GRIGNA MERIDIONALE – LA TORRE 1728m
Storie...
Versione stampabile PDF
Il settimanale Il Popolo di Lecco del 13 maggio 1933 annuncia l’imminente arrivo ai Piani dei Resinelli della guida alpina triestina Emilio Comici, prevista per il giorno successivo, domenica 14. Lo stesso giornale, dopo una settimana, pubblica un pezzo che descrive l’eccitazione intorno a questa visita; Comici infatti è stato preceduto dalla sua fama: scalatore eccezionale, simpatico (che non guasta), guida affermata delle Dolomiti, abile conferenziere, divulgatore di tecniche innovative.

A sx la via Comici 131c; a destra la via Corti, 131b. Da notare che nello splendido disegno di Binaghi della Guida di Silvio Saglio CAI-TCI Le Grigne, 1937, la via Corti parte più sotto rispetto alla soluzione poi comunemente seguitaLa Grignetta corteggiata. Domenica scorsa grande affluenza di arrampicatori e di ammiratori nei punti strategici della cara e civettuola nostra montagna. Tutti cercavano di Còmici, la simpatica, modesta e abilissima guida dolomitica che dà lezioni di arrampicamento sulle cuspidi e pareti della Grignetta. Poiché si sapeva che, con cortese cameratismo (beh… cortese lo sarà stato senz’altro, ma il triestino era venuto per lavoro. Non per cameratismo…), la celebre guida s’è messa a disposizione dei rocciatori del Cai lecchese nelle domeniche e feste di precetto, si cercava di indovinare la meta scelta da quest’ultimi nella prima giornata di scuola. Ma Boga, Cassin, Comi, ecc., erano muti, ragione per cui molti hanno vagato per ore col naso all’aria; il che non era divertente, data la nebbia che sino alle ore 11 ha regnato sovrana.

Intanto Comici era al Fungo, sulla via dello spigolo sud aperta dal Boga con Giuseppe Comi e la Mary Varale. Il giornale inoltre avverte i rocciatori che…

domani mattina (21 maggio), la guida Còmici darà lezione di arrampicamento secondo la tecnica moderna, sulla parete nord-est del Corno del Nibbio. La località è comoda anche per i non alpinisti.

Ovviamente il giorno dopo la base della parete, facilmente raggiungibile dai Resinelli con una breve passeggiata, è sold out. La Varale avrebbe dovuto essere nella cordata ma, vista la folla, non se la sente di presentarsi in pantaloni e rinuncia a dare spettacolo. La classe non è acqua….

La primavera del 1933 diventa così un momento cruciale per l’alpinismo lecchese. Il campione triestino era venuto ai Resinelli su intermediazione di Maria Giovanna Gennaro, “Mary”, la formidabile scalatrice marsigliese moglie del giornalista milanese Vittorio Varale. La coppia era molto vicina all’ambiente alpinistico lecchese e, avendo intuito le enormi potenzialità delle giovani cordate di estrazione operaia, si adoperavano affinchè questi ragazzi venissero formati tecnicamente e prendessero consapevolezza delle proprie capacità. 

Si trattava di scalatori autodidatti con scarsissime cognizioni tecniche, cosa che non gli aveva impedito, grazie alla temerarietà e ad una notevole forza-resistenza, maturata con il duro lavoro nelle officine, di ripetere con destrezza le vie dei predecessori milanesi sulle guglie della Grigna. Ma su quelle pareti verticali o strapiombanti la forza bruta non bastava, e per le frequenti discese in corda doppia, spesso nel vuoto, bisognava trovare urgentemente un sistema meno pericoloso della discesa “alla marinara”, a braccia, con la corda tra i piedi accavallati. Per fare qualcosa di nuovo e di più difficile sulle pareti e gli spigoli inviolati, serviva ben altro...

Comici avrebbe quindi insegnato ai lecchesi le moderne tecniche di arrampicata: l’utilizzo delle staffe, il metodo della doppia corda a forbice e la discesa in corda doppia con una variante tecnica, elaborata dallo stesso Comici, del classico sistema “alla dulfer”.

Nel corso delle dimostrazioni pratiche, il 21 maggio 1933 Comici apre sul Nibbio la “via dei diedri” con Antonio Piloni e Mario Dell’oro Boga. Prima di allora queste pareti erano fuori portata per le rudimentali tecniche dei lecchesi, che non consentivano di superare lunghi tratti strapiombanti se non con un enorme dispendio di energia. 
Tutti i giovani capicordata lecchesi tra cui Riccardo Cassin, Vittorio Ratti, Mario Dell’Oro,
sperimentarono immediatamente i nuovi sistemi di progressione proprio al Nibbio. Lo stesso Cassin pochi mesi dopo, il 15 ottobre 1933, supera con Mary Varale e il Boga la parete Est della Torre Costanza, già tentata dallo stesso Comici con Augusto Corti e la Varale, ritiratisi per un volo del Comici con fuoriuscita di 5 chiodi.

Il Popolo di Lecco: la presenza di Comici a Lecco, in qualità di rappresentante della “Scuola Comici”, sarebbe servita non solo a passare ai giovani “militi” lecchesi del G.A.F.N.I. le nozioni più avanzate sulla tecnica di arrampicamento acrobatico, ma avrebbe aiutato a valutare tecnicamente le salite della Grigna, per poterle così finalmente confrontare con le vie dolomitiche, in quanto fino ad allora non era ben chiaro il reale valore tecnico di questi itinerari.

Poche righe, ma ricche di informazioni interessanti: dapprima il riferimento alla Scuola Comici (una scuola privata, di concezione estremamente moderna) ed alla formazione di arrampicatori inquadrati in organizzazioni paramilitari, come il Gruppo Arrampicatori Fascisti Nuova Italia - G.A.F.N.I. di Lecco, da impiegare presumibilmente in future azioni belliche. Poi, l’accenno al problema della valutazione della difficoltà delle salite in Grigna. Sarà Silvio Saglio il primo a mettere ordine con la sua guida Le Grigne del 1937.

Domenica 28 maggio 1933 viene salita una profonda spaccatura ai Campelli, ai Piani di Bobbio. La via è mediocre, ma la cordata è stellare: Emilio Comici, Mary Varale, Mario Dell’Oro, Riccardo Cassin.

Il 4 giugno 1933 Comici, la Varale e il lecchese Augusto Corti aprono una via nuova sulla parete Est della Torre, una delle Cùspidi di Val Tesa in Grignetta. Un itinerario breve, con molta erba, a picco sul profondo Canalone dei Piccioni. Come spesso accade in Grignetta: dislivelli modesti ma esposizione vertiginosa. A stretto giro Augusto Corti e Giovanni Battista Riva “Sora”, salgono nei pressi dello spigolo Nord Est per un itinerario in parte già seguito da Lucio Lucini, Ennio Fontana e Giovanni Prina il 17 luglio 1927 (l’itinerario di Corti diventa la via di ingresso del classico “Giro del Fungo”), mentre Antonio Piloni, Domenico Lazzari e D. Nascali superano il bello spigolo SO. In un solo mese si bruciano così tutte le più evidenti possibilità sulla guglia.

Comici si congeda con un augurio ai giovani locals; “potete scalare dove volete”. Verrà preso in parola: i lecchesi si faranno presto notare in Dolomiti, Bregaglia e Monte Bianco, risolvendo di volta in volta alcuni dei maggiori problemi alpinistici di quelle pareti.

Comici venne a Lecco in più di una occasione con la sua “Scuola di arrampicamento”.

Lo Scarpone: La materia dei corsi comprende lo stile di arrampicamento, (procedere su roccia con sicurezza e disinvoltura, il che significa poter ottenere il massimo rendimento col minimo dispendio di energie fisiche e morali); la tecnica di assicurazione, (assicurazione del secondo dal primo di cordata e viceversa, assicurazione a spalla, su spuntoni di roccia, con chiodi, piantamento di chiodi, modo di procedere con corda semplice, doppia a forbice, tripla per tetti e strapiombi); tecnica di arrampicata (modo di procedere) in parete, in camino, in fessura (sistema Dulfer o alla bavarese), superamento di strapiombi e di tetti, uso delle staffe per i piedi e le mani, discesa a corda doppia e relative manovre, discesa a corda doppia senza dispendio di energie, pendoli volontari per traversate; equipaggiamento (qualità delle corde, loro confezione e manutenzione, carichi di rottura a strappo o senza, qualità, grandezza e confezione dei chiodi, uso del moschettone e del martello, pedule: di stoffa, di feltro (manchon), di gomma (crèpe); vestiario; alimentazione; allenamenti in casa ed in palestra. Emilio Comici risiederà al Rifugio Carlo Porta della Sezione di Milano del C.A.I.

Si registra infine una conferenza della guida triestina al Teatro Sociale di Lecco. Il Popolo di Lecco ne dà conto il 28 aprile 1934.

Antico chiodoComici parlerà a Lecco L’amico e camerata Varale ha vinto un’altra bella battaglia riuscendo ad affermare nel campo alpinistico italiano la tesi a lui tanto cara dello « sport d’arrampicamento ». Ormai è ammessa e riconosciuta da tutti la bellezza e, soprattutto, la grande utilità pratica, ai fini della difesa nazionale (a proposito di quanto scritto più sopra – a titolo di ipotesi - sui gruppi paramilitari), dell’alpinismo « crodaiolo » di cui a Lecco abbiamo una scolta audace nel Gruppo Arrampicatori Fascisti Nuova Italia. Il Popolo di Lecco è lieto di poter comunicare che, per iniziativa del Fascio di Combattimento locale, prossimamente sarà fra noi la celebre guida dolomitica E. Còmici per ripetere ai camerati di casa nostra la sua interessante conferenza dimostrativa, già tenuta col più vivo successo a Milano, Brescia, Bergamo, Genova, Roma, Vicenza.

Da notare il riferimento a Varale, ed alla sua “battaglia” sull’arrampicamento acrobatico, da lui identificato come un vero e proprio sport: sembra di leggere una rivista di settore degli anni ‘70/’80, quando si dibatteva di arrampicata sportiva vs alpinismo.

La conferenza è fissata per il 17 maggio…

Organizzata dal Gruppo Arrampicatori Fascisti Nuova Italia sotto gli auspici dei Fascio Giovanile, la sera del 17 corr. alle ore 21 udremo dalla voce stessa del grande scalatore triestino Emilio Còmici, la conferenza descrittiva delle straordinarie scalate compiute in questi ultimi anni lungo le più impervie pareti dolomitiche dai campioni del « sesto grado » o, come viene anche definito, « dell’estremamente difficile ». La conferenza, illustrata da splendide e palpitanti proiezioni, assume speciale importanza sia perchè anche a Lecco « la tecnica moderna dell’arrampicamento » (tale è il tema della conferenza) ha dei validi seguaci, sia perchè il riconoscimento ufficiale del Governo sull’utilità e importanza della nuova tendenza sportiva la rende di piena attualità e la pone al disopra delle solite incomprensioni e delle pavide considerazioni.

Sabato, 12 corr. il Còmici sarà alla Grignetta ove si tratterrà sino a-1 3 giugno per dare ivi scuola di arrampicamento a cura della sezione C. A. I. di Milano. Il 17 scenderà a Lecco ove, dopo la conferenza, passerà qualche ora con i numerosi amici lecchesi.

La conferenza avrà un brillante successo!

Pietro Corti 

 

GRIGNA MERIDIONALE – LA TORRE 1728m
VIA CENTRALE o VIA COMICI
Versione stampabile PDF



La via Comici alla Torre sale vicina alla classicissima via Corti, ma le ripetizioni sono molto scarse... Saverio De Toffol e Jorge Lionel Palacios, dopo una ripetizione di qualche anno fa, ci sono tornati il 1 e il 9 maggio 2026, sostituendo i chiodi e i vecchi spit rock da 8mm alle soste con fix da 10mm. Hanno inoltre lasciato 6 chiodi lungo i tiri, ed hanno fatto una ripulita vigorosa (nei limiti del possibile) dalle rocce più instabili. Salita di stampo alpinistico in grande esposizione, su roccia spesso delicata e con zone erbose. E’ indispensabile saper integrare le protezioni e valutare la qualità dei chiodi e della roccia. Via avventurosa: non è una alternativa alla via Corti.

Periodo

Da fine primavera a inizio autunno. Ambiente alpino: attenzione ai temporali.


Chiodatura

Pochi chiodi in via (nello schizzo sono distinti i vecchi chiodi già presenti - pressocchè inaffidabili - e quelli lasciati da De Toffol-Palacios); fix alle soste. Portare friends BD fino al 4 raddoppiano le misure medie e piccole, nuts e cordini. 

Primi salitori
Emilio Comici, Mary Varale, Augusto Corti, 4 giugno 1933

Accesso

Oltrepassato il piazzale dei Piani dei Resinelli si prende la strada che sale a dx appena prima della Chiesetta, proseguendo lungo via Caimi (indicazioni Alta Via delle Grigne) fino all’acquedotto (grande difficoltà di parcheggio nei fine settimana). Da qui
si prendere il largo sentiero sulla sx che giunge ai piedi del Canale Caimi. Seguire la Direttissima (n° 8) che obliqua lungamente a sx fino ai gradoni rocciosi con catene che portano al Caminetto Pagani. Salite le scale del Caminetto, si procede in discesa e poi con traversi e saliscendi su terreno esposto (catene) fino alla conca del Canalone dei Piccioni. Raggiunta la selletta sulla sponda opposta, si lascia la Direttissima scendendo a sx (indicazioni "Torre-Fungo-Lancia") per ripide tracce. All’altezza del Campaniletto proseguire in discesa e poi in traverso fin contro lo spigolo della Torre: sosta con resinati alla partenza della via Corti.

Terreno infido ed esposto, attrezzato con catena, a parte un tratto. Prestare la massima attenzione. Ore 1,30. Dalla sosta di partenza della via Corti, calarsi in doppia per una decina di metri in un canalino franoso, fino ad una cengetta erbosa: S0 con 2 fix.

Relazione basata sui dati di Saverio De Toffol e Jorge Palacios – Foto di Saverio De Toffol

Foto de La TorreRelazione de La Torre

L1 III+ 20m 2 fix di sosta. Per zolle erbose in diagonale verso sx fino ad un caminetto, salirlo raggiungendo un'ampia sella erbosa, da cui in leggera discesa a sx si raggiunge la sosta.          

L2 IV+ 25m 2 ch., 2 fix di sosta. In leggera discesa a sx ad una fessura verticale; seguirla fino al termine, poi traversare qualche metro a sx e scendere alla sosta su comoda cengia erbosa.

L3 IV+ 30m 5 ch., 1 cl., 2 fix di sosta. Obliquare a sx su zolle erbose verso uno strapiombino, superarlo e proseguire verticalmente per una decina di m, quindi spostarsi a sx e poi diritti fino ad una fessura oltre la quale si sosta. Possibile variante per una fessura sopra S2. Da proteggere.

L4 V 35m 2 ch., sosta su 2 resinati con catena. A sx ad una larga fessura, uscirne subito a dx e salire una placca compatta e poi una bella fessura fino ad un terrazzino. Proseguire diritti per una bella placca adagiata fino alla forcella, dove si sosta su catena (calata per la Normale al Fungo).     

Discesa
Dirigersi a Nord verso la cima (restare legati), poi abbassarsi verso la Lancia, trovando un anellone. Doppia da 60m fino alla partenza della Corti. Oppure: calata da 50m entrando nel camino Torre-Lancia. Giunti alla base (S0 via normale) si segue una breve  cornice (Attenzione) fino alla forcella Campaniletto-Lancia. Disarrampicare qualche metro fino alla base della via Corti.


Testi, disegni e immagini: Copyright © 2026 larioclimb.paolo-sonja.net
Accessi a LARIOCLIMB
Accessi alla Homepage Paolo&Sonja