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 Bacheca Virtuale 2020
Una bacheca per le novità della vita verticale nel circondario lecchese: nuove falesie, nuove vie, tiri liberati, aggiornamenti alle topos, manifestazioni, pubblicazioni etc... 

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LARIOBILANCIO

 
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ARCHIVIO BACHECA
 


 
26 Novembre 2020
Panoramica, clicca per ingrandire

Ho passato molte estati della mia infanzia a far fieno con i nonni nei prati sottostanti la falesia del Vaccarese, lo Zucco di Teral ed il Dito Dones, tutte le pareti in quest'area, grandi e piccole, mi sono sempre state particolarmente a cuore. Fra queste la piccola falesia dell'Amicizia, di per se non importantissima, ma inserita in un ricco contesto, che aiuta a valorizzare.


Ivano Zanetti all'AmiciziaNata dall'idea di Giorgio Tessari, che con il CAI Ballabio gestiva la cascina proprio sotto la falesia, fu chiodata inizialmente nel 2001 in modo minimale, e pochissimo frequentata negli anni successivi. Nel 2020 Eugenio Pesci e Ivano Zanetti riprendono l'idea, e dopo un enorme lavoro di pulizia e disgaggio richiodano la piccola struttura, aggiungendo numerosi tiri, alcuni dei quali ancora da liberare.
L'accesso si svolge su comodo sentiero, la base della falesia è piacevolmente immersa nel bosco , la chiodatura è molto generosa, i tiri pero' non sono tanti, alcuni molto "boulderosi", tra cui alcuni ancora non liberati. Merita almeno una visita, molte di piu' se intendete liberare gli NL .....
PaoloV

                
16 Novembre 2020
 
Riceviamo dagli autori, e pubblichiamo, lo schema dei settori e l'elenco dei tiri della nuova interessante Falesia del Leves. Situata in posizione super panoramica sopra Onno, sul ramo occidentale del lago di Lecco, offre già una buona varietà di tiri, con ancora molto potenziale.

Rispettiamo la richiesta di non specificare i nomi dei chiodatori, anche se ce ne rammarichiamo molto.
Come LARIOCLIMB abbiamo sempre cercato di mettere in evidenza il lavoro (faticoso, dispendioso, talvolta anche rischioso) di chiodatura e manutenzione degli scalatori volontari, contrastato dalla mentalità  che alcuni assumono quando vanno in falesia, pensando che i fix spuntino sulle pareti come i funghi... Non interessa chi ha chiodato, chi si è dato da fare; però guai se il moschettonaggio non è perfetto... Salvo poi guardarsi bene dallo spendere 10 secondi per strappare un ciuffo d'erba o spazzolare una presa.
Per non parlare delle problematiche riguardanti il comportamento in falesia, che il sito LARIOCLIMB cerca spesso di portare in primo piano. Anche gli autori della falesia del Leves ribadiscono l'importanza del rispetto di alcune basilari norme comportamentali.

Abbiamo in cantiere diverse altre topos (che cerchiamo di sviluppare man mano che riusciamo a dedicarvi del tempo), segno di vitalità dell'ambiente e del fatto che stanno crescendo nuovi chiodatori e manutentori molto volonterosi. Ci fa molto piacere avere instaurato dei bei rapporti con alcuni di questi, con i quali scambiamo relazioni e notizie. Questo per noi ha un grande valore.
Detto questo... Non è che i "vecchi" chiodatori se ne stiano alla finestra... Anzi; alcuni di loro sono in pista peggio di prima: davvero tremendi !
Quindi: buone scalate, e un super grazie ai chiodatori del Leves!
 Panoramica dalla Falesia del Leves
 
2 Novembre 2020

Pubblichiamo la topos aggiornata della falesia PROMESSE NEL SOLE, dove Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani hanno recentemente terminato di fare una vigorosa manutenzione.
Sono stati anche aperti un paio di tiri nuovi, e richiodati alcuni itinerari del settore sinistro.

Come sempre un super-grazie ad Alessandro e Flavio!

p.s.: tutta la zona è esposta a casuta sassi: da evitare dopo periodi di piogge intense o nevicate a bassa quota, e nelle gionate di vento forte.



A tutti gli scalatori, un appello da parte di larioclimb:

  • manteniamo la pulizia del luogo: non abbandoniamo rifiuti, gestiamo al meglio i nostri bisogni (la falesia non è un cesso a cielo aperto), non accendiamo fuochi!
  • investiamo qualche secondo del nostro tempo se c'è da strappare qualche ciuffo d'erba.
  • rispettiamo i materiali in parete. Per esempio: utilizziamo il nostro rinvio in sosta, in aggiunta al moschettone già presente nella catena, per rallentare il più possibile l'usura di quest'ultimo.
  • rispettiamo le opere di gradinatura - contenimento.
  • rispettiamo gli altri frequentatori della falesia: non occupiamo i tiri più dello strettissimo necessario, non segniamo le prese (o almeno, dopo, puliamo), non ingombriamo con zaini ecc.
  • rispettiamo degli eventuali residenti in zona: massima attenzione al parcheggio, massima discrezione

 
12 Settembre 2020 

Il 2020 è un anno complicato per i motivi che tutti ben sappiamo, come tutte le complicazioni portano nuove opportunità di rimettere in discussione le proprie attività.
E così è stato anche per me, durante il lockdown ho avuto l'opportunità di rimettermi in sesto sia fisicamente che mentalmente per riprendere in mano i tanti lavori lasciati in sospeso ormai tanti, troppi, anni fa. Lariobloc è tornato in attività con più vigore di prima, i tanti massi sono sempre là, le vecchie aree le si sta risistemando pulendo i boschi, spazzolando le linee dal muschio, compaiono nuovi settori e altri se ne aggiungeranno nei prossimi mesi.
Il divertimento è rimasto immutato, sono cambiate le tecnologie, i nuovi social network mi stanno dando una grossa mano a farmi conoscere alle nuove generazioni di climbers, ragazzi che mi stanno già dando una mano e che sembra se ne aggiungeranno altri con tanta voglia di divertirsi a pulire le proprie linee e spellarsi le mani su tanti blocchi.
La pagina Lariobloc ha subìto una "rinfrescata", topos aggiornate e l'aggiunta dei link a Instagram e Facebook, seguitemi su questi canali per essere aggiornati sulle ultimissime novità!"
               

 
12 Settembre 2020
LE TORRETTE
 
GRIZLY  è di nuovo percorribile, grazie mille a Silvano & friends per il pronto intervento di disgaggio!




9 Settembre 2020

ATTENZIONE:
Silvano Arrigoni ci segnala che  il tetto che si trova appena dopo il terz'ultimo spit del tiro GRIZLY al settore CUORE ALPINO suona pericolosamente vuoto; evitare di scalarlo fino a nuovo avviso.


 
26 Agosto 2020
Grigna Meridionale - Ago Teresita
 
In riferimento al recente crollo, comunicato in Bacheca il 19 Giugno, Tommaso Garota gentilmente ci fornisce alcune immagini. Grazie Tommaso.






La proiezione del filmato "Lecco Verticale - le rocce sopra i tetti", prevista per la serata del 17 agosto ai Piani dei Resinelli, è rinviata per le pessime previsioni meteo.  Seguirà aggiornamento del programma.      


 
4 Agosto 2020
Via Lario alla MongolfieraA fine maggio 2020, gli amici lecchesi Fabio Valseschini (arrampicatore e alpinista di lungo corso) e Tommaso Garota (giovane scalatore, appassionato scopritore o ri-scopritore di molte strutture semi-sconosciute sulle nostre montagne) hanno salito la via Lario sulla Mongolfiera, in Grignetta. Una via pochissimo ripetuta (Benigno Balatti e pochi altri) e dal sapore antico... Fabio e Tommy dicono di "essersi divertiti"... e gli crediamo sulla parola. Attenzione però che si tratta di un tipo di divertimento un po' particolare, riservato a chi è all'alteza di quello che sta facendo. La chiodatura molto vecchia, la roccia talvolta non perfetta e la lunga uscita sul ripido pendio erboso finale, oltre alla solita esposizione grignesca, esigono grande esperienza e capacità per affrontare un itinerario alpinistico. Severo anche se non molto lungo. Rimanere concentrati al massimo anche durante la discesa.
Poi, chiaccherando con Fabio e Tommy, si è parlato ovviamente del Mario Dell'Oro Boga..... Scalatore e alpinista lecchese di primissimo piano, di cui è già stato tracciato il profilo (molto bello il "pezzo" del Pino Comi, come pure quello di Alberto Benini. Da non perdere gli scritti di Riccardo Cassin - vedi la bibliografia dove sono indicate le opere principali) ma che valeva la pena approfondire ancora un po'.
 
  
1 Agosto 2020
Segantini deturpata
 
Segantini deturpataRiceviamo da Dario Spreafico una foto scattata sulla Cresta Segantini in Grignetta dai ragazzi dell'Asen Park, vivace gruppo lecchese di scalatori,  alpinisti, eccetera (eccetera, nel senso che ne fanno di ogni, con grande capacità e simpatia). Dario ha percoso anche  lui la Cresta, confermando i numerosi bolli lungo  l'itinerario. Una azione senza alcun senso.  La  foto sta già girando in rete, così ci limitiamo  a contribuitre alla divulgazione di questi  comportamenti, senza aggiungere altro. Tanto non serve.....
 
   

 
8 Luglio 2020
Pubblichiamo l'aggiornamento della falesia del Pungitopo, dove Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani hanno recentemente effettuato la manutenzione generale, aggiungendo qualche divertente itinerario.

Raccomandiamo una frequentazione rispettosa di questa e di tutte le altre falesie, focalizzando l'attenzione su un comportamento a cui si assiste, purtroppo, sempre più di frequente. Ci si riferisce alla dimenticanza di spazzolare le prese dal proprio e (visto  che non ci vuole un gran sforzo) dall'altrui magnesio. O, peggio ancora, alla presenza di appigli e appoggi sistematicamente marcati. Ognuno scala come può, ma se proprio si vuole ricorrere a questo escamotage per risolvere i tiri, bisogna poi pulire accuratamente ! Altrimenti si tratta di grande maleducazione, obbligando chi viene dopo a muoversi in una rete di "segnalazioni" non richieste.


     
19 Giugno 2020
Grigna Meridionale - Ago Teresita
La guida alpina Adriano Selva ci comunica alcuni aggiornamenti
 
L'esile pinnacolo sommitale della guglia (il piccolo "ago" roccioso), è crollato a seguito delle tempeste delle scorse settimane. Di conseguenza, è sconsigliata la ripetizione della via Gandini sullo spigolo nord. Lo stesso vale per le altre due vie, comunque salite ormai di rado: la Boga sulla parete est, e la Bonatti sulla parete ovest, in quanto tutti questi itinerari escono ora su rocce molto instabili. Rimane percorribile la via APE sullo spigolo sud, che termina però alla nuova sosta  predisposta per la calata, qualche metro sotto il terrazzino orizzontale a ridosso della (ex) cuspide finale. Consigliabile scendere da questa nuova sosta, senza proseguire oltre.
Discesa con una doppia da 50 metri fino alla base. Portare due corde da 60 metri. La sosta è semi-appesa ed è necessaria esperienza nelle manovre !

Ringraziamo Adriano per le note. Da parte nostra, esprimiamo il rammarico per un pezzo di storia della Grignetta che è andato a far compagnia alle ghiaie alla base...

La prima salita dell'Ago, a lungo corteggiata nel periodo della conquista delle ultime guglie vergini della Grignetta, ha rappresentato un grande exploit per l'epoca. Era il 13 settembre 1914 quando il milanese Erminio Dones, detto il "Diavolo della Grigna" per il suo carattere a  dir poco esuberante, scalatore temerario e grande sportivo (medaglia d’argento di canottaggio alle olimpiadi di Anversa del 1920) ed il giovanissimo Carlo Castelli di Lecco riescono a salire sull'Ago Angelina, come veniva chiamato l'incredibile pinnacolo appena a nord dell'Angelina, che il Dones subito dedica a sua sorella.

L'Ago, apparentemente inaccessibile da ogni lato, lasciava qualche speranza solo dal lato sud, difeso però da una scorbutica paretina verticale di una  ventina di metri. Con la tecnica primitiva di allora, quando il moschettone era un attrezzo ancora poco diffuso in arrampicata, anche piantando i chiodi non era pensabile affrontare un tratto così ripido e continuo.... Lasciando da parte l'etica e facendo lavorare la fantasia, i due erano saliti lungo lo spigolo nord dell'Angelina fino ad un buon punto di sosta, da cui avevano lanciato un sottile cordino appesantito da un dischetto metallico, finchè erano riusciti a sorpassare un piccolo intaglio sul vicinissimo spigolo dell'Ago, calandolo poi fino alla base del versante opposto. Qui, recuperata la funicella a cui era annodata una corda più robusta, avevano fissata quest'ultima ad un solido chiodo.
Dones era appunto un fantasista, uno a cui, tra l'altro, non dispiaceva mettersi in mostra....  Così aveva fatto  in modo che si sapesse che lui (e il suo giovanissimo compagno lecchese) avrebbe tentato di conquistare la guglia impossibile. Che aveva opportunamente addomesticata per essere sicuro della vittoria....
Arriva il gran giorno. Pare che nel canale dell'Angelina e sul sentiero Cecilia ci fosse un pubblico da grandi occasioni. E il Dones non si tira indietro.
Dopo avere risalito a braccia la corda fissata in precedenza (impresa di per sè da kamikaze), i due riprendono l'arrampicata su terreno vergine, e per niente banale... Usano un  buon numero di chiodi come appigli e appoggi, ricorrendo in qualche punto alla piramide umana, con il muscoloso Erminio, campione di remo, che solleva il peso piuma Carlo, quasi lanciandolo verso l'alto. Alla fine è Carlo (il quale sapeva il fatto suo) ad arrivare per primo sul punto più alto raggiungibile.... La discesa, calandosi a braccia (alla marinara !!) sulla corda, è altrettando spettacolare, a beneficio del pubblico plaudente.
Sulla punta finale, quella purtroppo ora crollata, il Dones pianta un remo issato con la corda, in omaggio alla sua altra grande passione.
Nota bene: la paretina iniziale fu poi  salita dal basso, con qualche chiodo ma  fondamentalmente in arrampicata libera, da Amleto Calura e Gino Amigoni,  esponenti dell'APE - Associazione Proletari Escursionisti, il 20 settembre 1924. Una impresa tecnicamente rimarchevole, purtroppo entrata in una zona d'ombra dovuta ad errori più o meno casuali nelle relazioni "ufficiali". Non era un periodo politicamente molto favorevole per gli Apeini, e i nomi del Calura e dell'Amigoni caddero nell'oblio, mentre, curiosamente, la paretina entrò e rimase nel gergo degli scalatori della Grigna come "paretina  APE". La su prima salita dal basso venne attribuita da Silvio Saglio, nella sua guida Le Grigne,a Gaetano Polvara e Vittorio Ponti, che l'avrebbero superata nell'agosto del 1919.
Ci penserà Alberto Benini, profondo conoscitore della storia dell'alpinismo lecchese, a fare giustizia di questa curiosa pagina di storia dimenticata, riportandola alla luce negli Archivi di Lecco del giugno 2017.
Pietro Corti


18 Maggio 2020
Segnaliamo il comunicato del C.A.I. Valmadrera relativo ad una frana sul Moregallo

Attenzione! Causa frana che si è staccata dal Moregallo, il sentiero n°6, che parte dalla fontana di Sambrosera e sale in vetta, è impraticabile e verrà chiuso oggi con ordinanza del sindaco di Valmadrera.

La frana staccatasi dalla cresta GGOSA ha coinvolto pesantemente il sentiero sottostante causando gravi danni allo stesso, rendendo impercorribile in arrampicata anche la Cresta GGOSA.

Da domani si raccomanda estrema prudenza in tutta la zona per inizio lavori di disgaggio.



10 Maggio 2020
Pubblichiamo la topos aggiornata degli Scudi di Valgrande, dopo l'immane opera di manutenzione di Alessandro Ronchi e Flavio De Stefani. I lavori sono stati svolti tra dicembre 2018 e febbraio 2020, con 31 giornate/uomo di lavoro in parete, periodo durante il quale Alessandro e Falvio hanno pulito dalla vegetazione, proseguito con la sostituzione delle soste sui tiri già esistenti (vedi Bacheca 19/05/2019) e attrezzato una decina di nuovi itinerari.
Questa manutenzione, che ha interessato oltre 60 tiri, alcuni dei quali su vie di più lunghezze, è uno di quei casi dove il concetto di "pulizia dalla vegetazione" prende un significato particolare.... Dopo anni di semi-abbandono, la parete dello Scudo di sinistra si presentava come un bosco verticale. Ma anche lo Scudo di destra non era messo molto bene. E' stato quindi rimesso in sesto con un'opera davvero notevole, un luogo particolare in un angolo molto suggestivo della lunga bastionata della Val Grande, con itinerari divertenti ed eleganti su buona/ottima roccia e difficoltà abbordabili. Attenzione: serve una buona esperienza per muoversi sulle vie di più tiri o sui monotiri "lunghi".

Siamo in un periodo assolutamente eccezionale, dove abbiamo vissuto altrettanto eccezionali restrizioni di movimento, grandissime preoccupazioni per la salute (oltre al dramma dei lutti in tantissime famiglie), il lavoro e lo studio. Pubblichiamo questa topos come segnale positivo verso il futuro, che mai come ora è in buona parte nelle mani di ognuno di noi. Un grande grazie ad Alessandro e Falvio.

Non sappiamo se si potrà goderne subito, già nella fase due, o se dovremo aspettare la fase tre-e-mezzo.... Le notizie in merito alle riaperture delle attivita all'aperto, almento dalle nostre parti, si rincorrono e si contraddicono... Non resta che sorridere (molto per modo di dire) leggendo certe surreali motivazioni addottate per prolungare i divieti.
Siamo tutti, più o meno, consapevoli che la posta in gioco è altissima, e che non si può più sbagliare... Quindi, pur di avere un futuro, si può sopportare (quasi) tutto... Di certo, una delle tante cose di cui avremmo fatto volentieri a meno è la confusione generata dall'incapacità di decidere e di gestire le cose con chiarezza, e di comunicarle come si deve. Tanto valeva dire subito: "fino al giorno X, se tutto va bene, di camminare e scalare non se ne parla". Anche perchè, rispetto alla fase 1 (la fase Zero è stata quella con zero consapevolezza, zero iniziative efficaci di prevenzione, zero totale), per escursionisti e scalatori non è cambiato un... granchè.
Si poteva anche fare a meno di certi improbabilissimi esperti, in televisione o sui social, e delle loro argutissime analisi.

Con queste note allegre, ci sentiamo di raccomandare una volta di più la massima attenzione, quando si riprenderà a scalare, a come utilizzeremo questa e tutte le altre falesie. Non ripetiamo quello che da anni scriviamo su larioclimb relativamentre alla cura per l'ambiente (pattume e "bisogni"), la falesia (prese segnate ecc..) ed alla convivenza con gli altri frequentatori (occupare militarmente i tiri ecc..). Questa però è l'occasione per mettere l'accento su questo ultimo aspetto. Nessuno di noi è padrone della falesia, a parte i proprietari legittimi, quindi ognuno ha diritto di goderne serenamente, rispettando l'opera dei chiodatori/manutentori. Attenzione in particolare per la falesia degli SCUDI, che lo spazio per lasciare l'auto al XII tornante sulla strada per i Resinelli è davvero poco. Nel fine settimana è meglio partire dal basso.

Ci auguriamo che nel mondo dell'arrampicata si riesca davvero a "fare comunità", sia nell'emergenza che oltre... Larioclimb: Paolo Vitali e Pietro Corti

p.s.: Come sempre speriamo che le nostre relazioni, sulle quali spendiamo una notevole quantità di tempo per reperire le informazioni, fare le verifiche in loco, sviluppare testi e relazioni, e  infine pubblicare, non diventino oggetto di copia-e-incollature da parte dei soliti (ig)noti.

  
24 Febbraio 2020

Pubblichiamo molto  volentieri questa nota di Luca Bozzi e Giovanni Chiaffarelli a seguito della riattrezzatura della via L'Amico ritrovato sulla Fracia, a suo tempo vandalizzata da ignoti.
La via termina poco sotto il ciglio della parete.

Un grande grazie a Giovanni e Luca.  Davvero buone arrampicate a tutti!


"A febbraio 2020 abbiamo ripristinato la via "L'Amico ritrovato" alla Corna Rossa (Fracia) dello Spedone. L'approccio non avviene più dall'alto in doppia, bensì dal basso, partendo dalla località di Oneta come per la Corti di destra. Buona scalata a tutti!

Luca e Giovanni".

  
28 Gennaio 2020
Samuele Ghezzi ci segnala una sosta instabile nella falesia Sass Negher di Piona.
Si tratta della prima sosta del tiro "ALEGHER NEL BUS DI NEGHER" (che dovrebbe essere in comune con il tiro a sinistra, "FIASCO E MARTELLO") nel settore "FIASKO".
La sosta presenta 2 fittoni resinati instabili, poichè la resina si è staccata e i fittoni si muovono e ruotano.
Prestare
attenzione finche' la sosta non verrà sistemata!


12 Gennaio 2020
Foto Luca Lozza. Archivio Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino
Ancora una interesante via nuova del Tommaso Garota con Stefano Meles, nella zona del Passo del Lupo sopra la gola del torrente Caldone. Una via da affrontare in ottica alpinistica: vedi le "istruzioni per l'uso". Il luogo, piuttosto maltrattato dalla strada Lecco - Ballabio, è comuque paesaggisticamente molto particolare e "avventuroso". Sulla stessa parete, in epoca paleolitica il Don Agostino Butturini, Barbara Pernici e Pietro Corti dei Condor di Lecco avevano già aperto la loro via. Nella stessa zona inoltre, proprio sopra le magnifiche pozze del torrente, ci sono la Placca di Val Boazzo e il Dente del Lupo (di Paolo & Sonja).
Grazie al Tommy per il suo impegno e per le info.

                
                                                     

                                                                                                                                                        
 
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