GRIGNA MERIDIONALE - SECONDO MAGNAGHI 2045m
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Vedi anche le altre vie del Secondo Magnaghi:  Via dei Ragni - Ruchin - Chrysis - Castagna Alta

Il TORRIONE MAGNAGHI CENTRALE o SECONDO MAGNAGHI è caratterizzato dal grande bombamento giallastro sul versante orientale, percorso da vie in artificiale degli anni ’40 e ’60 del XX secolo, poi liberate nel 2012 (vedi topos su questo sito) con bellissimi exploit. Il Torrione è frequentato soprattutto lungo la classica Via Gandini, aperta dal fuoriclasse nativo di Zogno e poi valsassinese di adozione. Grazie alla richiodatura di una selezione di vie della Grignetta ad opera della Comunità Montana Lario Orientale sono riprese le ripetizioni anche sulla interessante Via Butta. ANTICHE TRACCE, aperta dal basso sul bombamento, è stata poi liberata nel 2015. La roccia è generalmente da buona a ottima su tutte le vie, con qualche tratto che richiede attenzione.

Periodo

Preferibilmente l’estate ma anche in autunno e primavera (con il rischio di incontrare ghiaccio lungo la discesa sulla Normale); la parete prende il sole fin dal primo mattino. La zona è nebbiosa e va tenuta d’occhio la meteo: pericolo di temporali improvvisi.

Chiodatura
Prevalentemente a chiodi, anche in sosta, di qualità varia: talvolta vetusti e non sempre affidabili; altrimenti buoni. Qualche spit in via e  sulle poche fermate in comune con le vie più recenti o con quelle riattrezzate, dove si incontrano anche soste a resinati e catena. Si raccomanda quindi di valutare attentamente il tipo di roccia e la qualità/distanza tra le protezioni, eventualmente integrando o sostituendo i chiodi meno affidabili.

Chiodatura
Prevalentemente a resinati, e qualche chiodo, sulla GANDINI e la BUTTA, a fix su ANTICHE TRACCE. E’ utile un set di dadi, qualche friend medio/piccolo e cordini per integrare le protezioni.
Attenzione: si raccomanda di valutare attentamente la roccia e la distanza tra le protezioni, integrando dove possibile. Serve ottima esperienza nelle manovre di corda.


Chiodatori

Vedi le singole descrizion.
Attenzione: si raccomanda di valutare attentamente la roccia e la distanza tra le protezioni, integrando dove possibile. Serve ottima esperienza nelle manovre di corda.


Accesso
Oltrepassato il piazzale dei Piani dei Resinelli si prende la strada che sale a dx appena prima della Chiesetta, continuando diritti al primo bivio. Si procede lungo Via Caimi (Alta Via delle Grigne) tenendo la dx ai successivi bivi. In ultimo salire a sx allo spiazzo sterrato presso l’acquedotto. Alla sua dx si imbocca il sentiero della Cresta Cermenati (n° 7) fino alla deviazione a dx del Traverso dei Magnaghi (n° 3) che si segue passando ripidi canali ghiaiosi e roccette (attenzione), fino al Canalone Porta. Risalire la sponda opposta fino alla Bocchetta dei Prati, da cui si procede a poca distanza dalle pareti est dei Magnaghi fino alla partenza della Normale, a sx di un cartello “Montagna pulita”, sovrastata dal bombamento giallo. Ore 1,30.

7 ANTICHE TRACCE *** (la valutazione della bellezza è riferita al primo tiro) 
Paolo Vitali, Sonja Brambati, Pietro Corti, dal basso, 5.4.1995
130m – 4L
8a+ (6a+ obb.)
P2 - 14 rinvii, due corde da 60m, qualche dado/friend. Chiodatura a fix

Dalla base dei risalti dove inizia la Normale al PRIMO MAGNAGHI, spostarsi a dx e seguire una rampa fino al fix di partenza. Per fessura ad una nicchia, uscire a sx e proseguire sul bombamento; S1. Spostarsi a dx e salire un muro compatto, entrando in ultimo nel diedro Butta che si segue per pochi metri; S2. Salire sulla sx per muretti fino al limite dx di uno strapiombo; S3. Superato un muretto tecnico si raggiunge il canalino d’uscita che porta alla S4.
Discesa: proseguire alla vetta, oppure scendere in doppia lungo la via (esposto) con 2 corde da 60m

La via è stata liberata nel novembre 2015 da Paolo Spreafico, secondo il quale il primo tiro, il più duro, "è molto bello con una prima parte intensa, un buon riposo e poi gran continuità fino in sosta. L'arrampicata è molto tecnica e poco intuitiva. Nel complesso, secondo me, uno dei tiri più belli su questo  livello del Lecchese.  Chiaramente il pezzo forte della via è rappresentato dal primo tiro, ma anche il resto mi è piaciuto, la parte superiore è  discontinua ma ci sono delle sezioni interessanti!”

8 VIA GANDINI (a suo tempo nota come VIA EROS) **
Giovanni Gandini, Renzo Galbiati, Eros Bonaiti, 6.9.1931
160m – 5L
V+
P3 - 10 rinvii, corda da 60m, qualche dado/friend. Chiodatura: resinati e chiodi; ev. da integrare

Classica salita, divertente e poco esposta. Costeggiare verso dx la base della parete e raggiungere un terrazzino con resinato, da cui si sale una placca verso dx fino alla S1. Superare il bel camino soprastante fino ad un terrazzo; S2. Si prosegue sulla ripida placca di fronte, superando poi uno strapiombino appigliato; un canalino porta alla S3. Su rocce via via più facili si raggiunge la S4 presso uno spigolo a dx. Per i risalti sulla dx si raggiunge il resinato della S5 presso la vetta.
Discesa lungo la Normale del SECONDO MAGNAGHI: abbassarsi sulla facile crestina verso il TERZO MAGNAGHI, poi scendere nel ripido canalino a sx (2+). Lungo il cavo si raggiunge la Forcella del G.L.A.S.G. (Gruppo Lombardo Alpinisti Senza Guide). Per tutto il percorso procedere assicurati e prestare la massima attenzione ai sassi. Dalla Forcella scendere a sx nel Canalone Porta, con tratti di facile arrampicata su placche inclinate (qualche bollo rosso), tornando alla base del Sigaro e poi al Traverso dei Magnaghi, oppure verso dx fino alla base del versante est.

9 VIA BUTTA **
Gentile Butta, Eugenio Stella, 4.10.1944. La via originale sale alla S3 direttamente dal basso su roccia in seguito franata; il traverso dalla S2 Gandin è opera di Federico Wilhelm e Benigno Balatti
170m – 6L compresi i primi 2L Gandini
VI+ (VI- obb.)
P3 - 12 rinvii, due corde da 60m, qualche dado/friend. Chiodatura: resinati e chiodi; ev. da integrare

Interessante itinerario per diedri e camini con un ardito traverso d’entrata; roccia in genere buona. Dalla S2 Gandin spostarsi a sx, spaccare sulla parete e traversare in leggera discesa, alzandosi solo verso la fine alla scomoda S3 appesa. Seguire il camino-diedro con elegante arrampicata su roccia a tratti delicata e proseguire in una larga spaccatura che poi obliqua a sx (breve tratto friabile e protezioni lontane) fino alla S5. Uscire per un canalino sugli sfasciumi sommitali raggiungendo il resinato presso la vetta.
Discesa: lungo la Normale del SECONDO MAGNAGHI come per la Via Gandini.


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