IL Nibbio - Piani Resinelli
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Presentiamo una relazione aggiornata della falesia del Nibbio ai Piani dei Resinelli, classico sito estivo, uno dei più belli del Lecchese. L’arrampicata è molto continua su muri strapiombanti a tacche, buchi ed atletiche fessure, e la chiodatura è generalmente severa, con la prima protezione talvolta piuttosto alta! Forte umidità nelle giornate afose, quando la roccia tende a trasudare dalle fessure. Indispensabile la corda da 60m; FARE SEMPRE IL NODO AL CAPO LIBERO. Molti itinerari di due tiri vengono concatenati in un’unica moulinette (li segnaliamo con asterisco), dove è quindi necessaria la corda da 70m, ma talvolta non è sufficiente nemmeno quest’ultima: VALUTARE ATTENTAMENTE! Arrampicare al Nibbio richiede molta esperienza.

QUOTA 1300m – ESPOSIZIONE NE – CORDA 60/70/80 m – ATTREZZATURA BUONA A FIX E RESINATI
 ACCESSO: da Lecco salire ai Piani dei Resinelli dove, prima del grande piazzale dove conviene parcheggiare, si sale a dx per il rif.SEM. Giunti in corrispondenza di due villette verso valle, scendere lungo una stradina asfaltata (via Nibbio); al termine prendere il sentiero che scende a dx (indicazione) fino a delle cascine, da cui si sale al Nibbio. 15 minuti.
Mappa generale dei tiri

La storia del Nibbio inizia nel 1909 con Eugenio Fasana, che sale la prima via sul camino rivolto ad W; poi negli anni ’30 Riccardo Cassin, Mario Dell’Oro (Boga), Vittorio Panzeri ed Emilio Comici salgono le fessure a Nord Est. Con le generazioni successive si passa dall’artificiale su chiodi ad espansione fino all’arrampicata sportiva, importata al Nibbio nai primi anni ’80 da Marco Ballerini; in seguito Norberto Riva, Stefano Alippi, Giuseppe (Ciusse) Bonfanti, Pierantonio Cassin, sviluppano la falesia attrezzando una gran quantità di magnifici tiri.

Segue la descrizione dettagliata dei tiri
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