GRIGNA MERIDIONALE – LA MONGOLFIERA 1771m
VIA C.A.I. BELLEDO

Versione stampabile PDF   Testo di Gerri   

La parete nord est della Mongolfiera è visibile solo da poche angolazioni, ed è quasi sempre in ombra: difficile quindi farsi una idea precisa dei dettagli, tanto che risulta quasi sconosciuta. Tuttavia, a capitarci sotto, si ha la sorpresa di una bella muraglia incisa da una lunga fessura rettilinea, che si perde tra muri verticali compatti. Oltre lo spigolo sommitale si apre il versante meridionale, caratterizzato nella parte superiore da un ripido pendio misto di roccia e (tanta) erba. La nord est della Mongolfiera è quindi la “parete misteriosa” della Grignetta, percorsa da un impegnativo itinerario in artificiale, la cui ripetizione in libera ha rivelato una salita di gran soddisfazione dapprima atletica in fessura, poi tecnicissima e continua su muri aggettanti. La roccia è buona/ottima, a parte qualche tratto su L1, comunque va sempre verificata causa le scarsissime ripetizioni. Da ricordare sulla stessa guglia la via ZEROWATT sulla parete sud sud est, aperta dal basso con i fix da Paolo Vitali, Sonja Brambati e Pietro Corti nel 1996.

Periodo
Tarda Primavera ed Estate. Ambiente alpino piuttosto fresco; attenzione inoltre alla meteo: pericolo di temporali improvvisi.

Chiodatura
Chiodatura molto abbondante nei primi due tiri a chiodi tradizionali, un chiodo a pressione e un nut. Per una ripetizione servono circa 25 rinvii, moschettoni sciolti, stopper, cordini/fettucce. Le soste sono attrezzate a chiodi e fix. Si raccomanda di valutare attentamente la qualità/distanza tra le protezioni, considerando che non sempre si può integrare con protezioni veloci.

Primi salitori
Casimiro Ferrari, Giuseppe Pino Negri, Carlo Mauri, Guerrino Cariboni 25.04.1968. Prima ripetizione RP: Gerardo Re Depaolini accompagnato da Giancarlo Sironi il 9 settembre 2013, dopo un paio di salite per sistemare la chiodatura.

Accesso
Da Lecco salire ai Piani dei Resinelli. Oltrepassato il piazzale-parcheggio, si prende la strada che sale a dx appena prima della chiesetta, svoltando a sx al primo bivio per scendere all'ex rifugio Alippi, a monte del quale si dirama a dx una sterrata (via alle Foppe) che porta all'inizio del Sentiero delle Foppe per il Rifugio Rosalba (n° 9). Parcheggiare molto più sopra, presso la fonte della Carlanta, per poi scendere a piedi (e risalire, al ritorno) lungo la strada asfaltata per circa 1km. Molti parcheggiano sulla strada prima di entrare in via Foppe, con cartello di divieto di sosta!!!
Raggiunto il rifugio, andare a dx all’evidente canale di sfasciumi che porta alla forcella Torre Rosalba-Cecilia. Da qui bisogna scendere sul versante opposto. Il primo tratto, ripido e insidioso, lo si può superare con una calata da 30m dal primo resinato della via normale al Cecilia. L’alternativa è scendere in arrampicata (III) con grande attenzione: valutare la soluzione che si reputa migliore. Continuare a scendere a piedi fino a reperire sulla sx (faccia a valle) un fix con maillon per una calata da 10m su un breve salto. Scendere ancora brevemente portandosi poi verso dx su cengette fin sotto la rampa di partenza della via Carlina. Da qui abbassarsi su ripido pendio erboso e infine portarsi sotto la parete: S0 su Spit 8mm. 2h Attenzione: avvicinamento su terreno spesso ripidissimo.
 

Discesa:
Scendere su zolle per circa 10m (procedere assicurati), contornando la sommità fino ad un terrazzino a nord con punto di calata. Prima doppia da 20m; seconda da 60m fino ai ripidi prati basali. Calate su 2 fix collegati da cordino e maillon. Risalire percorrendo a ritroso l’Accesso: superare il breve salto che ostruisce il canale (placchetta sulla sx, III/IV) e continuare fino alla forcella Torre Rosalba-Cecilia. Ultimo tratto delicato (III). 0,30h per la risalita. Dalla forcella scendere nel canale con sfasciumi tornando al rifugio Rosalba. Attenzione: discesa complessa.
 

L1 VIII 35m Rimontare un breve zoccolo (10m), poi seguire la lunga fessura obliqua a dx, verticale e con piccoli rigonfiamenti. Arrampicata atletica e roccia a tratti delicata. S1; 2 fix

L2 VIII+       30m Placca compatta e diedrino, poi si passa uno spigolo proseguendo su ottima roccia grigia. Gran tiro tecnico e di movimento. S2; 5 chiodi

L3 V+ 30m Superare una placca grigia fino a passare sul versante meridionale. Proseguire approssimativamente sulla cresta con attenzione (rocce erbose). S3 su 1 chiodo e clessidra.

L4 II      30m Ancora sul pendio erboso fino alla forcellina appena sotto la vetta. Sosta in comune con Third stone from the sun. S3; 2 chiodi.
 
 
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