GRIGNA MERIDIONALE – GUGLIA LEGNANO 1500m
ACHERONTE

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Foto e legenda di Daniele Brunelli - Clicca per ingrandireInteressante via nuova in una netta fessura della Guglia Legnano in Grignetta, struttura pochissimo frequentata nella zona del Pertusio. Il nome della guglia rimanda alla sezione del CAI che aveva instaurato un forte legame con gli scalatori lecchesi, nei Giorni Grandi di Cassin, Boga & C (altre note in Gruppo del Pertusio). La roccia su L1 è un po’ disturbata dalla vegetazione ed è presente qualche sasso mobile. Su L2 la roccia è molto bella, con due splendidi “funghi”. Prestare attenzione all'uscita per la presenza di massi instabili. Si tratta di un itinerario “d’avventura”, nonostante la  brevità, impegnativo e di carattere alpinistico, che richiede una solida esperienza. Bisogna saper valutare la qualità della roccia, oltre ad essere in grado di proteggersi  efficacemente. Sono presenti solo chiodi tradizionali, da integrare.
Dalle parole di Tommaso: “è sicuramente una via unica data la struttura molto particolare, ed a renderla tale è soprattutto la seconda lunghezza. Sarebbe una bella sfida affrontarla in libera completa !


Periodo
Estate; la parete rimane all’ombra per gran parte della giornata e asciuga lentamente dopo le piogge.

Chiodatura
Durante l'apertura, dal basso, sono stati usati 6 chiodi di cui 4 lasciati + 1 dado + tre spit da 8 mm di sosta (piantati a mano). Portare casco, friend dallo 0.3 allo 0.5 e dal 2 al 6 BD (raddoppiare il 6 e il 4), un "Big bro" N.4, cordini, fettucce. Dadi e un paio di chiodi sono utili ma non indispensabili.

Primi salitori
Tommaso Garota e Lorenzo Buratti (con Luca Rota Stabelli su L1 in un tentativo precedente); 13 Settembre 2020.

Accesso
Da Lecco salire ai Piani dei Resinelli e, oltrepassando il piazzale-parcheggio, salire a dx  appena prima della chiesa, poi subito a sx dapprima in piano e poi in discesa fino all’ex rifugio Alippi. Parcheggiare alla meglio sulla strada asfaltata ed imboccare la stradina sterrata a dx appena a monte dell’ex-rifugio verso l’inizio del sentiero delle Foppe (n° 9) per il rifugio Rosalba. Seguire il sentiero principale, (ignorando il primo  bivio a dx per la Torre Costanza/Punta Giulia e il successivo per il Sentiero dei  Morti) fino a poco prima del Torrione del Pertusio. Seguire ora la traccia verso sx (indicazione per il Torrione Vittorio Ratti), per pochi metri pianeggiante e poi in ripida salita nell’erba fino ad una selletta. Proseguire in traverso sul prato seguendo vaghe tracce, ometti e qualche sbiadito segnavia bianco-rosso, fino ad un boschetto di noccioli alla base del canale tra il  Torrione Ratti e la Guglia Legnano. Risalire la traccia ghiaiosa verso dx fin quando possibile, per poi lasciarla e proseguire a dx del canale principale, raggiungendo la pancia giallastra alla base della Guglia Legnano. Da qui costeggiare la parete sul ripido prato, fino alla base del ben visibile profondo camino/grotta. 1.30 h circa.

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Disegno di Tommaso Garota

ACHERONTE

55m / 2L
V+/A2

L1 V+ 25m 1 ch., 1 dado incastrato. S1 con 1 spit 8 mm da rinforzare con friend - Entrare facilmente nel camino fino a raggiungere due massi incastrati. Salire in verticale con la tipica tecnica da camino superando i massi. Raggiungere un terzo masso incastrato che dopo averlo rimontato forma un ripiano. All'altezza del dado incastrato iniziare a salire la placca, leggermente appoggiata e disturbata da zolle d'erba, traversando qualche metro a dx fino ad un chiodo. Rientrare a sx, sempre in placca, fin sotto alla sosta e raggiungerla con un passo leggermente strapiombante. Sosta appesa.

L2 A2 30 m 2 ch., 1 bong. S2 con 2 spit 8 mm - Dalla sosta entrare nella vertiginosa fessura/camino (nei primi 6m circa non è facile proteggersi) e seguirla interamente fino all'uscita dallo strapiombo. Spostarsi leggermentre a sx e salire dritti (un tratto su massi instabili - Attenzione!) fino alla sella dove si trova la sosta.

Discesa
Dalla sella traversare sul prato raggiungendo tre bellissimi faggi; scendere a piedi nel canale erboso abbastanza ripido (eventualmente fare  due doppie su alberi), fino a ritornare sul sentiero che porta al T. Ratti. Da qui risalendo brevemente come per l'avvicinamento si ritorna all'attacco della via. 15 min circa fino alla base.

ATTENZIONE: in vetta non si riesce ad attrezzare una sosta. Potrebbe quindi convenire che il “primo” continui (sempre assicurato) fino alle rocce del canalino, cercando di attrezzare una sosta per recuperare il “secondo” e poi raggiungere la sosta di calata. Valutare bene come muoversi !!!

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