquolina in bocca. Roccia vergine, mai toccata ! Subito va a cercare in alto un albero su cui calarsi essendo da solo, quindi si cala e vede che la placca ha un potenziale. La sera mi scrive se sono della partita, e io non mi tiro indietro ! il giorno dopo saliamo veloci nel tardo pomeriggio e risaliamo la fissa con le jumar. Ivo davanti picchia chiodi, lega cordoni su clessidre e trapana solo dove serve. Io dietro ripulisco. Il primo tiro era una giungla, ora sembra che sia sempre stato frequentato .... il secondo tiro è un viaggio tra placche e lame ! bellissimo!  La roccia è altrettanto bella ed ha un bellissimo grip;  la chiodatura è classica e non va sottovalutata ! Nel primo tiro bisogna verificare la roccia prima di tirare.... ma del resto fa parte del gioco!

Tommaso. Ciao a tutti.


        
                                                                                                                                                                                           
                  
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