GRIGNA MERIDIONALE – IL FUNGO 1713m: storie…

Erika: quarto tiroLa Direttissima percorre il cuore della Grignetta, sul versante sudoccidentale della montagna, passando per una selva di formazioni rocciose modellate dall’erosione. Magnifiche inquadrature si rivelano ad ogni svolta del sentiero; tra le tante, quando si attraversa la Val Tesa, compare verso valle un incredibile intrico di guglie in bilico su canali vertiginosi: le Cuspidi di Val Tesa.
All’alba dell’arrampicata in Grigna, poco dopo le prime vie ai Magnaghi, i pionieri milanesi mettono gli occhi sul questo settore, allora (prima della Grande Guerra) inaccessibile se non risalendo i profondi canali del Caminetto e dei Piccioni, oppure la Val Tesa; franosi e per niente facili. La Direttissima verrà inaugurata ufficialmente solo nel 1923….
Assoluto protagonista dell’epoca è il milanese Eugenio Fasana (Gemonio 1886, Milano 1972), uno dei risolutori del Sigaro, per intenderci, che il 20 settembre 1914 sale le Cuspidi con Carlo Prada e Luigi Binaghi, battezzandole Campaniletto, Torre e Lancia. Questo accadeva in Grigna in quegli anni: capitava cioè di dare il nome alle strutture appena “conquistate”, come i leggendari esploratori che fissavano per sempre sulle carte geografiche i nomi di fiumi, laghi e montagne. Su queste torri, generazioni di scalatori hanno messo per la prima volta le mani sulla roccia.
Quel giorno Fasana, dalla cima del Lancia, verifica la possibilità di salire quella guglia così particolare che gli si para davanti a poche decine di metri in linea d’aria: un bottiglione con lo stretto collo sormontato da un grosso tappo, apparentemente inaccessibile, che costituisce l’obiettivo principale dell’esplorazione delle Cuspidi.
Erika: terzo tiroFasana sale il Fungo l’11 ottobre, con Binaghi e Giuseppe Maccagno. Aggirano lo strapiombo sommitale verso sinistra, percorrendo gli ultimi 15 metri circa di quello che diventerà lo “Spigolo del Fungo”, una delle più belle vie della Grignetta salita da Mario Dell’Oro Boga, Mary Varale e Giuseppe Comi il 20 agosto 1932, dedicandola a Paolo Resinelli. La via non è semplice, e un tratto è molto friabile, tanto che Fasana deve “pulire” le lastre instabili mentre si sposta a sinistra per qualche metro, fino ad acciuffare le solide rocce dello spigolo. I compagni vigilano attenti dal terrazzone sotto la Cappella, pronti a richiamare bruscamente la corda nel caso Fasana fosse caduto nei primi metri. Un metodo non molto ortodosso, ma che l’anno successivo, sul Sigaro, si rivelerà efficace tanto da salvare la pelle al Fasana, che a un certo punto vola per davvero.
Nel 1923 M. (?) Pirotta trova una variante migliore, che diventerà la vera via normale, aggirando il tetto sulla destra superando, con un gran “pelo”, una bellissima placchetta paurosamente esposta.
Il Fungo presenta una roccia spesso molto fragile, il che non ha scoraggiato Ercole Esposito Ruchin, grande mago della Grigna tra gli anni ’30 e ‘40, che il 30 luglio 1939 supera con Gentile Butta la parete ovest, lungo una via molto ardita e “delicata”. La prima ripetizione sarà di Sergio Panzeri, fortissimo scalatore lecchese, dopo diversi anni; addirittura nel 1973.
Riproduzione del libro del Rifugio Porta. Ricerca di Alberto BeniniA sud ovest sale invece la via GAS del 3 giugno 1923, di Franco Ferrero e Lucio Lucini del misterioso Gruppo Audaci Scalatori. Ottimi scalatori, verrebbe da dire, vista la linea del loro itinerario, su difficoltà imprecisate e, almeno all’inizio, marcissimo. Per festeggiare, gli Audaci installano una lanterna sulla vetta. Nel ’46, anno di nascita dei Ragni di Lecco, Giovanni Ratti, Antonio Castelnuovo Nisa e G. Cazzaniga salgono il versante ENE.
C’è poi la “via Armando” (Claudio Cima, SCALATE NELLE GRIGNE, Tamari Editori 1975) di Paolo Armando e Andrea Cenerini del 197?, che compie una strana spirale da ovest a sud agganciando lo Spigolo Boga alla terza sosta. Vie quasi o del tutto dimenticate…
A parte ovviamente il fantastico spigolo Boga, che supera una incredibile striscia di ottima roccia rivolta a sud. Un’altra stretta fascia di roccia molto buona, viene riscoperta incredibilmente solo di recente, quando Saverio De Toffol va a cacciarsi sull’ombroso versante ovest. L’accesso non è dei più scontati, anzi, ma una volta assaggiati i primi metri, Saverio individua la possibilità di una bella via, che realizzerà in due riprese tra giungo e settembre 2019.
Un chiodo vecchissimo dalla forma curiosa rinvenuto sulla sx del terzo tiro, un vecchio chiodo ad anello spostato a dx del quarto tiro, più un terzo chiodo diversi metri a dx di L2 fanno pensare alle tracce della GAS. Lo stesso Saverio ipotizza che l’ultimo tiro di ERIKA coincida con l’ultimo della GAS.
La via rappresenta il bellissimo risultato di una attenta ricerca delle possibilità che la Grigna può ancora offrire: linee logiche e proteggibili con ancoraggi tradizionali; con una concessione alla tecnologia per realizzare solide soste a fix.
Pietro Corti


GRIGNA MERIDIONALE - IL FUNGO 1713m
Via Erika
 
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Presentiamo la bella via di Saverio De Toffol sul versante occidentale del Fungo, su roccia general= mente buona-ottima nei primi tre tiri (il secondo tiro è da antologia).
È presente comunque qualche tratto su roccia delicata, soprattutto nel quarto tiro.
Ambiente suggestivo in uno degli angoli più sperduti della Grignetta, nonostante la vicinanza di vie molto frequentate.
È necessaria una solida esperienza alpinistica, e bisogna saper valutare i tratti più delicati oltre ad essere in grado di integrare efficacemente le protezioni.

Periodo
Estate; sole al pomeriggio. Ambiente alpino; attenzione alla meteo: pericolo di temporali improvvisi.

Chiodatura
Soste su 2 fix Inox. Protezioni a chiodi e clessidre (una cordonata), da integrare. Portare 2 mezze corde da 60m e friends dal 0.5 al 4, raddoppiando il 3 per il terzo tiro; inoltre: microfriends, cordini e casco. Utile il martello e qualche chiodo. Si prega di non “prelevare” i chiodi, e di non aprire vie (specialmente dall’alto) nelle immediate vicinanze: NO TAPPABUCHI, PLEASE!

Primi salitori
Saverio De Toffol e Jorge Palacios, dal basso, in due riprese il 30.06 e il 1.09.2019 

Accesso

Oltrepassato il piazzale dei Resinelli salire a dx appena prima della Chiesetta, proseguendo lungo via Caimi (indicazioni Alta Via delle Grigne) fino all’acquedotto. Seguire la Direttissima (n. 8) fino al Canalone di Val Tesa. Oltrepassarlo e, al bivio immediatamente successivo, si scende brevemente per il sentiero Giorgio (n.8A) ad una selletta. Abbandonare il sentiero e spostarsi a sx (faccia a valle) al ripido costone erboso sulla destra orografica della Val Tesa. Scendere per il costone, incontrando una roccia con Fix per calata di Soccorso e, poco sotto, un masso con una catena in una clessidra. Si giunge ad un’altra selletta contro uno spuntone, da cui si traversa in obliquo a sx faccia a valle verso la Val Tesa. Attraversarla e risalire la sponda opposta (vecchia Croce di ferro sulla sommità erbosa di uno sperone roccioso). Scendere pochi metri sul lato opposto fin sotto la parete. Ore 1,30. Attenzione: terreno molto ripido, da percorrere con calzature adeguate e passo sicuro!

VIA ERIKA
100m / 4L / V+

L1 IV 15m 1 ch. Dalla S0 su 1 Fix, salire una paretina (ch.) fino ad un diedrino. Seguirlo fin dove comincia a farsi erboso, traversare a dx su un bel bel pilastrino compatto e salire alla S1.
L2 V+ 20m 6 ch. Spostarsi a dx (ch.) e traversare in piena esposizione su fessure orizzontali (ch.); alzarsi 1 metro, poi ancora in orizzontale a dx su placca liscia (ch.) fino ad una fessura. Alzarsi per essa fino a un chiodo, traversare decisamente a dx su placca compatta fino a una grossa clessidra, da li alzarsi ad un chiodo. Obliquare leggermente a sx ad un altro chiodo sotto una placchetta compatta, quindi salire diritti ad una clessidra con cordone poco sotto la S2. Tiro molto bello su roccia eccellente.
L3 V 30m 10 ch. Salire in obliquo verso dx (2 ch.), e continuare in verticale su paretina lavorata fino ad un chiodo. Ancora diritti per 2m (ch.), poi obliquare decisamente a sx per alcuni metri, alzarsi in verticale verso una fessura disturbata dall'erba (ch.; possibilità di proteggersi ottimamente con un BD n. 4). Al termine (ch.) spostarsi a sx su comodo terrazzino. Alzarsi verso dx(ch.) e poi diritti(ch.) fino ad una serie di belle fessure (ch.) che si seguono per una decina di metri. Al termine traversare a dx (ch.) per due metri, appena sotto la S3 Allungare le protezioni per evitare attriti.  
L4 IV+ 35m 3 ch. e 1 resinato (della Normale). Salire obliquando verso sx (attenzione: rocce rotte) fino ad un terrazzino terroso posto sotto un pilastrino compatto, che si supera diretta= mente (ch.). Al suo termine spostarsi a dx (ch.) e salire diritti verso blocchi fratturati ma solidi. A questo punto si interseca la via Normale (1 ch. e 1 resinato), che si segue fino in cima.
Discesa
In doppia verso la Lancia: 15m circa nel vuoto fino al terrazzo sotto la Cappella, poi si prosegue fino alla Forcella Fungo-Lancia; tot. 30m circa. Sosta di partenza della via degli Accademici.
Salire quest’ultima fino in vetta alla Lancia (2L, IV+ 50m), da cui si scende con una doppia da 40m (o 2X20m) lungo il camino della normale Torre-Lancia. Discesa non banale ed esposta.
Se si sono lasciati gli zaini alla partenza: dalla sosta di inizio dell’Accademici effettuare una doppia da 60m sulla Ovest del Fungo, tornando alla partenza di Erika e rientrare lungo l’Accesso.

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