Val Mengasca, parete NW del Sasso Campedello
Torre “Giorgione” (toponimo proposto)
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Torre Giorgione - Clicca per ingrandire
Una via dai molteplici significati e dai molteplici aspetti, che come tutto quello che abbiamo avuto la fortuna di fare in questi anni mi porto nel cuore. Giorgione era Giorgio Guarda, un caro amico fin dai tempi del Liceo, prima speleologo poi alpinista. Ha perso la vita la scorsa estate salendo slegato una via al Monte Campo dei Fiori, proprio sopra Varese…. Il suo luogo preferito, probabilmente sulla “Via del Vento”. Era una persona innamorata della vita, della natura… innamorato e ricercatore dei vari aspetti della natura. Prima nella terra poi nel cielo. Dava tutto se stesso per gli altri anche nel lavoro come fisioterapista. Era una persona generosa, umile sempre pronta ad un sorriso…. Con la sua bici non era raro incontrarlo per Varese, incrociarsi e fermarsi a parlare a raccontarci sogni e progetti. Poco prima di lasciarci era stato anche al Sasso Ballaro, così mi ha detto un amico, e ne era rimasto entusiasta…. quanto vorrei fosse ancora qui a parlarmi del lago e del suo calore, di cosa si aspettava per il futuro, di dove il suo cuore l’avrebbe portato. La via “Tieni gli occhi sempre aperti” è nata per questo, è stata la prima dopo l’infortunio al ginocchio, la prima ad essere tracciata con Silvia e Davide (16 anni). Siamo stati i primi a giungere in cima a quella torre che da 2 anni ci attendeva.  Tommaso Salvadori
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TIENI GLI OCCHI SEMPRE APERTI
Aperta dal basso il 29-30/10 e 06-07/11 2006 da Tommaso Salvadori, Silvia Simonetta (CAI Varano Borghi), Davide Perelli (CAI Gallarate) - “Gruppo Avanzi di Cantiere”
Lunghezza: 150m; diff. max da confermare 6c+ (6b obbl)
Materiale in parete: 25 fix inox soste comprese - Materiale utile: 7 rinvii, una serie di friends (alcuni doppi) - Discesa: in doppia sulla via
Note: Bella salita estetica, che percorre integralmente lo spigolo destro dell’elegante torre. Alterna tiri in placca ad altri di fessura da integrare abbondantemente.
La chiodatura in loco è essenziale. Roccia da buona ad ottima.
Descrizione delle lunghezze:
L1 - placca iniziale seguita da facili risaltti e muretto finale ben appigliato - 3 fix 35m 5c
L2 - cresta aerea e dura placca a cristalli ((obbligata) seguita una splendida lama, finale esposto in fessura – 7 fix 55m 6c/6c+ (da confermare) 
L3 - muretto che porta su una cengia seguita da una placca a liste -  5fix 35m 6a+
L4 – Splendida fessura che porta in cima – 2 fix 25m 5c

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VAL MENGASCA: vedi anche la relazione della via al PIZZO ANNAMARIA
Accesso: Colico, poi Chiavenna, dopo Novate Mezzola  si svolta sotto un ponte a sinistra e si segue fino ad Era (indicazioni S.Pietro – Samolaco). Giunti in paese si tiene come riferimento la chiesa che si costeggia, mentre la strada comincia a salire. Dopo la chiesa di S. Andrea si continua per 4.5 km fino all’abitato di Paiedo.  Da Paiedo una strada interdetta alla circolazione permette con 3 km di salire fino ad uno ultimo spiazzo. 
- Modulo richesta permesso di transito -
Avvicinamento: Imboccare il sentiero a fianco della centralina dell’acqua., dopo un breve tratto in falso piano in traverso verso destra si inizia a salire guadagnando rapidamente quota da prima nella boscaglia poi via via sempre più rada fino a giungere ai pascoli dell’Alpe Campedello. Qui una traccia prosegue dietro le baite e piega verso destra fino ad un costone erboso che permette di svalicare in Val Mengasca. Ora si inizia a scendere su sentiero ripido ma buono fino ad un masso con la scritta “BAM” (Bivacco Alpe Manco). Qui si può scegliere se proseguire su sentiero buono e segnato, che però fa perdere quota, o seguire l’indicazione e risparmiare un po’ di fatica su sentiero un po’ in disuso (noi facciamo sempre quest’ultimo!). Giunti a una pietraia si è ora in vista della Torre “Giorgione”, unica e riconoscibile perché sulla sua sommità vi è cresciuta una pianta isolata. Da qui nello stesso tempo (25 min.) si può decidere se andare alla base della parete (salendo sulla destra del canale) o proseguire in falso piano fino al Bivacco Alpe Manco (1750 m.). Il Bivacco di proprietà del Comune di Samolaco è sempre aperto (chiavi al piano inferiore) e molto confortevole. Dispone di 12 posti letto, gas, luce e acqua corrente. 
Dallo spiazzo dopo la strada interdetta, o che si vada direttamente alla Torre o che si vada al Bivacco, calcolare 3 ora abbondanti. 
NB: Il sentiero è i buona parte segnalato, ma è bene la prima volta affrontarlo con un buon margine di luce e magari avere una carta o il TCI “Mesolcina-Spluga”, dove troverete anche altri sentieri per raggiungere l’Alpe Manco, ma quello sopra descritto a nostro avviso rimane il più veloce e meno faticoso (si fa per dire!).

Un grazie al CAI di Varano Borghi, a Davide per il suo entusiasmo, a Silvia per il suo “Amore infinito”, a Dr e Pedar che torneranno, a jimmy per averci parlato di questo luogo, al pastore Rino “custode” del Campedello, a tutti i sogni che ancora lì ci attendono. A “Giorgione”… perché non esiste separazione definitiva finchè  esiste il ricordo.

Testi, disegni e immagini: Copyright  ©  2007 Avanzi di Cantiere - larioclimb.paolo-sonja.net


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