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ARCHIVIO BACHECA
Pillole di Storia: Una piccola collezione di pagine da non perdere 
 Bacheca Virtuale 2022
Una bacheca per le novità della vita verticale nel circondario lecchese:
nuove falesie, nuove vie, tiri liberati, aggiornamenti alle topos, manifestazioni, pubblicazioni etc...


Accedete gratis alle topos di LARIOCLIMB dal vostro SMARTPHONE tramite la Mappa interattiva

 
Si ricorda che le relazioni sono a disposizione di tutti per utilizzo personale, ma non possono essere copiate (a livello di testi, disegni, fotografie) su altri siti web, nè in pubblicazioni cartacee, a meno di un espresso consenso da parte di larioclimb.
NOTA BENE: Larioclimb (attivo dal 2002) non ha nulla a che fare con pagine facebook o pubblicazioni dal nome molto simile, ma nate molto tempo dopo.
 
23 Novembre 2022 

 

Ormai non è più la stagione, ma pubblichiamo ugualmente l'aggiornamento dei Pilastri della Cresta Segantini in Grigna Meridionale, dove Saverio De Toffol e Jorge Lionel Palacios hanno aperto tre interessanti salite di stampo alpinistico, trovando linee di ampio respiro del tutto insolite per la Grignetta. Grazie ancora a Saverio e Jorge per il prezioso materiale e per la loro ricerca.
Altro fatto degno di nota, i primi salitori hanno voluto dedicare i due pilastri ad altrettante figure fondamentali per la storia dell'alpinismo e dell'arrampicata nelle Grigne: Arturo Andreoletti e Mary Varale.

Come larioclimb abbiamo quindi contribuito confezionando delle "pillole" storiche per dare un assaggio di questi due personaggi, magari meno noti rispetto, solo a titolo di esempio, ai mostri sacri Cassin e Ferrari, ma ugualmente di grandissimo interesse.

Arturo Andreoletti è stato protagonista di imprese pionieristiche di assoluto rilievo, nel momento di passaggio in Grigna dall'alpinismo classico duro e puro, lungo le fessure ed i camini delle guglie con pochi o nulli mezzi di protezione (l'altra volta abbiamo parlato di Carugati e Fanny Guzzi, o dei fratelli Porro), all'introduzione dell'uso del chiodo e del moschettone da parte di Fasana e Dones, a ridosso della Grande Guerra.

Mary Varale, invece.... Beh... Che ammirazione per la sua determinazione a coltivare l'arrampicata, ad altissimo livello, in un mondo totalmente maschile! Senza sottomettersi a pregiudizi e miserie assorite. E poi c'è la sua amicizia con gli scalatori lecchesi dell'era Cassin-Boga, che la grande Mary accompagna nell'olimpo dell'alpinismo italiano e mondiale.
  
21 Ottobre 2022 

 
Nella caldissima estate 2022, Giovanni Chiaffarelli e Federico Montagna hanno aperto una via nuova sulla parete sud ovest della Piramide Casati. La via è attrezzata a fix (a parte qualche chiodo) ma rimane un itinerario dalle caratteristiche alpinistiche; pubblichiamo la relazione basandoci sulle informazioni di Giovanni, che ringraziamo.
Da parte di Larioclimb,  abbiamo approfittato per raccontare a grandi linee la storia della Casati attraverso le vie aperte sulle sue pareti, ognuna espressione di epoche e stili diversi. Larioclimb cerca sempre (per quanto possibile) di aggiungere qualcosa alle relazioni tecniche: consideriamo infatti un servizio aggiuntivo quello di fornire ai nostri lettori qualche approfondimento; anche perchè, a nostro avviso, certe storie vale proprio la pena conoscerle .
La Grignetta è una fonte continua di novità di arrampicata, e nelle ultimissime stagioni alcune cordate in particolare, Giovanni Chiaffarelli - Federico Montagana (più gli altri della banda), Saverio De Toffol - Jorge Palacios, e poi l'Ivano Zanetti, stanno portando avanti una notevole ricerca di nuove possibilità. Sempre salendo dal basso, ed utilizzando un mix (variabile a seconda delle possibilità offerte dalla roccia) di chiodi, fix e protezioni veloci. Nonostante questi elementi di similitudine, tuttavia, lo stile è diverso a seconda delle cordate, e questo a nostro parere costituisce un ulteriore elemento di arricchimento per la storia dell'arrampicata in Grigna. Nota bene: ci sono ancora novità, moltomolto interessanti...
   
 
25 Settembre 2022 

 
Pubblichiamo il Muro del Butch con i settori vicini (il Muretto del Giò e la Scala dei sogni), il gruppo di falesie chiodato da Marco Nicolodi a Ballabio. Marco è anche l'autore della ormai molto nota falesia del Ballabiot e di altre due falesie più recenti, il Bio Muro, anche quest'ultimo a Ballabio, e il Ceppo Virale sopra Valmadrera (a breve, "tempo permettendo", pubblicheremo anche quelle). Molto bella l'idea di dedicare i tre settori ai fratelli Marco Anghileri, detto Butch, e Giorgio Anghileri, detto Giò, due alpinisti e scalatori lecchesi in assoluto tra i più rappresentativi del nostro territorio. Fortissimi e molto amati, sono scomparsi prematuramente lasciando un ricordo profondo. Da notare in particolare il nome attribuito al settore La scala dei sogni, che è il titolo dell'audiovisivo di un giovanissimo Butch. Le sue motivazioni, i sui sogni, appunto, e la sua "coscienza della conoscenza" uscivano da ognuna di quelle diapositive.

Con la pubblicazioni di queste falesie intendiamo portare un ulteriore contributo alla conoscenza del territorio verticale lecchese, ed offrire un servizio (gratuito; da 22 anni a questa parte) agli scalatori. Un servizio agli scalatori, dicevamo, ma non agli autori di altre pubblicazioni, queste ultime a pagamento, o siti... Nel frattempo cogliamo ancora l'occasione per ribadire il totale squilibrio tra l'opera dei chiodatori volontari, la frequentazione delle loro falesie (in crescita esponenziale) e l'assenza di sostegno da parte del Territorio: un'equazione con un saldo pari a zero! Marco cerca di ricavare qualche risorsa da una raccolta fondi presso il bar Coyote Ugly (che va ringraziato per la sua disponibilità) a Ballabio, sulla via Provinciale.

Come sempre raccomandiamo una frequentazione consapevole e rispettosa dell'ambiente e della proprietà dei terreni. No casino (comprese radioline accese, droni spaccamaroni, incitazioni a squarciagola, come se gli altri non esistessero), no fuochi, no pattumiera - anche "biologica" - e rispetto per gli altri frequentatori: pulire le prese ed evitare l'odiosa pratica di "montare i tiri", cioè occuparli per ore. Sono sempre predicozze stucchevoli, queste, ma finchè in falesia si vedono certi comportamenti, putroppo a nostro parere bisogna continuare a battere il chiodo per arrivare ad una frequentazione serena per tutti.
   
 
29 Agosto 2022 

 
Una piccola collezione di pagine da non perdere

Larioclimb nasce come raccolta di relazioni di itinerari di arrampicata, vie o falesie, inizialmente alimentata da Paolo  Vitali & Pietro Corti, ma nel corso degli anni anche da altri scalatori che ci mandano la loro documentazione.
Talvolta, però, le storie legate a certi luoghi sono troppo belle per non divulgarle... e quindi le divulghiamo, riferendoci a documenti e testimonianze originali. Quando si tratta di scavare un po' nel passato (non arriviamo alle Guerre Puniche;  finora ci siamo spinti fino agli inizi del '900 in Grigna), le cose si fanno difficili, ma le nostre librerie, cartacee e digitali, sono abbastanza ben fornite. Non abbiamo grandi pretese: ma dove i documenti ci sono...  perchè no?

 
24 Agosto 2022 

 
E' da un po' che ce l'abbiamo in programma, ma prima abbiamo voluto smaltire alcune topos... E ne abbiamo ancora una bella scorta. Questa "chiaccherata col Delfino" è il risultato di una lunga e piacevole conversazione tra Delfino Formenti e Pietro Corti, amici di lunga - molto lunga - data.

E' evidente che in terra lecchese viene totalmente ignorato, da parte delle Amministrazioni e da altri soggetti che traggono beneficio dall'arrampicata sportiva, il lavoro dei chiodatori volontari sulle strutture del territorio, e il valore sia in termini tecnici (si trata di migliaia di itinerari) che di indotto (esercenti, negozi di articoli sportivi, aziende del settore...). In realtà tutta l'arrampicata sportiva viene di fatto ignorata, da queste parti, a parte quando conviene parlarne per annunciare grandi progetti Outdoor. Abbiamo pensato così di fare un buon servizio spiegando, attraverso le parole del Delfix, cosa vuol dire "fare il chiodatore" volontario, lasciando intravedere tra le righe la fatica e l'enorme passione messe al servizio della comunità dei climbers.

Nota: nella versione html le foto sono cliccabili per ingrandirle. E' presente anche un preziosa galleria fotografica - tutte le foto sono "Archivio Delfino Formenti" - che ci racconta il clima dei fantastici primi anni dell'arrampicata sportiva. Questa chiaccherata è focalizzata sulla ultra decennale attività di Delfino, ma ci piace considerarla anche un omaggio agli altri chiodatori. Ognuno con il suo stile e le sue motivazioni.

Ricordiamo il progetto "Un chiodo in testa" per sostenere il lavoro di Delfino.
   
 
20 Agosto 2022 

 
Pubblichiamo le relazioni di due itinerari sul versante occidentale della  Torre Cecilia. Una della Via Berta, itinerario semisconosciuto di Riccardo Cassin e del Bastianèl, e l'altra della via nuova aperta dai Chiaffarelli (sr e jr) con Federico Montagna. Entrambi sono itinerari  di stampo alpinistico, in particolare la Berta, e vanno affrontati di conseguenza. Sulla Berta, parlando con Giovanni, segnaliamo l'elevata difficoltà obbligata (cioè non proteggibile, a maggior ragione con i mezzi dell'epoca) su un passaggio di VI grado. Cassin nei suoi scritti non enfatizza per niente questa salita, anzi, eppure ancora una volta queste "riscoperte" testimoniano l'incrediblie grinta di quei ragazzi degli anni '30. Un  grande grazie a Giovanni Chiaffarelli per  il materiale, che  abbiamo ricondotto al format larioclimb aggiungendo un po' di storie. Quando riusciamo, cerchiamo infatti di non limitarci alla pubblicazione delle relazioni tecniche, anche se, ovviamente, allo spettabile pubblico di larioclimb queste interessano. Ci piace comunque informare un po' sulle vicende passate; primo perchè spesso sono strepitose, secondo perchè è bello scriverne.

Il gentile lettore non sarà obbligato nè a leggerle nè tantomeno a stamparsi tutta la mappazza (troviamo piuttosto scomode le guide cartacee che pesano più della corda), potendosi limitare a stampare le pagine "tecniche". Oppure nemmeno quelle, se si scarica il pdf sull'apparecchio telefonico. Cercando di non farselo scappare tra le dita mentre lo si consulta stando appesi in sosta nel vuoto.

Torniamo a ringraziare Giovanni (a cui si  è aggiunto il figlioletto), Luca Bozzi, Federico Montagna, insomma: quella banda lì, che parallelamente ad altri stanno portando avanti una fantastica ricerca  in Grigna Meridionale. A  breve un'altra topos della banda Chiaffarelli e quelle della premiata ditta De Toffol - Palacios.

Buone scalate.
   
 
18 Agosto 2022 

Arrampicata alla Piccola - Riflessioni di Delfix

Leggo su lecconotizie.com del progetto del Comune di Lecco relativo ad una parete di arrampicata al piazzale della Piccola. L’ “obiettivo è quello di creare un’area dedicata allo sport dell’arrampicata e all’avvicinamento alla montagna”.
Non capisco cosa c’entri una parete artificiale con l’avvicinamento alla montagna (io avrei parlato di avvicinamento all’arrampicata), ma non è tanto questa confusione che mi ha stupito, quanto, ancora una volta, il vedere totalmente ignorato il lavoro dei chiodatori sulle falesie naturali. Da parte mia, nel corso di 36 anni di attività ininterrotta (ho iniziato nel 1986 chiodando la falesia di Versasio) ho attrezzato 11 falesie, per un totale di 25 settori e 430 tiri (tiro più, tiro meno: basta contarli). Se consideriamo che su alcune di queste falesie ho fatto manutenzione richiodandole completamente, penso di avere messo mano ad almeno 600 tiri di corda. Sulle falesie lecchesi, le “mie” e ovviamente quelle chiodate da altri, vengono migliaia di persone all’anno. Eppure, per quanto mi riguarda, non solo ancora oggi faccio fatica a procurarmi il materiale per i miei progetti compreso l’ultimo, attualmente in corso, ma prendo questo ulteriore schiaffo nei confronti miei e degli altri chiodatori: neanche un cenno, mai, al nostro lavoro… Lecco si candida per una settimana a “capitale verticale”, senza sapere tutto quello che è stato fatto fino ad ora; senza sapere che i chiodatori sono quegli scalatori (pochissimi) che nel lecchese hanno attrezzano fin’ora, con un lavoro faticosissimo e completamente gratuito, migliaia di itinerari di arrampicata, promuovendo l’arrampicata sportiva non per una settimana, ma per 365 giorni all’anno, da decenni. Una prima avvisaglia di questa totale mancanza di sensibilità del Comune l’ho notata nel leggere il catalogo “Lecco Land of Colors”, dove delle 4 falesie presentate (perché solo 4 su diverse decine di settori per l’arrampicata presenti nel territorio del Comune? Che modo è di fare informazione?), 2 sono state chiodate da me… senza minimamente citarmi. Disturbava fare il mio nome e cognome? (i Gruppi locali invece sono sempre puntualmente citati ad ogni occasione). Avrei ugualmente apprezzato un cenno generico di ringraziamento alla categoria. Invece niente….
Leggo che i Gruppi partecipano a questa operazione della Capitale del verticale: mi aspetto che d’ora in avanti costoro porteranno i loro Corsi Roccia alla Piccola.
Delfino Formenti
   
 
1 Agosto 2022 

 
Pubblichiamo l'aggiornamento della falesia di Civate con il settore LA BALCONATA, ormai già conosciuto e frequentato. Chiodatori e ... lavoratori Alessandro Ronchi & C. E cioè Rolando Rolly Pistono, Enrico Valsecchi, Flavio De Stefani e Ugo Pala.
Il luogo  è davvero carino, con una bella balconata aperta sui laghetti della Brianza, la roccia è ottima, le vie divertenti... Abbiamone cura.
Da notare il  continuo sostegno da parte del CAI Vimercate, fin dal primo ancoraggio messo da Alessandro nel 1987. Eccezionale esempio di lungimiranza e generosità, forse  unico nel suo genere.
Grazie ancora a  tutta la squadra e buone arrampicate.
   
 
11 Luglio 2022 

 
TORRIONE PALMAPubblichiamo le relazioni delle vie di Saverio De Toffol e  Jorge Palacios sulla parete sud ovest Torrione Palma, dove hanno aperto "Il signore delle mosche" a sinistra de "Il Buio oltre la Siepe"; seguiranno altre novità... Continua quindi la ricerca di Saverio e Jorge, molto interessante ed apprezzabilissima per i risultati. Si tratta sempre di itinerari  attrezzati a chiodi e protezioni veloci lungo i tiri, con  fix alle soste; quindi salite alpinistiche, da affrontare con la dovuta preparazione. Su "Il signoredelle mosche" i due hanno superato  un tetto pronunciato, una situazione piuttosto rara in Grignetta, e lungo la via hanno anche trovato un vecchio chiodo anni '30.... Di che via si tratti... c'è qualche ipotesi.  Certamente  si trattava di gente in gamba.

La storia della Grigna Meridionale è un continuo riemergere  di notizie più o meno conosciute, che spesso vengono svelate mettendo il naso (e le mani, e i piedi) nelle pieghe meno conosciute e frequentate delle guglie. Perchè la storia della Grigna è scritta più che altro sulla roccia, oltre che sui libri... .
   
    
2 Luglio 2022 

 
SpedonePubblichiamo l'aggiornamento della falesia del Leves sopra Onno (sponda occidentale del Lago di Lecco), accessibile con 20 minuti di cammino da Barni nel bel Triangolo Lariano. Avvicinamento a tratti esposto. Attenzione. La falesia, composta da diversi settori, è prevalentemente estiva, afa permettendo, quindi:.... adesso ! Si raccomanda di non scalare sui tiri o i settori in chiodatura. La roccia è prevalentemente buona, ma sono presenti alcuni tratti delicati dove bisogna prestare attenzione.
Il luogo è molto interessante, non per principianti, e l'arrampicata abbastanza varia. I chiodatori si raccomandano in particolare di rispettare l'ambiente naturale in cui è immersa la falesia, e di rispettare  il lavoro di attrezzatura..
   
       
25 Giugno 2022 

LA BALCONATA - Falesia di Civate
 
Sabato 18, in una limpida mattina soleggiata, siamo andati a dare una occhiata al nuovo Settore della falesia di Civate, La Balconata, accolti dai palloncini di benvenuto appesi da Alessandro all'alba!

Una caldazza mostruosa... Alla Balconata, d'estate, si deve andare nel tardo pomeriggio, ma dopo mesi di lavoro la squadra Ronchi (Alessandro Ronchi, Flavio de Stefani, Ugo Pala, Rolando Rolly Pistono, Pietro Valsecchi, Enrico Valsecchi) aveva evidentemente voglia di aprire le danze.
La fascia rocciosa si alza sopra una bella spianata, adeguatamente preparata dai chiodatori, con ampia vista sui laghi briantei. Ci sono 11 tiri lunghi fino a 25metri, dal 4c al 6a, su bella roccia che richiede un buon uso dei piedi, di seguito nomi e gradi, seguirà l'aggiornamento dettagliato della topos.
Come per tutti i titri nuovi, su roccia vergine, si raccomanda particolare attenzione alla eventuale rottura di appigli e appoggi. E' stata necessaria una grande pulizia, e ancora una volta dobbiamo ricordarci che il nostro divertimento, totalmente gratuito, è reso possibile dal lavoro altrui.
Fondamentale il preziosissimo contributo del CAI Vimercate che sostiene concretamente Alessandro da 35 anni.

Larioclimb sta ragionando da tempo su questa situazione, cercando di mettere in fila gli elementi in gioco: chiodatori e manutentori volontari, risorse in campo, movimenti economici generati dalla frequentazione delle falesie, grandi proclami a favore del tursimo outdoor, a fronte di scarsi (...) investimenti pubblici per la scalata e l'escursionismo. Non c'è solo l'arrampicata, infatti: pensiamo a questo proposito alla massa che frequenta le montagne lecchesi lungo sentieri non sempre ben tenuti (per usare un eufemismo) e peggio segnalati.

Come già ricordato, in campo pubblico fanno eccezione iniziative come la manutenzione in Grigna e Medale del 2002 e l'Accordo di Programma per le falesie, nato in seno alla Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino e promosso da Regione Lombardia, che ha  visto come "appendice" la sistemazione delle tre ferrate lecchesi. E pochissime altre, almeno nel lecchese. Iniziative importanti, che avrebbero bisogno di continuità e che comunque non risolvono il problema del sostegno all'enorme (e spesso impeccabile) lavoro volontario.

Preso atto di questa situazione, riteniamo che sia importante che cresca la consapevolezza tra gli scalatori: 'sti chiodatori aiutiamoli tra di noi!

Larioclimb - Pietro Corti

LA BALCONATA - I tiri (gradi indicativi)
  1. FUOCO ALLE POLVERI      4c    15m
  2. DIETRO LE QUINTE        5c    18m
  3. PIOVONO SASSI           5a    22m
  4. FATTI NON PAROLE        5b    22m
  5. QUIETO VIVERE           5a    25m
  6. CLASSE OPERAIA          4c    22m
  7. SONNI TRANQUILLI        6a    25m
  8. 20 DI GUERRA            6a+   18m
  9. LA COLATA               6a+   22m
  10. MISTER NIFF            5c    22m
  11. SPIRITO SOLITARIO      4c    22m 
  
22 Giugno 2022 

 
SpedonePubblichiamo le topos di due vie alla Fracia sopra Calolziocorte: la VIA DEI FOCI, del 1975, e la recente ASPERA SILEX. La prima ripetuta e la seconda aperta dall'efficentissima cordata di Luca Bozzi e Giovanni Chiaffarelli.

Ospitiamo con grande piacere queste relazioni di Giovanni e Luca (bravo Giovanni per la minuziosa elaborazione della panoramica delle vie), che stanno riscoprendo alla grande questa bella ed importante parete.

Ricordiamo come sempre che si tratta di itinerari alpinistici, e vanno affrontati con l'adeguata esperienza e preparazione. Questa esplorazione era iniziata con un episodio vilissimo e miserabilissimo ai loro danni, con  il sabotaggio alla via"l'Amico ritrovato". Altri  vilissimi e miserabilissimi commenti sono girati a suo tempo sul web, a testimonianza della pochezza di certi personaggi. Non solo Giovanni e Luca non si  sono fatti intimidire dal gesto e dai toni dei post (ricordiamo anche che a suo tempo il CAI Calolzio - Sezione Ercole Esposito aveva preso posizione contro questi gesti) ma sono andati avanti a ripetere, ad aprire... ed a conoscere, con alcune piacevolissime visite dal Fraciologo Mario Burini (classe 1936, Accademico del CAI, grandissimo alpinista e scalatore, simpaticissimo e dotato di una memoria di ferro).
 
   
18 Giugno 2022 

Report serata UN CHIODO IN TESTA

L'8 giugno scorso, al Teatro Invito di Lecco è stato presentato il documentario "Un chiodo in testa", nato dalla intuizione del fotografo Massimo Colombo, e realizzato con il regista Nicola Rota e la montatrice Simona Pozzoni, che condensa l'opera di chiodatore di Delfino Formenti. Centinaia di tiri attrezzati in alcune delle più belle (Parete Stoppani) e frequentate (La Discoteca, solo per fare due esempi) falesie del lecchese. Una costante opera solitaria di nuove chiodature e manutenzione in parete e alla base, che dura da oltre 35 anni.
La serata è proseguita con una chiaccherata in sala, evidenziando alcune delle maggiori criticità che le falesie di arrampicata stanno attraversando nel nostro territorio. Una delle più spinose è senz'altro quella dello scarso/nullo sostegno (come nel caso del Delfino. Ci sono altri esempi: pensiamo alle recenti falesie chiodate da Marco Nicolodi) alla attività dei chiodatori, che hanno  costruito un inestimabile partimonio sul territorio lecchese. In sala c'era anche Alessandro Ronchi, con Ugo Pala e Rolando "Rolly" Pistono, due tra coloro che lo stanno affiancando nella sua opera. Con loro c'era anche il presidente del CAI Vimercate, Andrea Vismara, che ha raccontato del perchè una sezione CAI della Brianza, da oltre 30 anni, sostiene l'opera di un suo socio sulle falesie lecchesi. Vismara e Ronchi hanno poi consegnato un contributo a Delfix... Un gesto di altissimo valore.

Delfino e Alessandro (quest'ultimo in compagnia dei diversi scalatori che si sono succeduti al suo fianco negli anni), ognuno seguendo il suo stile  ed il suo metodo, sono autori di una grande parte degli itinerari sportivi nel lecchese. Non sono gli unici, certo, ma i loro numeri sono impressionsnati.

Una sincera amarezza traspariva in qualche considerazione del Delfino, sintetizzata dall'elenco dei sostenitori del "suo" documentario: una sola azienda sulle circa 20 interpellate.

LARIOCLIMB lo ha evidenziato in diverse occasioni: il giochino sta scricchiolando.
Il rapporto di un chiodatore/manutentore volontario contro mille utilizzatori (una cifra "messa lì" simbolicamente, che potrebbe essere anche peggiore) è rappresentativo del problema.C'è stato poi chi ha evidenziato che a Lecco ci sono anche importanti Gruppi e Associazioni che ruotano intorno alla montagna-alpinismo-arrampicata....

A nostro avviso non si può dire che il Territorio sia stato totalmente assente, però la situazione resta sbilanciatissima: basta contare le falesie, i tiri chiodati e richiodati, e i chiodatori e mettere a confronto questi numeri con la quantità (sconosciuta, ma stimabile in diverse migliaia di persone/anno) di frequentatori delle falesie del lecchese.

Pensando poi alle dichiarazioni delle Istituzioni lecchesi sul "turismo outdoor": pur essendoci state rimarchevoli iniziative, alcune molto consistenti (come l'Accordo di Programma per le falesie lecchesi promosso da Regione Lombardia), ma purtroppo sporadiche, possiamo dire che c'è moltissimo da fare per sostenere concretamente un volontariato così attivo e "professionale". E secondo noi non esiste che oggi Delfino debba fare fatica a procurarsi quello di cui ha bisogno.

Complimenti a tutto il team "Un chiodo in testa" per il suo "corto", molto efficace.
Ricordiamo infine il progetto per sostenere Delfino Formenti
.
 
 
6 Giugno 2022 

 
Le ferrate non rientrano nella sfera larioclimb, ma ci è stato chiesto di far girare questo avviso che può servire ad evitare uscite "a vuoto".
 
 
2 Giugno 2022 

 
Saverio De Toffol ci comunica che quest'inverno si è verificato uno smottamento nella parte alta del canalone che delimita sulla destra il settore dove si svolge la Via Purple Haze in Grigna meridionale. Le prime due lunghezze della via ora sono ricoperte di detriti, sabbia e polvere, quindi al momento non sono agibili. Inoltre si possono ancora verificare distacchi dalla parte franata. Saverio De Toffol e Jorge Palacios hanno già aperto una variante sulla sx che bypassa il tratto coinvolto dallo smottamento, e che si riallaccia alla sosta 2 della Via Purple Haze.

Tuttavia, finchè non sistemeremo la topos della via, compresi  gli aggiornamenti dell'intero settore (sempre un grande grazie a Saverio e Jorge), preferiamo oscurare momentaneamente la relazione sul sito larioclimb.
 
 
1 Giugno 2022 

UN CHIODO IN TESTA
Promemoria per TUTTI i climbers della zona e dintorni!

L'8 giugno ci sarà la première di UN CHIODO IN TESTA, il documentario di Nicola Rota, Massimo Colombo e Simona Pozzoni dedicato a Delfino Formenti, che da 36 anni (trentasei !) regala nuove falesie agli scalatori del lecchese, fa manutenzione a quelle "vecchie", sistema la basi per manovrare meglio ecc ecc. Un lavoro che va ben oltre i confini del nostro territorio, richiamando sempre più persone anche da altre provincie, regioni, Paesi.

Chi indovinerà il numero totale di ancoraggi messi da Delfix in questi anni, tra chiodature e richiodature, vince un premio... Si scherza, ovviamente, anche perchè il conteggio sarebbe complicato.

Venite numerosissimi; sarà anche l'occasione per scambiare idee e impressioni.

p.s.: E' ora ufficiale, UN CHIODO IN TESTA ha vinto un premio al Festival "La Lanterna" (VIII Edizione), sezione "Fiction Documentari".
 
 
 
      
22 Maggio 2022 

QR Code per le topos delle falesie "Delfix"
 
QR StoppaniSegnaliamo questa interessante iniziativa, da parte del team del filmato (di prossima uscita: aspettiamo informazioni precise al riguardo) UN CHIODO IN TESTA: Massimo Colombo, Simona Pozzoni, Nicola Rota e Delfino Formenti: oggetto e soggetto del documentario.
Si tratta di piccole (70mm di lato) piastrine metalliche fissate, una per settore, nelle falesie chiodate da Delfino. Il QR Code impresso sulla piastrina rimanda alla topos della falesia stessa presente su Larioclimb, dove, in testa alla prima pagina, si trova il link per contribuire "offrrendo un caffè" (ma anche più di uno...) al Delfix sostenendolo nell'opera di chiodatore e manutentore delle "sue" falesie.
Inquadrate la targetta nella foto allegata con il vostro smartphone et voilà, visualizzerete l'ultima versione aggiornata della topos!
L'idea ci ha incuriosito, sia per la divulgazione delle topos aggiornate, che per il contributo alla manutenzione, abbiamo aderito subito, nella speranza che pian piano si generi un flusso costante e consistente di sostegni concreti al nostro Babbo Natale Delfix.
Come tutti sanno, i fix non spuntano di notte sulle pareti, per la gioia delle migliaia di scalatori che ogni anno frequentano queste falesie, consumando attrezzatura che poi riacquistano, frequentando i bar e le pizzerie delle vicinanze.... Falesie che talvolta ospitando anche corsi roccia o altre iniziative organizzate da Privati o Enti Pubblici.
I funghi spuntano nel bosco in determinate stagioni e fasi lunari; anche per i fix è un po' così: anche  per loro dipende dalla "luna" (e dalla voglia, dalla forza e dalle risorse) del/dei chiodatori.
Però in entrami i casi è tutto gratis!
 
   
19 Maggio 2022 

 
Il tracciato della via Ruchin alla LanciaNel 2005, in occasione dell'uscita della guida realizzata per conto della Comunità Montana Lario Orientale, avevo scelto di intitolarla "Grignetta e Medale, arrampicate nel giardino di pietra", per esprimere la particolarità della Grigna: un intrico di torri e guglie, ed una infinità di pareti e spigoli che offrono visuali continuamente mutevoli. Con la forma di certe guglie che cambia nel raggio di pochi metri, man mano ci si sposta lungo il sentiero.
Su queste pareti e spigoli, nel corso di quasi 122 anni di storia alpinistica sono state tracciate decine di itinerari; alcuni notissimi, altri quasi sconosciuti anche se salgono a poca distanza da vie ultra frequentate. Così, grazie alla curiosità di qualcuno, ogni tanto in Grigna capita che riemerga qualcosa di ormai dimenticato... Vale per tutti l'esempio della parete nord est della Mongolfiera e della via dei Ragni, ripresa in libera da Gerardo Gerri Redepaolini.
Ecco ora un'altra bella ri-scoperta da parte della coppia Saverio De Toffol e Jorge Palacios, che a inizio settembre 2021 hanno ripetuto la via Ruchin alla Lancia in Grignetta. L'esistenza di questa salita è nota (almeno agli scalatori della Grigna non più giovinetti) ma è scivolata nell'oblio per le scarsissime ripetizioni, la posizione della parete (non facilmente visibile dai sentieri frequentati, se non da lontano), l'accesso "strano", dall'alto e, non ultima, la fama non sempre rassicurante delle vie del grandissimo Ercole Esposito detto Ruchin, descritte spesso come salite su roccia friabile, chiodatura precaria, arrampicata difficile.  Itinerari che comunque rappresentano esempi di intuito, tecnica e determinazione, e magari non sono così terrificanti come la loro  fama, appunto, li fa apparire.
Saverio e Jorge, nel corso dei loro numerosi va-e-vieni per l'apertura e le ripetizioni della via Erika al Fungo, hanno però avuto modo di osservare da vicino la parete ovest della Lancia... Una  parete corta, è vero, ma molto interessante. Detto - fatto; forti della loro capacità di muoversi con efficacia su ogni terreno, la via l'hanno ripetuta, trovando un itinerario di pregio. La roccia è quella della Grigna: a tratti molto bella, a tratti delicata (anche per le scarsissime ripetizioni);  comunque nel complesso niente male. Hanno scelto  di attrezzare ogni sosta con un fix, per il resto proteggendosi  con chiodi e attrezzi "veloci". Non si tratta quindi di una via ripulita nè tantomeno richiodata; i fix in sosta possono stimolarne la ripetizione, (che merita!) ma solo da parte di scalatori con una solida esperienza alpinistica.

Grazie a Saverio e Jorge per le dettagliate informazioni.
Pietro Corti
 
 
14 April 2022 

 
Sonia ed io prendemmo casa a Ballabio nel lontano 1990, andando ad abitare a distanza di poche centinaia di metri delle imponenti fasce rocciose che bordano l'inizio del sentiero per il Monte Due Mani.
Inizialmente ci sembro' improponibile arrampicarci, troppa vegetazione alla base, e troppa roccia da disgaggiare ... ma pochi anni dopo cominciammo!
Il lavoro di pulizia fu ciclopico, ma essendo fuori casa potevamo dedicargli i ritagli di tempo ed i fine settimana di meteo incerta; intanto la roccia cominciava a mostrasi, e non sembrava male.
I primi tiri nacquero sulla prima fascia, che chiamammo PRIMO PIANO, e li attrezzamo con il punteruolo a mano. Un occhio attento potrà ancora ritrovare le bussole 8 mm.
Pochi anni dopo arrivo' il trapano, che prendemmo per le vie nuove in Masino e Val di Mello, ma che fece un gran servizio anche per la falesia che stava nascendo, LE TORRETTE.
Ogni anno aggiungevamo nuovi itinerari, fino a superare il centinaio.
La roccia in alcuni punti è delicata, ma le successive pulizie ed i continui passaggi l'hanno migliorata notevolmente.
Per molti anni abbiamo poi continuato a fare manutenzione e pulizia, ma molti fix sono ancora quelli in acciaio non-inox degli anni '90.
Da una decina d'anni ormai risiediamo in Francia, ma ogni anno spendiamo qualche settimana nella nostra "prima dimora" ... e approfittiamo sempre per qualche pulizia e manutenzione alle TORRETTE, e per attrezzare qualche tiro nuovo.
Quest'anno c'è stato un grosso distacco a CUORE ALPINO, ora ripulito e sistemato, e nello stesso settore è nato un bel tiro: JADE NOIR, appena a destra di ARACNOFOBIA, un divertente 6c+ su una placca tecnica seguita da un tettino di decisione.
Sulla sinistra del PRIMO PIANO, dopo una grossa pulizia abbiamo anche creato un settore scuola, con qualche breve tiro di terzo, quarto e quinto grado; poco a destra di questi abbiamo chiodato una prua di roccia scura, che non abbiamo piu' avuto il tempo di provare. Per chi volesse cimentarsi: ancora una spazzolata e potrebbe rivelarsi un tiretto intorno al 7a+/7b.
Ad ogni modo, il tempo che riusciamo a dedicare a questi lavori di pulizia è sempre più esiguo, e si ripropone la difficile questione della manutenzione nel tempo di queste falesie, nate tutte dall'opera volontaria di pochi singoli, per l'utilizzo di un numero sempre piu' elevato di persone: migliaia di scalatori ogni anno.
Nel lecchese abbiamo scoperto e completamente attrezzato da zero, oltre a LE TORRETE, la PALA DEL SAN MARTINO e CAMPIANO; per il resto, nell'area Lecco-Valmandrera, dopo le chiodature pionieristiche del Lago, Antimedale e Nibbio, dove a ondate successive sono stati aperti numerosi tiri nuovi,  il grosso è stato attrezzato da Delfino "Delfix" Formenti, dalla Banda di Alessandro Ronchi e da altri personaggi i cui nomi compaiono nelle note storiche di larioclimb per Pradello, Galbiate, Erna Sorprese... Qualche nome nuovo è comparso sulla scena (ci si perdoni l'omissione di altri chiodatori, sia del passato che recentissimi, come quelli che hanno trafficato dalle parti di Erve, ma ci sarà tempo per altri ragionamenti come questo), come l'attivissimo Marco Nicolodi, che giustamente si diverte ad attrezzare i propri nuovi settori, non a manutenere le falesie esistenti!
A questo proposito, è ormai evidente che oltre alla chiodatura di nuovi siti, si sta rivelando essenziale il lavoro di manutenzione. A parte il notevole progetto di Regione Lombardia che nel 2017 ha visto la manutenzione straordinaria di oltre 700 tiri tra lecchese e Valsassina, la questione è apertissima... e il rapporto tra chi fa e chi usa, a Lecco & immediati dintorni,  è sempre quello: pochi(ssimi) che si danno da fare, migliaia che ne beneficiano. Nel ringraziare questi pochi(ssimi) teniamo a segnalare da una parte il sostegno del CAI Vimercate ad Alessandro Ronchi & C., mentre sul fronte Formenti ricordiamo l'iniziativa "un chiodo in testa" e la raccolta di fondi per la sua continua operatività. Nel frattempo, continuiamo a rammaricarci ed a stupirci che chiodatori di grandissima esperienza e dal curriculum ultra trentennale, debbano ancora faticare (e molto !) per trovare le risorse e il materiale necessario ai loro progetti, e questo in un territorio così sensibile (almeno a parole) al turismo outdoor.
Più in generale, però, sarebbe forse il momento di cominciare a pensare cosa succederà nel futuro? 
PV
 
20 Marzo 2022 

 
Il settore a sinistra di Cuore Alpino è stato ripulito dopo il distacco di un enorme blocco, lo spit di STRAVIZI appena sopra il distacco spostato una spanna piu' in alto, il grado non cambia.
Il settore è ora di nuovo fruibile.
Grazie anche a Silvano Arrigoni per il primo giro di pulizia. 
 
 
18 Marzo 2022 

 
Nascita settore AmazoniaSono passate solo poche settimane dalla pubblicazione delle news a Civate, che la banda di Alessandro Ronchi ha terminato un'altra opera: la chiodatura di 5 divertentissimi tiretti alla estremità destra della Palestra Vecchia. Il metodo è sempre quello: prima grande olio di  gomito a pulire la parete e creare le piazzole alla base per manovrare, poi la chiodatura. Verso mezzogiorno, pausa mensa con tanto di caffè e amaro, quindi ancora "sotto"..... Un gran lavoro di una squadra molto affiatata, che produce ottimi risultati.

In questa occasione abbiamo completato la storia della falesia, andando indietro a quando era ancora definita una "palestra di roccia", grazie alle indicazioni di Gianni Mandelli, alpinista Valmadrerese protagonista con altri giovani delle prime scorribande su queste rocce.

Da parte di larioclimb ringraziamo sentitamente e raccomandiamo a tutti, per primi a noi stessi, di rispettare il luogo (non siamo a casa nostra) ed i lavori in parete e alla base. Recentissimamente, avevo visto un post di Alessandro di una domenica di delirio con decine di scalatori in quella falesia... Ci sono andato furbamente il giorno dopo, temendo di trovare le tracce del barbaro assalto. Invece niente.... Nemmeno una carta di caramella, né una presa segnata. Grande !
C'è un po' da migliorare sotto l'aspetto igienico: stiamo attenti a "depositare" (se proprio non riusciamo a sistemarci  a casa nostra prima di uscire)  il più lontano possibile, nascondendo le tracce del misfatto. E' un aspetto fastidioso, che nelle falesie molto frequentate è diventato un problema in più... Da gestire con educazione e buonsenso.

Ricordiamo inoltre di evitare l'occupazione di itinerari "montando" i tiri (espressione orribile) ad uso e consumo della propria compagnia. Questa sta diventando una pratica oltremodo incivile.
Se sul tiro è presente corda e rinvii, giusto per "occuparlo", ma non ci sta scalando sopra nessuno, ognuno ha il diritto di sfilare la corda dell' "occupante".

Alla prossima. Pare che i lavori stiano proseguendo...  
 
16 Marzo 2022

LA SEZIONE AUREA IN MEDALE
 
Giovanni Chiaffarelli ci manda i suoi due recenti post su facebook, a proposito del  danneggiamento e successivo ripristino della Sezione Aurea in Medale. La via, aperta dallo stesso Chiaffarelli ed Eugenio Pesci con Alessio Bastianello tra il 2010 e il 2011, sale per 12 tiri tra Sulla rotta di Poseidone e Zanetti 2000. Settore della via Cassin, per intenderci.
Li pubblichiamo cercando di dare il nostro contributo alla discussione, che a questo punto va oltre la questione di come/dove aprire le vie, dal basso o dall'alto, eccetera, scivolando malamente nel campo della inciviltà.

Il post su fb di Giovanni Chiaffarelli del 4 /3/2022

MEDALE - via "Sezione aurea" danneggiata.
....... (Omissis), che ringrazio sentitamente, mi ha informato che una parte del penultimo tiro della via presenta dei danneggiamenti agli ancoraggi lungo la seconda parte del tiro, dove di traversa decisamente verso sinistra. Almeno 3 fix risultano rimossi o danneggiati (leggi vandalizzati) da ignoti. Non è stato possibile per la giovane cordata raggiungere la sosta che non era nemmeno visibile e sono dovuti uscire "in qualche modo" verso l'alto, a mio avviso mettendo a rischio, gioco forza, la propria incolumità! Questo ci fa sospettare che anche la sosta e l'ultimo tiro siano stati danneggiati dai medesimi ignobili ignoti. E' necessaria quindi una revisione del tratto di via, cosa che avverrà in tempi celeri e ve ne daremo comunicazione. Ovviamente si raccomanda di non percorrere l'itinerario fino a quando non sarà controllato e ripristinato allo stato originale. Esprimo tutta la mia preoccupazione per queste attività al limite del delinquenziale che si stanno ripetendo nel lecchese da qualche anno. Prima o poi qualcuno si farà male per davvero e non sapremo nemmeno a quale ignoto ignobile dare la colpa. Stay tuned.

Il post su fb di Giovanni Chiaffarelli del 13/3/2022
L'intervento di ripristino del tratto danneggiato è stato eseguito e completato oggi. Ringrazio per prima cosa i miei cari amici e soci Federico Montagna e Giancarlo Sironi (Abi) per l'indispensabile aiuto, l'impegno e la fatica prestati. In tutto sono stati rimpiazzati 14 fix. Il tratto ripristinato copre parte dell'undicesimo tiro, dove questo piega decisamente a sinistra, l'undicesima sosta e tutto il dodicesimo tiro fino alla confluenza con la via Formica. Tutti gli ancoraggi sono stati danneggiati in modo da non poterli più utilizzare. Restano i vari monconi a perenne memoria dell'atto delinquenziale perpetrato da ignoti, mentre rimane il fatto che non se ne comprendono le motivazioni. Questi atti non dichiarati ed eseguiti di nascosto possono provocare incidenti gravissimi mettendo a repentaglio l'incolumità di coloro che si avvicinano con fiducia e buone aspettative a questo tipo di itinerari, riconducibili alla sfera sportiva. Chi l'ha fatto se ne vergogni e possa essere presto riconosciuto, additato ed emarginato dalla comunità alpinistica lecchese quale persona indesiderata.

Nota di Larioclimb
Registriamo con grande disappunto un'altro episodio di sabotaggio sulle pareti  lecchesi, che si aggiunge alla lista di "interventi" iniziati  ad opera di ignobili (perchè autori di azioni francamente miserande e pericolosissime) ignoti (perchè lorsignori si guardano bene dall'agire a viso aperto) sulla parete della Fracia sopra Calolziocorte. Abbiamo già avuto modo di segnalare questa modalità primitiva di cercare di far valere le proprie ragioni (quali ?) anche in occasione del  sabotaggio e successivo ripristino della via di Ivano Zanetti alla Piramide Casati in Grigna Meridionale.

Abbiamo già espresso in quella occasione le nostre valutazioni aggregandoci alle riflessioni di Ivano, e rinnoviamo ora a tutti i danneggiati la nostra solidarietà, apprezzando le loro risposte "sul campo"... Cioè il ripristino delle vie. Sezione Aurea compresa !

Rimaniamo un po' stupiti delle poche (o nulle, finora ?) prese di posizione da parte dell'ambiente alpinistico/scalatorio locale, apprezzando allo stesso tempo la pubblicazione della vicenda  su un  quotidiano on line locale. Almeno ora tutti lo sanno, anche al di fuori del variopinto pollaio di noi scalatori.

Da parte di larioclimb esprimiamo la preoccupazione che metodi così brutali e inutili possano prendere piede tra le nostre pareti. Il lecchese è da sempre un grande laboratorio di sperimentazione verticale, a partire dal giorno di Pasqua del 1900 sulla parete est del Primo Magnaghi in Grignetta. Sono passati più di 120 anni, con la creazione di salite di grande bellezza, e, ovviamente, con qualche esperimento malriuscito (.... e, onestamente, anche con qualche grossa cag.....). Su tutto si può discutere, con un confronto a viso aperto tra scalatori consapevoli e responsabili delle proprie azioni.

Ma, così, no...
PC PV
 
     
8 Marzo 2022 

AGGIORNAMENTI TOPOS IN CORSO
 
Stiamo man mano aggiornando le topos di  diverse falesie, dove non ci sono novità vere e proprie, ma ci sono sate modifiche dei tracciati o altro. Nessun cambiamento sostanziale, quindi, ma un "refresh" comunque da fare. Sperando come sempre di fare un servizio utile agli scalatori, stay tuned, e usate sempre l'ultima versione online delle topos per avere tutti gli aggiornamenti!

p.s.: su Laptop per rinfrescare la pagina usare F5, o Ctrl+R 
 
     
7 Marzo 2022 

 
Nella parte bassa della Val dell’Oro, tanti anni fa, i cavatori di graniti tagliavano i massi per ricavarne materiale per l’edilizia, da qui il nome Taja Sass. Ancora oggi si possono trovare gli avanzi dei lavori che furono, piccoli massi tagliati di netto e abbandonati lì, quelli che si sono salvati sono stati reinterpretati da noi in chiave arrampicatoria, tra cui l’unico sasso di notevoli dimensioni fortunatamente inutilizzato dai tagliatori, il Big Bob.

I primi massi scovati e arrampicati risalgono a oltre vent’anni fa e oggi con l’intento di concludere i lavori lasciati in sospeso aggiungiamo un’altra pagina divertente del bouldering lecchese. Le sorprese non sono finite, i progetti sono quelli di proseguire nella valorizzazione di altri settori “dormienti” e la riorganizzazione delle vecchie topos già pubblicate nel corso degli anni.
Il Taja Sass è un altro settore invernale che si aggiunge ai già presenti “Lo Stinco” e ”Condominio”, si arrampica bene da Dicembre a Marzo dove da altre parti si congela quindi ultime settimane di fruibilità, quando le temperature saliranno oltre i 15° è meglio orientarsi in altri settori più freschi restando in zona ma facendo qualche passo in più.
I lavori non sono ancora finiti, qualche masso necessita ancora di qualche veloce manutenzione, ci saranno aggiornamenti man mano che si procede. Buon divertimento P.Z.
 
 
 
2 Marzo 2022 

 
ATTENZIONE: Ci è stato segnalato il distacco di un grosso blocco nel settore di tiri piu' facili a sinistra di CUORE ALPINO, probabilmente si tratta della zona del bombè iniziale di TIRABUSCION.
Consigliamo vivamente di evitare i tiri compresi tra FORT KNOX e GRIZLY fino a nuova comunicazione, per permettere una adeguata pulizia.
 
 
24 Gennaio 2022 

 
Pubblichiamo l'aggiornamento della falesia di Civate, una delle prime nel territorio lecchese attrezzata in ottica sportiva. La falesia è tornata a nuova vita, oltre che con la manutenzione della Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino (progetto sostenuto da Regione Lombardia), anche grazie all'incredibile carica di entusiasmo del team di Alessandro Ronchi, il chiodatore originale, che proprio a Civate hanno creato un nuovo settore di arrampicata "liberandolo" quasi metro dopo metro dalla vegetazione rigogliosa. Da qui il nome: Amazzonia.

Gara arrampicata 1987Nascita settore AmazoniaGallery falesia di Civate

E ora scatta il ricordo personale...
1988-89 o giù di lì... L'arrampicata sportiva è presente da qualche anno nel lecchese per intuizione di Marco Ballerini (Bàllera), sciatore, alpinista di gran livello e raffinato scalatore. Insieme a lui, un ristrettissimo gruppo di "climbers" chioda i primi tiri sportivi sui risalti di roccia che circondano numerosissimi la città di Lecco. Il primo di questi itinerari è "Oltre il tramonto", intorno al 1980/1981: una linea che termina alla prima sosta della "via Francesca" al Sasso di Introbio in Valsassina, aperta nel 1974 dal sacerdote-educatore-scalatore Don Agostino Butturini (uno che scalava bene. Roba di fare la Cassin alla Cima Ovest di Lavaredo da capocordata) con i giovanissimi, 12-13 anni, "Condor" di Lecco.

(Pi Esse: non si vuole qui fare la storia dell'arrampicata sportiva a Lecco, ma solo ricreare un pochino il clima di quegli anni fantastici).

Sono poco meno di 20 metri su un muro verticale apparentemente liscio, protetti da una manciata di spit (quattro o cinque) messi a mano con punteruolo e martello. E poi un emozionante run out dall'ultimo ancoraggio fino alla sosta del "Don"... Meglio non cadere ! Una severa interpretazione dell'arrampicata sportiva, questa, sia a Introbio che sulle prime falesie del territorio come la Bastionata del lago, il Nibbio, l'Antimedale. Tanto severa che era appannaggio di pochi, soprattuto considerata la mentalità dell'epoca ancora legata all'alpinismo tradizionale, dove il "volo" era un tabù da evitare accuratamente.

Dopo la metà degli anni '80, un paio di scalatori portano un ulteriore elemento di novità nel lecchese, sviluppando intere falesie con un'ottica più "plaisir" con la quale, senza trascurare (anzi) la creazione di itinerari tecnicamente molto difficili, attrezzano tiri su difficoltà (sportive) molto abbordabili. Sul "5/5+ francese", come si usava definirlo all'epoca,  6a, 6b... Sono Delfino Formenti da una parte e Alessandro Ronchi & amici dall'altra.

Il successo è immediato, con l'aumento esponenziale della frequentazione di queste falesie. Tra le primissime attrezzate con questo stile c'è Civate, dove nel 1987 Alessandro Ronchi e gli amici Giuseppe Besana, Umberto Carrera, Gaspare Fumagalli, Luigi Ravasi, Ambrogio Ronchi e Giorgio Sabbioni, dopo una specie di "gara di arrampicata sociale" sulla storica "palestra di roccia" frequentata dai forti alpinisti di Valmadrera, scoprono e attrezzano con Spit messi a mano il nuovo settore della Valle degli Orti. Fondamentale sostenitore dell'iniziativa è il CAI Vimercate, che ancora oggi supporta l'attività di manutenzione e chiodatura dell'Alessandro & Soci. E qui ci sarebbe da aprire una istruttiva quanto spinosa parentesi sul sostegno (o sulla mancanza di sostegno) ai chiodatori da parte di aziende di settore, negozi, Gruppi e Associazioni.... Aspetto interessante ma complesso, che non si può esaurire in due righe.

Torniamo al 1989... Vado a curiosare a Civate; l'arrampicata sportiva mi intriga e allo stesso tempo mi intimorisce non poco, vista la mia formazione classica sulle guglie della Grignetta, le Dolomiti, il Masino... Ma è una potentissima attrazione. Alla Valle degli Orti faccio conoscenza con l'Alessandro Ronchi, ma l'incontro non avviene alla base di un tiro, pronti per scalarlo... La situazione è insolita: trovo questo ragazzo appeso alla corda, impolverato e sporco di terra, con arnesi appesi all'imbragatura che con la scalata c'entrano (apparentemente) poco: spazzola, scopa, leva, guanti.... E così in un colpo solo conosco il chiodatore e ho una prima, chiarissima visione della fatica (talvolta bestiale) che costa attrezzare una falesia. In quel periodo nell'azienda in cui lavoravo (il Centro Abbigliamento Lombardo di Malgrate presso Lecco, che produceva abbigliamento da montagna) cominciavamo a ragionare su iniziative di sponsorizzazione alternative, e così inizio una bella collaborazione con l'Alessandro e in seguito con altri scalatori, tra cui il mitico Delfino Formenti, sostenendo, grazie al contributo del C.A.L., le loro chiodature.

Quasi 35 anni dopo... dicembre, falesia di Civate. Con un manipolo di ... ragazzotti (alcuni "over 50", o "poco under 60", altri messi un po' meglio) si brinda alla nascita del nuovo settore di arrampicata... Uno di loro è Alessandro, il chiodatore originale. Gli altri che trafficano con entusiasmo intorno a spumante, salame e panettone sono Flavio De Stefani, altro veterano, Rolando "Rolly" Pistono e Dante Riva... Il quale si attarda appeso in parete con la spazzola, forse per scaldarsi vista la giornata gelida. E poi Pietro Cesana ed Enrico Valsecchi con il suo fantastico genepy.

Da questa storia si potrebbe tirare fuori la morale... Per esempio sulla smodata passione e sulla generosità di questi "diversamente giovinastri", che dopo così tanti anni sono ancora qui, nella prima struttura chiodata da Alessandro, a darsi da fare sulle falesie lecchesi. Oppure una morale sul rispetto e la gratitudine dovuti da ogni scalatore a tutti i chiodatori, all'attenzione che va posta all'ambiente-falesia (evitando fuochi, spazzatura e altre schifezze), alla roccia (spazzolare le prese), alla convivenza (evitando di lasciare le prese segnate o di occupare i tiri per ore e ore)....

Fine della morale; tante grazie a loro e buone scalate a tutti noi.
Pietro Corti
 
     
30 Marzo 2021 

I numeri di Larioclimb

paolo-sonja.net Numbers Feb 2021
In questo periodo in cui tutti "danno i propri numeri" ....
Per auto-gratificarci un po’ (tanto è gratis) e per riconoscenza verso quelli che collaborano col sito.
  • Tra il 19 e 20 febbraio 2021 abbiamo avuto un picco di 3.429 pagine viste e 1.804 visite al giorno per il sito paolo-sonja.net  (dove in periodo invernale la fa da padrone la sezione Larioski, con lo sci alpinismo).
  • Di questi accessi, quasi la meta' sono ormai per larioclimb, anche lui cresciuto a manetta ! Sempre il 20 Febbraio, larioclimb ha avuto 1.777 pagine viste, con 1.215 visite! 
  • Ad oggi Larioclimb ha superato i 3,2 milioni di pagine viste, paolo-sonja.net è sulla soglia dei 7 milioni.
Si tratta di numeri “per difetto”, che non tengono conto degli accessi né ai pdf nè alle foto.
  • Su larioclimb sono presenti le topos di 68 falesie, per un totale di 2381 tiri di corda.
  • Inoltre le topos di piu' di 60 pareti, ognuna con innumerevoli vie multipich.
  • Una dozzina di settori blocchi, in espansione!
  • Per la stagione invernale c’è Larioski, con 84 relazioni che coprono tutto il territorio lariano.
La Bacheca Virtuale, da ormai 20 anni, registra (per quanto possiamo) le novità del territorio e, cosa che ci sta particolarmente a cuore, cerca di diffondere qualche “buona pratica” per la civile convivenza in falesia. Una goccia nel mare… Ma meglio di niente.

Last but not least, e anche questo rappresenta per noi un argomento molto qualificante per larioclimb, la Mappa interattiva, sia per le falesie che lo sci.
E ancora, una innovazione degli ultimi mesi, l'ottimizzazione di molte topos per l'accesso via Smartphone.

Da non dimenticare i numerosi resoconti di spedizioni alpinistiche (Patagonia, Himalaya, Karakorum, Groenlandia, Pamir), viaggi in Moutain-bike e scialp "all over the world", e relazioni scialp in Alta Valtellina, Svizzera, Hautes Alpes e Pirenei.

Il tutto a costo zero, ma ricordate sempre, per uso personale!


Larioclimb Numbers Feb 2021

                        

                                                                                                                                                        
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