Il
settimanale Il Popolo di Lecco del 13 maggio 1933 annuncia l’imminente
arrivo ai Piani dei Resinelli della guida alpina triestina Emilio Comici,
prevista per il giorno successivo, domenica 14. Lo stesso giornale, dopo una
settimana, pubblica un pezzo che descrive l’eccitazione intorno a questa visita;
Comici infatti è stato preceduto dalla sua fama: scalatore eccezionale,
simpatico (che non guasta), guida affermata delle Dolomiti, abile
conferenziere, divulgatore di tecniche innovative.
La Grignetta
corteggiata. Domenica scorsa grande affluenza di
arrampicatori e di ammiratori nei punti strategici della cara e civettuola
nostra montagna. Tutti cercavano di Còmici, la simpatica, modesta e abilissima
guida dolomitica che dà lezioni di arrampicamento sulle cuspidi e pareti della
Grignetta. Poiché si sapeva che, con cortese cameratismo (beh… cortese
lo sarà stato senz’altro, ma il triestino era venuto per lavoro. Non per
cameratismo…), la celebre guida s’è messa a disposizione dei rocciatori del
Cai lecchese nelle domeniche e feste di precetto, si cercava di indovinare la
meta scelta da quest’ultimi nella prima giornata di scuola. Ma Boga, Cassin,
Comi, ecc., erano muti, ragione per cui molti hanno vagato per ore col naso
all’aria; il che non era divertente, data la nebbia che sino alle ore 11 ha
regnato sovrana.
Intanto Comici era al
Fungo, sulla via dello spigolo sud aperta dal Boga con Giuseppe Comi e la Mary
Varale. Il giornale inoltre avverte i rocciatori che…
domani mattina (21 maggio),
la guida Còmici darà lezione di arrampicamento secondo la tecnica moderna,
sulla parete nord-est del Corno del Nibbio. La località è comoda anche per i
non alpinisti.
Ovviamente il giorno
dopo la base della parete, facilmente raggiungibile dai Resinelli con una breve
passeggiata, è sold out. La Varale avrebbe dovuto essere nella cordata ma,
vista la folla, non se la sente di presentarsi in pantaloni e rinuncia a dare
spettacolo. La classe non è acqua….
La primavera del 1933
diventa così un momento cruciale per l’alpinismo lecchese. Il campione
triestino era venuto ai Resinelli su intermediazione di Maria Giovanna Gennaro,
“Mary”, la formidabile scalatrice marsigliese moglie del giornalista milanese
Vittorio Varale. La coppia era molto vicina all’ambiente alpinistico lecchese e,
avendo intuito le enormi potenzialità delle giovani cordate di estrazione
operaia, si adoperavano affinchè questi ragazzi venissero formati tecnicamente e
prendessero consapevolezza delle proprie capacità.
Si trattava di
scalatori autodidatti con scarsissime cognizioni
tecniche, cosa che non gli aveva impedito, grazie alla temerarietà e ad una
notevole forza-resistenza, maturata con il duro lavoro nelle officine, di
ripetere con destrezza le vie dei predecessori milanesi sulle guglie della Grigna.
Ma su quelle pareti verticali o strapiombanti la forza bruta non bastava, e per
le frequenti discese in corda doppia, spesso nel vuoto, bisognava trovare
urgentemente un sistema meno pericoloso della discesa “alla marinara”, a
braccia, con la corda tra i piedi accavallati. Per fare qualcosa di nuovo e di
più difficile sulle pareti e gli spigoli inviolati, serviva ben altro...
Comici
avrebbe quindi insegnato ai
lecchesi le moderne tecniche di arrampicata: l’utilizzo delle staffe, il metodo
della doppia corda a forbice e la discesa in corda doppia con una variante
tecnica, elaborata dallo stesso Comici, del classico sistema “alla dulfer”.
Nel corso delle dimostrazioni pratiche, il 21 maggio 1933 Comici apre sul Nibbio la “via dei diedri” con Antonio Piloni
e Mario Dell’oro Boga. Prima di allora queste pareti erano fuori portata
per le rudimentali tecniche dei lecchesi, che non consentivano di superare
lunghi tratti strapiombanti se non con un enorme dispendio di energia.
Tutti
i giovani capicordata lecchesi tra cui Riccardo Cassin, Vittorio Ratti, Mario
Dell’Oro, sperimentarono
immediatamente i nuovi sistemi di progressione proprio al Nibbio. Lo stesso
Cassin pochi mesi dopo, il 15 ottobre 1933, supera con Mary Varale e il Boga la
parete Est della Torre Costanza, già tentata dallo stesso Comici con Augusto
Corti e la Varale, ritiratisi per un volo del Comici con fuoriuscita di 5 chiodi.
Il
Popolo di Lecco: la
presenza di Comici a Lecco, in qualità di rappresentante della “Scuola Comici”,
sarebbe servita non solo a passare ai giovani “militi” lecchesi del G.A.F.N.I.
le nozioni più avanzate sulla tecnica di arrampicamento acrobatico, ma avrebbe
aiutato a valutare tecnicamente le salite della Grigna, per poterle così
finalmente confrontare con le vie dolomitiche, in quanto fino ad allora non era
ben chiaro il reale valore tecnico di questi itinerari.
Poche righe, ma
ricche di informazioni interessanti: dapprima il riferimento alla Scuola Comici
(una scuola privata, di concezione estremamente moderna) ed alla formazione di
arrampicatori inquadrati in organizzazioni paramilitari, come il Gruppo
Arrampicatori Fascisti Nuova Italia - G.A.F.N.I. di Lecco, da impiegare
presumibilmente in future azioni belliche. Poi, l’accenno al problema della
valutazione della difficoltà delle salite in Grigna. Sarà Silvio Saglio il
primo a mettere ordine con la sua guida Le Grigne del 1937.
Domenica 28 maggio 1933 viene salita una profonda spaccatura ai
Campelli, ai Piani di Bobbio. La via è mediocre, ma la cordata è stellare:
Emilio Comici, Mary Varale, Mario Dell’Oro, Riccardo Cassin.
Il 4 giugno 1933 Comici, la Varale e il lecchese Augusto Corti aprono una via nuova
sulla parete Est della Torre, una delle Cùspidi di Val Tesa in Grignetta. Un
itinerario breve, con molta erba, a picco sul profondo Canalone dei Piccioni. Come
spesso accade in Grignetta: dislivelli modesti ma esposizione vertiginosa. A
stretto giro Augusto Corti e Giovanni Battista Riva “Sora”, salgono nei pressi
dello spigolo Nord Est per un itinerario in parte già seguito da Lucio Lucini,
Ennio Fontana e Giovanni Prina il 17 luglio 1927 (l’itinerario di Corti diventa
la via di ingresso del classico “Giro del Fungo”), mentre Antonio Piloni,
Domenico Lazzari e D. Nascali superano il bello spigolo SO. In un solo mese si
bruciano così tutte le più evidenti possibilità sulla guglia.
Comici si congeda con
un augurio ai giovani locals; “potete scalare dove volete”. Verrà preso in
parola: i lecchesi si faranno presto notare in Dolomiti, Bregaglia e Monte Bianco,
risolvendo di volta in volta alcuni dei maggiori problemi alpinistici di quelle
pareti.
Comici
venne a Lecco in più di una occasione con la sua “Scuola di arrampicamento”.
Lo Scarpone: La
materia dei corsi comprende lo stile di arrampicamento, (procedere su roccia
con sicurezza e disinvoltura, il che significa poter ottenere il massimo
rendimento col minimo dispendio di energie fisiche e morali); la tecnica di
assicurazione, (assicurazione del secondo dal primo di cordata
e viceversa, assicurazione a spalla, su spuntoni di roccia, con chiodi,
piantamento di chiodi, modo di procedere con corda semplice, doppia a forbice,
tripla per tetti e strapiombi); tecnica di arrampicata (modo di procedere) in
parete, in camino, in fessura (sistema Dulfer o alla bavarese), superamento di
strapiombi e di tetti, uso delle staffe per i piedi e le mani, discesa a corda
doppia e relative manovre, discesa a corda doppia senza dispendio di energie,
pendoli volontari per traversate; equipaggiamento (qualità delle corde, loro
confezione e manutenzione, carichi di rottura a strappo o senza, qualità,
grandezza e confezione dei chiodi, uso del moschettone e del martello, pedule:
di stoffa, di feltro (manchon), di gomma (crèpe); vestiario; alimentazione;
allenamenti in casa ed in palestra. Emilio Comici risiederà al Rifugio Carlo
Porta della Sezione di Milano del C.A.I.
Si
registra infine una conferenza della guida triestina al Teatro Sociale di
Lecco. Il Popolo di Lecco ne dà conto il 28 aprile 1934.
Comici parlerà a
Lecco
L’amico e camerata Varale ha vinto un’altra bella battaglia riuscendo ad
affermare nel campo alpinistico italiano la tesi a lui tanto cara dello « sport
d’arrampicamento ». Ormai è ammessa e riconosciuta da tutti la bellezza e,
soprattutto, la grande utilità pratica, ai fini della difesa nazionale (a proposito
di quanto scritto più sopra – a titolo di ipotesi - sui gruppi paramilitari),
dell’alpinismo « crodaiolo » di cui a Lecco abbiamo una scolta audace nel
Gruppo Arrampicatori Fascisti Nuova Italia. Il Popolo di Lecco è lieto di poter
comunicare che, per iniziativa del Fascio di Combattimento locale,
prossimamente sarà fra noi la celebre guida dolomitica E. Còmici per ripetere
ai camerati di casa nostra la sua interessante conferenza dimostrativa, già
tenuta col più vivo successo a Milano, Brescia, Bergamo, Genova, Roma, Vicenza.
Da
notare il riferimento a Varale, ed alla sua “battaglia” sull’arrampicamento
acrobatico, da lui identificato come un vero e proprio sport: sembra di leggere
una rivista di settore degli anni ‘70/’80, quando si dibatteva di arrampicata
sportiva vs alpinismo.
La conferenza è
fissata per il 17 maggio…
Organizzata
dal Gruppo Arrampicatori Fascisti Nuova Italia sotto gli auspici dei Fascio
Giovanile, la sera del 17 corr. alle ore 21 udremo dalla voce stessa del grande
scalatore triestino Emilio Còmici, la conferenza descrittiva delle
straordinarie scalate compiute in questi ultimi anni lungo le più impervie
pareti dolomitiche dai campioni del « sesto grado » o, come viene anche
definito, « dell’estremamente difficile ». La conferenza, illustrata da
splendide e palpitanti proiezioni, assume speciale importanza sia perchè anche
a Lecco « la tecnica moderna dell’arrampicamento » (tale è il tema della
conferenza) ha dei validi seguaci, sia perchè il riconoscimento ufficiale del
Governo sull’utilità e importanza della nuova tendenza sportiva la rende di
piena attualità e la pone al disopra delle solite incomprensioni e delle pavide
considerazioni.
Sabato, 12 corr.
il Còmici sarà alla Grignetta ove si tratterrà sino a-1 3 giugno per dare ivi
scuola di arrampicamento a cura della sezione C. A. I. di Milano. Il 17
scenderà a Lecco ove, dopo la conferenza, passerà qualche ora con i numerosi
amici lecchesi.
La conferenza avrà un
brillante successo!
Pietro Corti