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Interessantissima
fascia calcarea compatta, al margine sinistro della grande bastionata
della “Fracia” sopra Calolziocorte. Roccia molto buona, ma a tratti un
po’ fragile: muoversi di conseguenza. L’arrampicata è spesso
continua,
prevalentemente su tacche e pinzate, su muri verticali nella parte sx,
canne verticali nella parte centrale e muro verticale o leggermente
strapiombante sulla dx.
Periodo
Falesia
decisamente invernale, frequentabile anche in autunno e primavera ma
scegliendo le giornate fresche; sole verso le 10. Da evitare in estate.
Chiodatura
Ottima a Fix. Sui tiri originali la
chiodatura è più distanziata.
Chiodatori
Qualcuno era già andato a dare
un’occhiata, qualche decennio fa, finché intorno al 2022 Elia Balloni,
Martino Invernizzi, Martino Sala e Andrea Tebaldi chiodano i primi
dieci tiri. Poi Marco Nicolodi riprende l’opera, triplicando i tiri,
portando la falesia allo stato attuale.
Accesso
Da Calolziocorte seguire le indicazioni per Erve, che si raggiunge lungo la caratteristica strada a picco sul torrente Gallavesa. Salire al piazzale del Cimitero dove si parcheggia, superare il Cimitero e seguire l'ampia stradina che traversa verso ovest. Ad un bivio prendere a dx (a sx si sale alla Madonna del Corno), poi scendere qualche tornante sulla mulattiera fino a individuare un canale boscoso a sx. Abbandonare la mulattiera e salire raggiungendo poco sopra una prima corda fissa, a cui ne seguono altre. Il bosco è ripido e con fondo spesso instabile: fare attenzione a non smuovere sassi! Un'ultima lunga corda fissa porta a sbucare sul pendio in vista della falesia, che si raggiuge in breve. 30 minuti. Il pendio alla base della parete è scosceso; muoversi con attenzione e non far cadere sassi.
Num. in grassetto: tiri originali; N. 28: Bartoli, richiodato da Lorenzo Mazzola; N. 29-30 L. Mazzola. Gli altri: Marco Nicolodi
Per
sostenere il progetto di Marco Nicolodi falesie per tutti.

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