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La
parete nord est della Mongolfiera è visibile solo da poche angolazioni,
ed è quasi sempre in ombra: difficile quindi farsi una idea precisa dei
dettagli, tanto che risulta quasi sconosciuta. Tuttavia, a capitarci
sotto, si ha la sorpresa di una bella muraglia incisa da una lunga
fessura rettilinea, che si perde tra muri verticali compatti. Oltre lo
spigolo sommitale si apre il versante meridionale, caratterizzato nella
parte superiore da un ripido pendio misto di roccia e (tanta) erba. La
nord est della Mongolfiera è quindi la “parete misteriosa” della
Grignetta, percorsa da un impegnativo itinerario in artificiale, la cui
ripetizione in libera ha rivelato una salita di gran soddisfazione
dapprima atletica in fessura, poi tecnicissima e continua su muri
aggettanti. La roccia è buona/ottima, a parte qualche tratto su L1,
comunque va sempre verificata causa le scarsissime ripetizioni. Da
ricordare sulla stessa guglia la via ZEROWATT sulla parete sud sud est,
aperta dal basso con i fix da Paolo Vitali, Sonja Brambati e Pietro
Corti nel 1996.
Periodo
Tarda Primavera ed Estate. Ambiente alpino piuttosto fresco;
attenzione inoltre alla meteo: pericolo di temporali improvvisi.
Chiodatura
Chiodatura
molto abbondante nei primi due tiri a chiodi tradizionali, un chiodo a
pressione e un nut. Per una ripetizione servono circa 25 rinvii,
moschettoni sciolti, stopper, cordini/fettucce. Le soste sono
attrezzate a chiodi e fix. Si raccomanda di valutare attentamente la
qualità/distanza tra le protezioni, considerando che non sempre si può
integrare con protezioni veloci.
Primi salitori
Casimiro
Ferrari, Giuseppe Pino Negri, Carlo Mauri, Guerrino Cariboni
25.04.1968. Prima ripetizione RP: Gerardo Re Depaolini accompagnato da
Giancarlo Sironi il 9 settembre 2013, dopo un paio di salite per
sistemare la chiodatura.
Accesso
Da
Lecco salire ai Piani dei Resinelli. Oltrepassato il
piazzale-parcheggio, si prende la strada che sale a dx appena prima
della chiesetta, svoltando a sx al primo bivio per scendere all'ex
rifugio Alippi, a monte del quale si dirama a dx una sterrata (via alle
Foppe) che porta all'inizio del Sentiero delle Foppe per il Rifugio
Rosalba (n° 9). Parcheggiare molto più sopra, presso la fonte della
Carlanta, per poi scendere a piedi (e risalire, al ritorno) lungo la
strada asfaltata per circa 1km. Molti parcheggiano sulla strada prima
di entrare in via Foppe, con cartello di divieto di sosta!!! Raggiunto
il rifugio, andare a dx all’evidente canale di sfasciumi che porta alla
forcella Torre Rosalba-Cecilia. Da qui bisogna scendere sul versante
opposto. Il primo tratto, ripido e insidioso, lo si può superare con
una calata da 30m dal primo resinato della via normale al Cecilia.
L’alternativa è scendere in arrampicata (III) con grande attenzione:
valutare la soluzione che si reputa migliore. Continuare a scendere a
piedi fino a reperire sulla sx (faccia a valle) un fix con maillon per
una calata da 10m su un breve salto. Scendere ancora brevemente
portandosi poi verso dx su cengette fin sotto la rampa di partenza
della via Carlina. Da qui abbassarsi su ripido pendio erboso e infine
portarsi sotto la parete: S0 su Spit 8mm. 2h Attenzione: avvicinamento su terreno spesso ripidissimo. Discesa: Scendere su zolle per circa 10m (procedere assicurati),
contornando la sommità fino ad un terrazzino a nord con punto di
calata. Prima doppia da 20m; seconda da 60m fino ai ripidi prati
basali. Calate su 2 fix collegati da cordino e maillon. Risalire
percorrendo a ritroso l’Accesso: superare il breve salto che ostruisce
il canale (placchetta sulla sx, III/IV) e continuare fino alla forcella
Torre Rosalba-Cecilia. Ultimo tratto delicato (III). 0,30h per la
risalita. Dalla forcella scendere nel canale con sfasciumi tornando al
rifugio Rosalba. Attenzione: discesa complessa. |