PILASTRO ROSSO
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Il PILASTRO ROSSO è una imponente parete giallastra a muri verticali e strapiombanti; una struttura molto importante per la storia dell’arrampicata lecchese. Sulla VIA PANZERI, che richiede esperienza alpinistica, la roccia è ottima a parte qualche breve tratto, e l’arrampicata è tecnica e atletica. Gli itinerari sportivi salgono su muri verticali e strapiombanti a gocce e reglettes, di resistenza e movimento, dove serve forza nelle dita ed ottimo uso dei piedi.

NOTA: Attenzione in discesa dalla Via Panzeri a non smuovere sassi.

Periodo
Dall’autunno all’inizio della primavera, escludendo l’estate; sole intorno a mezzogiorno.

Chiodatura
La PANZERI-RIVA è stata riattrezzata a resinati, lasciando diversi chiodi originali, nell’ambito del progetto della Comunità Montana del Lario Orientale nel 2002 Anno internazionale delle montagne, cercando di mantenere un certo “ingaggio”. Soste a resinati.

Gli itinerari sportivi sono opera di Marco Ballerini e Stefano Alippi dal 1982-83. Si tratta di una falesia storica, dove sono stati aperti i primi tiri strapiombanti (MIAMI VICE…), dopo la fase iniziale delle placche verticali al Sasso di Introbio e Antimedale. Quasi tutti (a parte CAMOS, CERCASI SUSAN e MAFALDA, che presentano un’attrezzatura obsoleta) sono stati richiodati a fix da Stefano Alippi e Norberto Riva, preservandone l’ingaggio, piuttosto severo.

Accesso
Da Lecco seguire il lungolago verso Sondrio uscendo dalla città. Dopo circa 2 km, prima di immettersi nella nuova SS36, voltare a dx sotto le arcate della ferrovia e parcheggiare poco oltre sulla sx. Tornati alla curva d’entrata, seguire un sentiero che rimonta dei gradini e poi va a dx. Al primo bivio salire a sx nel bosco, superare un saltino e proseguire finchè la traccia inizia a traversare a dx in piano. Poco oltre si prende una ripida traccia che porta direttamente alla base del Pilastro. 15 minuti.

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PILASTRO ROSSO – VIE LUNGHE
 
3 PANZERI RIVA ***
Sergio Panzeri, Giancarlo Riva, Franco Passerini maggio 1975. Partiti con l’intenzione di fare solo un tentativo, il trio decide invece di proseguire verso l’alto. Con dei bei “numeri” dei capicordata (Sergio e Giancarlo), a causa la scarsità di materiale, un tiro dopo l’altro arrivano nel bosco sommitale. Dove decidono di passare la notte….
Dalle parole di Sergio Panzeri: Eravamo partiti con l’idea di fare un paio di tiri in artificiale e poi scendere. Incastrando anche qualche sasso nella crepa siamo saliti, ripetendoci a ogni passo: “domani torniamo con i cunei”. Ma intanto ci accorgevamo che la via era più arrampicabile del previsto. Mettendo un solo chiodo Giancarlo ha fatto un traverso strepitoso e poi si è ripetuto sul penultimo tiro, superato praticamente al buio, incastrando anche un fiffi per progredire. Abbiamo bivaccato sui prati all’uscita, e la mattina dopo in un attimo siamo arrivati al rifugio del San Martino.

210m - 6L
6c+ (6a obb.)
P2 - 15 rinvii, qualche dado e friend medio/piccolo (ev anche BD 4 e 5, non indispensabili, se ci si vuole facilitare la vita nella larga fessura di L1) e il casco. 2 corde 60m

Salita di gran classe per fessure e diedri, su roccia ottima con qualche tratto delicato; splendida la variante finale attrezzata nel corso della richiodatura.

L1 6c+    40m Salire i gradoni verso sx, poi entrare a dx nella fessura-camino strapiombante e svasata
L2 6a+    40m Elegante muro verticale a tacche e gocce a sx della fenditura
L3 5b     40m Strapiombino appigliato e lungo obliquo a sx su lame; a tratti roccia delicata
L4 5a     30m Salire verso dx ad un altro diedro, da cui si esce a sx traversando su cornici spioventi
L5 6c     35m Diedro cieco tecnico e continuo, uscendo per una fessurina
L6 5a     30m Lungo un diedro fino alla cengia sommitale. Passi su roccia a rotta; attenzione.
L6bis     6c 35m VARIANTE: aerea placca fessurata con difficili muretti verticali
Discesa: dall’uscita originale traversare a dx sulla cengia, quindi abbassarsi 5m ad una catena (procedere assicurati). Prima calata sul lato dx dello spigolo, in leggero obliquo a sx alla seconda catena, da cui con 3 calate diritte si ritorna alla base. 2 corde 60m.
Dalla S6bis rimontare facilmente sulla cengia (attenzione ai sassi) per raggiungere le calate. Oppure si può scendere direttamente: 2 calate sulla via fino alla S4. Da qui doppia obliqua dove conviene moschettonare 3 fix con catena. Poi direttamente alla base. Discesa impegnativa e molto esposta
 
PILASTRO ROSSO – ITINERARI SPORTIVI
 
1
CAMOS IN PUTREFACTION *
 
7b
20 m
Chiodatura obsoleta
2
CERCASI SUSAN DISPERATAMENTE
L1
7c
20 m
Diedro strapiombante svasato con passi aleatori
 
 
L2
7a+
25 m
Lama obliqua faticosa
 
 
L3
6b+
25 m
Placca a gocce. Chiodatura vecchia
4
ALA SPEZZATA *
 
8a+
30 m
Supera una fascia rossa strapiombante. RP Stefano Alippi
5
MIAMI VICE *
 
7c
30 m
Prua strapiombante con piccole prese; grande tiro di dita
6
MIAMI BEACH *
 
7c+
30 m
Dopo il passo chiave della precedente supera una sezione atletica
7
BELLA OTERO *
 
7a+
32 m
Placca e diedrino, con passi di precisione su roccia liscia
8
SENZA NOME *
 
7b+
35 m
Si diparte dalla precedente salendo su roccia monolitica
9
SIAMO GAY *
 
7a+
35 m
Diedrino strapiombante su buone prese e placchetta tecnica con bombamento. Catena prima della placca finale
10
MADAMEOUSEL *
 
7b+
30 m
Sale la placca a dx della precedente; chiave sotto la catena
11
MAFALDA
L1
6b+
25 m
Placca a gocce e tettino
 
 
L2
6c
20 m
Placca verticale con singolo da capire. Attrezzatura obsoleta
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